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Strage di Bologna, il Ministro della cultura Giuli: “Istituzioni al servizio della memoria e della verità”
Cultura

Strage di Bologna, il Ministro della cultura Giuli: “Istituzioni al servizio della memoria e della verità”

Il ministro della Cultura appoggia Meloni: gli atti declassificati sulla strage del 2 agosto vanno versati agli Archivi di Stato.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha espresso il 2 agosto 2026 il proprio sostegno alle parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul versamento degli atti declassificati relativi alla strage di Bologna agli Archivi di Stato. La dichiarazione, diffusa nel pomeriggio dall'ufficio stampa del MiC, cade nel giorno del 46° anniversario dell'attentato del 2 agosto 1980, che alla stazione centrale del capoluogo emiliano uccise 85 persone e ne ferì oltre 200. La commemorazione ufficiale in piazza Medaglie d'Oro ha riunito autorità civili, familiari delle vittime e associazioni. La nota di Giuli non fa riferimento a scadenze operative, ma allinea la posizione del ministero della Cultura a quella di Palazzo Chigi sulla gestione delle carte riservate.

Il messaggio del ministro

«Concordo pienamente con quanto affermato dal Presidente del Consiglio», ha dichiarato Giuli in una nota. Il ministro ha annunciato che sosterrà «ogni iniziativa sul percorso di versamento degli atti declassificati agli Archivi dello Stato» e ha qualificato l'accessibilità della documentazione come «un dovere delle istituzioni», oltre che come strumento per consolidare «l'accertamento della verità storica». La presa di posizione conferma la linea del governo sul dossier delle stragi già delineata da Meloni nella dichiarazione mattutina che ha aperto le celebrazioni bolognesi. Il MiC è competente sugli Archivi di Stato attraverso la direzione generale Archivi, che riceve materialmente i fascicoli trasferiti dalle amministrazioni titolari e ne cura la conservazione e la consultazione pubblica.

Il percorso di declassificazione

Il versamento presso gli Archivi di Stato dei documenti riservati sulle stragi italiane è disciplinato dalla direttiva del Presidente del Consiglio del 2 agosto 2021, che ha ampliato l'ambito già definito dalle direttive del 2008 e del 2014. La declassificazione riguarda gli atti su Bologna, piazza Fontana, piazza della Loggia, Italicus, Ustica e gli altri episodi del terrorismo stragista compresi fra il 1969 e il 1984. I documenti trasferiti diventano consultabili da ricercatori, giornalisti e cittadini secondo le regole ordinarie della consultazione archivistica, con termini di riservatezza ridotti rispetto al regime standard. Nei primi cicli di versamento sono confluiti fra Archivio centrale dello Stato e sedi periferiche centinaia di migliaia di fascicoli provenienti da Aisi, Aise, ministero dell'Interno e apparati militari.

Il completamento dei versamenti resta affidato agli apparati di intelligence e alle amministrazioni civili e militari, che periodicamente trasferiscono i fascicoli non più coperti da segreto di Stato. Per familiari delle vittime, magistrati e studiosi la disponibilità di questi atti è il canale principale per ricostruire mandanti e responsabilità di una strage sulla quale nuove condanne per concorso sono arrivate soltanto nel 2020 e nel 2023, quasi mezzo secolo dopo i fatti. La dichiarazione del ministro rimette quindi al centro la questione della continuità dei versamenti nei prossimi mesi, in vista dei processi ancora aperti e delle richieste di consultazione depositate dalle associazioni dei familiari.

Domande frequenti

Cosa prevede il percorso di declassificazione dei documenti relativi alla strage di Bologna?

Il percorso di declassificazione prevede che gli atti riservati sulle stragi italiane, inclusa quella di Bologna, vengano versati agli Archivi di Stato secondo una direttiva del Presidente del Consiglio del 2021. Questo processo amplia le precedenti direttive del 2008 e 2014 e rende i documenti consultabili da ricercatori, giornalisti e cittadini.

Qual è il ruolo del Ministero della Cultura e degli Archivi di Stato nella gestione di questi documenti?

Il Ministero della Cultura, tramite la direzione generale Archivi, è responsabile della ricezione, conservazione e messa a disposizione del pubblico dei fascicoli declassificati. Gli Archivi di Stato raccolgono e gestiscono materialmente i documenti trasferiti dalle amministrazioni titolari.

Chi può consultare i documenti declassificati sulle stragi?

I documenti declassificati sono consultabili da ricercatori, giornalisti, cittadini e in particolare dai familiari delle vittime, magistrati e studiosi. La consultazione avviene secondo le regole ordinarie archivistiche e con termini di riservatezza ridotti rispetto al regime standard.

Quali stragi sono coperte dal processo di declassificazione e versamento degli atti?

Oltre alla strage di Bologna, il processo riguarda anche gli episodi di piazza Fontana, piazza della Loggia, Italicus, Ustica e altri eventi di terrorismo stragista avvenuti tra il 1969 e il 1984.

Come avviene il trasferimento dei documenti dagli apparati di intelligence agli Archivi di Stato?

Il trasferimento avviene periodicamente dagli apparati di intelligence e dalle amministrazioni civili e militari, che consegnano i fascicoli non più coperti da segreto di Stato agli Archivi di Stato per la conservazione e la consultazione pubblica.

Perché la disponibilità di questi atti è importante per la società e la memoria storica?

La disponibilità dei documenti declassificati permette di ricostruire i mandanti e le responsabilità delle stragi, contribuendo all'accertamento della verità storica e alla memoria collettiva. È anche uno strumento fondamentale per i processi giudiziari ancora in corso e per le richieste di verità delle associazioni dei familiari delle vittime.

Pubblicato il: 2 agosto 2026 alle ore 16:16

Natale Labia

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Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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