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Le università più belle del mondo per il Prix Versailles 2026
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Le università più belle del mondo per il Prix Versailles 2026

Prix Versailles 2026 ha premiato le otto università più belle del mondo: sei tra Regno Unito e Stati Uniti. Cerimonia UNESCO il 10 dicembre.

Il Prix Versailles 2026 ha selezionato otto università come le più belle al mondo. Sei sedi si trovano tra Regno Unito e Stati Uniti, mentre le altre due si dividono fra Australia e Paesi Bassi. La proclamazione dei tre titoli mondiali è fissata al 10 dicembre 2026 alla sede UNESCO di Parigi.

Il riconoscimento internazionale, promosso dall’UNESCO dal 2015 e dedicato all’architettura contemporanea, valuta gli edifici universitari sull’impatto estetico, sull’innovazione e sull’integrazione con il contesto ambientale. Per l’edizione 2026 la giuria ha premiato progetti che uniscono ricerca, didattica, sostenibilità e apertura alla città, con un baricentro che si è spostato verso il mondo anglosassone.

Sei università su otto tra Regno Unito e Stati Uniti

La lista comprende due atenei britannici. All’Università di Cambridge il premio va al Ray Dolby Centre, il più grande centro britannico dedicato alla fisica, con 173 laboratori e sale bianche progettate per il controllo di vibrazioni, umidità e temperatura. All’Università di Oxford la giuria ha scelto lo Stephen A. Schwarzman Centre for the Humanities, primo edificio che raccoglie sotto un’unica cupola tutte le principali discipline umanistiche, insieme a una sala concerti, un teatro e un cinema aperti alla città.

Gli Stati Uniti compaiono con quattro progetti. L’Anthony Timberlands Center dell’Università dell’Arkansas è realizzato quasi interamente in legno massiccio e funziona come laboratorio didattico a vista. Il Robert Day Sciences Center del Claremont McKenna College, firmato dallo studio BIG di Bjarke Ingels, unisce informatica, data science e scienze della vita in un unico atrio ottenuto ruotando i volumi dei laboratori. Il David Rubenstein Treehouse di Harvard, progettato da Jeanne Gang, combina legno massiccio e calcestruzzo a basse emissioni. Il Bloomberg Student Center della Johns Hopkins ospita oltre duecento associazioni studentesche ed è alimentato da più di mille pannelli fotovoltaici.

I World Titles assegnati all’UNESCO il 10 dicembre

Le due sedi non anglofone selezionate sono l’Health Translation Hub della UNSW Sydney, ispirato alle dune costiere australiane e progettato per ridurre l’irraggiamento solare mantenendo la luce interna, e la nuova Biblioteca Universitaria dell’Università di Amsterdam, ricavata da un complesso ospedaliero storico e caratterizzata da una facciata con una poesia tradotta in ventiquattro lingue. Nel campus di Sydney l’edificio integra ricerca clinica, didattica universitaria e collaborazione con l’industria; nella biblioteca olandese la copertura in vetro dell’atrio, ispirata alle nervature di una foglia, punta a massimizzare la luce naturale, mentre la scala Tree of Wisdom funziona da elemento identitario dell’intero edificio.

Dagli otto edifici selezionati la giuria mondiale del Prix Versailles assegnerà tre World Titles nel corso della cerimonia in programma il 10 dicembre 2026 alla sede UNESCO di Parigi. Rispetto al 2024, quando la lista comprendeva sei campus fra cui l’Università di Edimburgo e la Shanghai Jiao Tong, l’edizione 2026 amplia la selezione a otto sedi e concentra il riconoscimento sul mondo anglosassone. La graduatoria finale di dicembre indicherà quali tre saliranno all’ultimo gradino del podio internazionale.

Domande frequenti

Che cos'è il Prix Versailles e quale ruolo ha l'UNESCO?

Il Prix Versailles è un riconoscimento internazionale promosso dall’UNESCO dal 2015 e dedicato all’architettura contemporanea. Valuta edifici in base a impatto estetico, innovazione e integrazione con il contesto ambientale.

Quali sono le università selezionate per il Prix Versailles 2026?

Per l’edizione 2026 sono state selezionate otto università, sei tra Regno Unito e Stati Uniti e due tra Australia e Paesi Bassi. Tra queste figurano Cambridge, Oxford, Harvard, Johns Hopkins, Claremont McKenna College, Università dell’Arkansas, UNSW Sydney e Università di Amsterdam.

Quali criteri sono stati utilizzati per la selezione degli edifici universitari?

Gli edifici sono stati valutati per il loro impatto estetico, innovazione architettonica e integrazione con il contesto ambientale. La giuria ha premiato progetti che uniscono ricerca, didattica, sostenibilità e apertura alla città.

Quando verranno assegnati i World Titles del Prix Versailles 2026?

I tre World Titles saranno assegnati il 10 dicembre 2026 durante una cerimonia che si terrà presso la sede UNESCO di Parigi.

Quali sono alcune caratteristiche innovative degli edifici selezionati?

Tra le caratteristiche innovative ci sono l’uso di materiali sostenibili come il legno massiccio, coperture in vetro per massimizzare la luce naturale, integrazione di spazi aperti alla città, e sistemi energetici come pannelli fotovoltaici.

Come si differenzia l’edizione 2026 rispetto a quella del 2024?

L’edizione 2026 amplia la selezione da sei a otto sedi, con un maggiore focus sul mondo anglosassone rispetto al 2024, quando erano inclusi anche atenei come l’Università di Edimburgo e la Shanghai Jiao Tong.

Pubblicato il: 28 luglio 2026 alle ore 10:17

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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