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Caso Regeni, la Vanvitelli aderisce a 'Le università per Giulio': proiezione e dibattito al Rettorato di Caserta
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Caso Regeni, la Vanvitelli aderisce a 'Le università per Giulio': proiezione e dibattito al Rettorato di Caserta

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L'ateneo campano tra i 76 che partecipano all'iniziativa promossa dalla senatrice Cattaneo. Il 20 maggio la proiezione del documentario e un confronto sulla libertà di ricerca accademica

L'iniziativa che unisce 76 atenei italiani

A dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni, il mondo accademico italiano sceglie di non voltarsi dall'altra parte. L'Università della Campania Luigi Vanvitelli ha ufficializzato la propria adesione a 'Le università per Giulio', l'iniziativa promossa dalla senatrice a vita Elena Cattaneo che sta attraversando la penisola coinvolgendo decine di atenei, da nord a sud.

Settantasei università partecipano al progetto, un numero che da solo racconta quanto la vicenda del giovane ricercatore friulano, torturato e ucciso al Cairo nel gennaio 2016, continui a rappresentare una ferita aperta per l'intera comunità scientifica e accademica del Paese. Non un semplice atto commemorativo, ma un'operazione culturale che punta a tenere viva l'attenzione su temi che toccano nel vivo chi fa ricerca: la sicurezza dei ricercatori all'estero, la tutela della libertà di studio e ricerca, il rapporto tra sapere accademico e regimi autoritari.

La proiezione al Rettorato di Caserta

L'appuntamento alla Vanvitelli è fissato per il 20 maggio, presso la sede del Rettorato di Caserta. L'evento prevede la proiezione speciale del documentario 'Giulio Regeni - Tutto il male del mondo', seguita da un dibattito aperto che affronterà il nodo della libertà accademica e delle garanzie per chi svolge attività di ricerca in contesti internazionali complessi.

La scelta della sede non è casuale. Il Rettorato rappresenta il cuore istituzionale dell'ateneo, e ospitare lì la proiezione equivale a conferire alla giornata un valore simbolico forte, un messaggio chiaro: la questione Regeni non è un fatto di cronaca relegato al passato, ma un tema che interpella direttamente le istituzioni universitarie.

Il documentario su Giulio Regeni

Il film al centro dell'evento, 'Giulio Regeni - Tutto il male del mondo', è prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, due realtà di primo piano nel panorama della produzione cinematografica e documentaristica italiana. Il documentario ricostruisce la vicenda del dottorando della Cambridge University che si trovava al Cairo per una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani, ripercorrendo le tappe di una storia che ha segnato profondamente le relazioni diplomatiche tra Italia ed Egitto e ha sollevato interrogativi mai del tutto risolti.

Stando a quanto emerge dall'iniziativa, la proiezione non vuole essere un momento di sola visione passiva. L'obiettivo dichiarato è stimolare una riflessione collettiva, coinvolgendo studenti, docenti, ricercatori e personale dell'ateneo in un confronto che vada oltre la dimensione emotiva per toccare aspetti concreti: quali tutele esistono per chi conduce ricerche in Paesi a rischio? Quali responsabilità hanno le istituzioni accademiche?

Libertà di studio e ricerca: il dibattito che non può attendere

Il dibattito previsto dopo la proiezione si concentrerà sulla libertà di ricerca accademica, un principio sancito dall'articolo 33 della Costituzione italiana ma che, nella prassi, si confronta con scenari geopolitici sempre più articolati. La cooperazione scientifica internazionale è un pilastro dell'università contemporanea, eppure casi come quello di Regeni hanno messo in luce le zone grigie che ancora esistono quando la mobilità dei ricercatori incontra contesti politici repressivi.

La senatrice Elena Cattaneo, farmacologa di fama internazionale e figura di riferimento nel dibattito italiano sulla scienza e i diritti, ha voluto questa iniziativa proprio per evitare che il decennale diventasse un anniversario di circostanza. L'idea è che le università non si limitino a ricordare, ma assumano un ruolo attivo nella difesa dei diritti dei ricercatori, facendosi promotrici di una cultura della responsabilità istituzionale.

Oltre 15.000 persone coinvolte in tutta Italia

I numeri dell'iniziativa parlano chiaro. Con 76 atenei aderenti e oltre 15.000 persone coinvolte tra proiezioni, dibattiti e momenti di approfondimento organizzati nelle diverse sedi universitarie, 'Le università per Giulio' si configura come una delle più ampie mobilitazioni del mondo accademico italiano degli ultimi anni su un tema legato ai diritti umani e alla libertà scientifica.

Un dato che assume ulteriore significato se si considera il contesto: non si tratta di un'adesione imposta dall'alto o sollecitata dal Ministero dell'Università e della Ricerca, ma di una risposta spontanea degli atenei all'appello lanciato dalla senatrice Cattaneo. Una rete dal basso, potremmo dire, che trova nella vicenda Regeni un catalizzatore capace di unire sensibilità diverse attorno a un principio condiviso.

La questione, del resto, resta aperta anche sul piano giudiziario. Il processo a carico di quattro agenti dei servizi segreti egiziani, avviato a Roma nell'ottobre 2021, procede tra difficoltà enormi legate alla mancata collaborazione delle autorità del Cairo. In questo quadro, l'iniziativa degli atenei italiani rappresenta un modo per ribadire che la memoria di Giulio Regeni non è negoziabile, e che la comunità accademica intende continuare a chiedere verità e giustizia.

Pubblicato il: 31 marzo 2026 alle ore 14:40

Domande frequenti

In cosa consiste l'iniziativa 'Le università per Giulio'?

Si tratta di un progetto che unisce 76 atenei italiani per commemorare Giulio Regeni e promuovere la riflessione sulla sicurezza dei ricercatori, la libertà di studio e ricerca e il ruolo delle istituzioni accademiche nella tutela dei diritti umani.

Qual è il programma dell'evento organizzato dall'Università Vanvitelli?

L'evento prevede la proiezione del documentario 'Giulio Regeni - Tutto il male del mondo' presso il Rettorato di Caserta, seguita da un dibattito aperto sui temi della libertà accademica e delle tutele per i ricercatori all'estero.

Perché la vicenda di Giulio Regeni è ancora così rilevante per il mondo accademico italiano?

Il caso Regeni rappresenta una ferita aperta che solleva interrogativi sulla sicurezza dei ricercatori impegnati in contesti internazionali complessi e mette in evidenza le sfide della libertà accademica di fronte a regimi autoritari.

Qual è l'obiettivo del dibattito successivo alla proiezione del documentario?

Il dibattito mira a stimolare una riflessione collettiva su temi concreti come le tutele per i ricercatori in paesi a rischio e la responsabilità delle istituzioni accademiche nel garantire la libertà di ricerca.

Quante persone e università hanno partecipato all'iniziativa a livello nazionale?

All'iniziativa hanno aderito 76 università e sono state coinvolte oltre 15.000 persone tra studenti, docenti, ricercatori e personale delle diverse sedi universitarie italiane.

Qual è il significato simbolico della scelta della sede del Rettorato per l'evento?

Ospitare l'evento nel cuore istituzionale dell'ateneo sottolinea l'importanza attribuita al tema e trasmette il messaggio che la questione Regeni riguarda direttamente le istituzioni universitarie.

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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