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Svastica sulla porta del prof Landini, UniParma presenta denuncia. La condanna della ministra Bernini
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Svastica sulla porta del prof Landini, UniParma presenta denuncia. La condanna della ministra Bernini

Svastica sulla porta del prof Fabio Landini a Parma. Senato e CdA UniPR condannano all'unanimità, denuncia presentata alle Autorità competenti.

Una svastica è comparsa sulla porta dello studio di Fabio Landini, docente di Economia applicata all'Università di Parma. Il gesto è avvenuto nella Palazzina Feroldi del Plesso D'Azeglio-Kennedy, sede del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali. Insieme al simbolo, gli autori hanno rimosso dalla porta gli adesivi riconducibili all'iniziativa «Parma Antifascista» e al tema del lavoro dignitoso.

La solidarietà dei colleghi del Dipartimento

Circa cento tra docenti e ricercatori del Dipartimento hanno sottoscritto una nota di condanna dell'atto vandalico. Nel comunicato esprimono «piena solidarietà al professor Landini» e definiscono il gesto una scelta che, «al di là del danno materiale, assume un evidente carattere intimidatorio e rappresenta un'offesa all'intera comunità universitaria». I firmatari chiedono all'Ateneo di accertare le responsabilità e di ribadire «la piena adesione ai principi della Costituzione repubblicana».

Sui social lo stesso Landini ha ricondotto l'episodio a un attacco più ampio. «Non è un attacco che riguarda solo me, ma tutte le persone che si riconoscono in questi valori, peraltro fondativi della nostra Costituzione», ha scritto in un post su Facebook. Il docente ha aggiunto che «non saranno queste minacce a impedirci di coltivare l'antifascismo nelle aule, nella ricerca e in tutti gli spazi di dibattito pubblico». Un passaggio ripreso anche dai firmatari della nota dipartimentale.

La mozione unanime e la denuncia dell'Ateneo

Il Senato accademico dell'Università di Parma, riunito il 28 luglio, e il Consiglio di amministrazione, riunito il 30 luglio, hanno approvato all'unanimità una mozione di condanna. Il testo, contenuto nella nota dell'Ateneo di Parma diffusa il 1 agosto, qualifica l'atto come «inaccettabile provocazione» e come «atteggiamento intimidatorio e sopraffattorio», «del tutto incompatibile con i valori fondanti dell'Università di Parma».

La mozione lega esplicitamente il gesto all'ideologia nazista e lo definisce «un'offesa non soltanto nei confronti del docente direttamente coinvolto ma dell'intera comunità universitaria». Nel testo l'Ateneo richiama i principi della Costituzione e la «crescente frequenza» di manifestazioni di intolleranza e radicalizzazione registrate negli ultimi mesi. Il Senato accademico ribadisce inoltre che «simili gesti o comportamenti non possono trovare alcuno spazio all'interno dell'Università di Parma, che è luogo di studio, ricerca e libero confronto». Contestualmente l'Università ha già presentato una denuncia alle Autorità competenti.

Sul piano politico, solidarietà è arrivata dall'assessore comunale e segretario cittadino del Partito Democratico Francesco De Vanna, che ha parlato di «grave gesto intimidatorio» e ha ricordato come l'antifascismo sia «inscritto nell'identità» della città di Parma. Le indagini sono ora aperte per identificare gli autori del gesto.

La denuncia è ora in mano alle Autorità competenti, che dovranno identificare gli autori del gesto vandalico avvenuto nella Palazzina Feroldi. È il passaggio operativo che segue la mozione unanime dell'Ateneo, la denuncia presentata dalla stessa Università e la nota sottoscritta dai colleghi del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali.

Domande frequenti

Cosa è successo al professor Landini all'Università di Parma?

Sulla porta dello studio del professor Fabio Landini è stata disegnata una svastica e sono stati rimossi alcuni adesivi legati a iniziative antifasciste e per il lavoro dignitoso. L'episodio è stato interpretato come un gesto intimidatorio e offensivo nei confronti dell'intera comunità universitaria.

Come ha reagito l'Università di Parma all'atto vandalico?

L'Università di Parma ha condannato ufficialmente il gesto tramite una mozione approvata all'unanimità dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione. L'Ateneo ha inoltre presentato una denuncia alle Autorità competenti.

Qual è stata la risposta dei colleghi del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali?

Circa cento tra docenti e ricercatori hanno sottoscritto una nota di condanna, esprimendo piena solidarietà al professor Landini e chiedendo all'Ateneo di accertare le responsabilità. Hanno ribadito l'importanza dei principi costituzionali e la necessità di difendere i valori democratici.

Quali valori sono stati richiamati nella condanna dell’episodio?

Nella condanna sono stati richiamati i valori della Costituzione repubblicana, l'antifascismo e il rispetto della libertà di studio e ricerca. L'atto è stato definito incompatibile con i principi fondanti dell'Università di Parma.

Come si stanno svolgendo le indagini sull’accaduto?

Le Autorità competenti hanno ricevuto la denuncia presentata dall'Università di Parma e hanno avviato le indagini per identificare gli autori del gesto vandalico. Il caso è ora oggetto di approfondimenti da parte delle forze dell’ordine.

Pubblicato il: 1 agosto 2026 alle ore 14:52

Natale Labia

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Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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