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Il Blu-ray è davvero morto? Due aziende giapponesi scommettono sul contrario
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Il Blu-ray è davvero morto? Due aziende giapponesi scommettono sul contrario

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Mentre Sony abbandona il settore e le vendite crollano del 90%, Verbatim e I-O Data rilanciano la collaborazione sui supporti ottici. Una nicchia che resiste allo strapotere dello streaming.

Il mercato che tutti davano per spacciato

Nel 2026 parlare di Blu-ray suona quasi anacronistico. Lo streaming domina le abitudini di consumo, il cloud ha ridefinito il concetto stesso di archiviazione, e i grandi nomi dell'elettronica hanno da tempo voltato le spalle ai supporti ottici. Sony, l'azienda che il Blu-ray lo aveva praticamente inventato, ha abbandonato il mercato dei registratori. Sembrava la pietra tombale definitiva.

Eppure dal Giappone arriva un segnale in controtendenza. Verbatim e I-O Data, due realtà con una lunga storia nel settore dei supporti di memorizzazione, hanno annunciato il rafforzamento della loro collaborazione per la produzione di dischi Blu-ray. Non si tratta di un'operazione nostalgica, ma di una scelta industriale precisa, destinata a servire una domanda che, per quanto ridotta, continua a esistere.

I numeri del declino: da 6,3 milioni a 620.000 unità

I dati, va detto, non lasciano spazio a facili entusiasmi. Le spedizioni di registratori Blu-ray in Giappone sono passate da oltre 6,3 milioni di unità nel 2011 a circa 620.000 nel 2025. Un crollo superiore al 90% in poco più di un decennio, che racconta meglio di qualsiasi analisi la rivoluzione digitale che ha investito il comparto dell'intrattenimento domestico e dell'archiviazione dati.

Il fenomeno non è esclusivamente giapponese. A livello globale, il tramonto dei supporti ottici segue una traiettoria simile, spinto dalla diffusione capillare delle piattaforme di streaming video, dai servizi di cloud storage e dalla crescente capacità delle memorie a stato solido. Quel che accade in Giappone, però, ha sempre avuto un valore anticipatorio per il mercato tecnologico mondiale.

Verbatim e I-O Data: la scommessa controcorrente

In questo contesto, la mossa di Verbatim e I-O Data appare tanto più significativa. Le due aziende non si limitano a mantenere in vita una linea produttiva residuale: rinnovano e potenziano il loro impegno congiunto. Verbatim, marchio storico nel campo dei supporti di registrazione, porta la competenza nella produzione dei dischi. I-O Data, specializzata in periferiche e soluzioni hardware, si occupa del versante dei dispositivi di lettura e scrittura.

La collaborazione punta a presidiare una nicchia che i colossi hanno abbandonato. Quando Sony e altri grandi produttori si sono ritirati dal segmento dei registratori Blu-ray, hanno lasciato un vuoto. Un vuoto piccolo, certo, ma reale. E in economia, come dimostrano anche le dinamiche delle aziende familiari italiane che trovano spazi di crescita in contesti difficili, sono spesso gli operatori più agili e focalizzati a trarre vantaggio dalle ritirate dei grandi.

BD Reco, il masterizzatore che piace ai giapponesi

Un segnale incoraggiante per la strategia delle due aziende è arrivato dal lancio del BD Reco, il masterizzatore Blu-ray esterno sviluppato da I-O Data. Il dispositivo ha ricevuto una buona accoglienza sul mercato giapponese, intercettando una domanda che proviene soprattutto da utenti con esigenze specifiche: archiviazione a lungo termine di dati sensibili, conservazione di collezioni video in alta qualità, backup fisico come alternativa o complemento al cloud.

Non è un prodotto di massa, e nessuno finge che lo sia. Ma il successo del BD Reco dimostra che esiste ancora un pubblico disposto a investire in supporti fisici. Professionisti dell'audiovisivo, collezionisti, piccole imprese che necessitano di backup affidabili su supporti non riscrivibili: sono segmenti circoscritti ma con una propensione all'acquisto significativa.

In un'epoca in cui le competenze digitali ridefiniscono il mercato del lavoro, può sembrare paradossale che tecnologie considerate superate trovino ancora spazio. Ma la realtà del mercato tecnologico è meno lineare di quanto le narrative dominanti suggeriscano.

Perché il Blu-ray non è ancora finito

La questione resta aperta: ha senso, nel 2026, continuare a produrre dischi Blu-ray? La risposta dipende dalla prospettiva. Se si guarda ai volumi, il confronto con il passato è impietoso. Se si guarda alla redditività di una nicchia ben presidiata, il discorso cambia.

I supporti ottici conservano alcuni vantaggi oggettivi che né lo streaming né il cloud possono replicare del tutto:

  • Longevità dei dati: un disco Blu-ray correttamente conservato può mantenere i dati per decenni, senza dipendere da server, abbonamenti o connessioni internet
  • Indipendenza da infrastrutture di rete: in contesti dove la connettività non è garantita, il supporto fisico resta insostituibile
  • Sicurezza: un disco non connesso alla rete è immune da attacchi informatici, ransomware e violazioni di dati
  • Qualità audio e video: per gli appassionati, il Blu-ray 4K offre ancora una resa superiore rispetto allo streaming compresso

C'è poi un aspetto culturale da non sottovalutare, soprattutto nel contesto giapponese. Il Giappone ha storicamente mostrato un attaccamento ai supporti fisici più marcato rispetto ad altri mercati. I CD musicali, ad esempio, continuano a vendere cifre significative nel Paese, mentre altrove sono praticamente scomparsi dagli scaffali.

La mossa di Verbatim e I-O Data si inserisce dunque in un quadro più ampio, dove la convivenza tra vecchio e nuovo non è un'anomalia ma una caratteristica strutturale del mercato tecnologico giapponese. Stando a quanto emerge dalle dichiarazioni delle due aziende, l'obiettivo non è competere con lo streaming, ma garantire un'alternativa concreta a chi, per ragioni professionali o personali, continua a preferire il supporto fisico.

Il Blu-ray, insomma, non è morto. È diventato qualcos'altro: da prodotto di massa a strumento specialistico, da protagonista del salotto domestico a soluzione di nicchia per chi non si fida, o non può permettersi di fidarsi, esclusivamente del cloud. E finché ci sarà qualcuno disposto a produrlo, e qualcun altro disposto a comprarlo, la partita non è davvero chiusa.

Pubblicato il: 13 aprile 2026 alle ore 15:26

Domande frequenti

Perché si pensava che il Blu-ray fosse ormai superato?

Il Blu-ray era considerato superato a causa del predominio dello streaming, della diffusione del cloud storage e dell'abbandono del settore da parte dei principali produttori, come Sony. Questi fattori hanno drasticamente ridotto la domanda di supporti ottici.

Quali sono i motivi per cui il Blu-ray continua a essere prodotto?

Il Blu-ray offre vantaggi come la longevità dei dati, l'indipendenza dalla rete e una maggiore sicurezza contro attacchi informatici. Inoltre, garantisce una qualità audio e video superiore rispetto allo streaming compresso, risultando ancora interessante per alcune nicchie di mercato.

Chi sono i principali acquirenti dei nuovi masterizzatori Blu-ray come il BD Reco?

I principali acquirenti sono professionisti dell'audiovisivo, collezionisti e piccole imprese che necessitano di backup affidabili e archiviazione a lungo termine. Questi utenti cercano soluzioni fisiche alternative o complementari al cloud.

Perché Verbatim e I-O Data hanno deciso di investire ancora nel Blu-ray?

Verbatim e I-O Data hanno scelto di rafforzare la loro collaborazione per presidiare una nicchia di mercato lasciata scoperta dai grandi produttori. Puntano su un pubblico circoscritto, ma fedele e disposto a investire in soluzioni di archiviazione fisica.

Quali vantaggi offre il Blu-ray rispetto al cloud e allo streaming?

Il Blu-ray garantisce maggiore longevità dei dati, non dipende dalla connessione internet, è immune da attacchi informatici e assicura una qualità audio-video superiore. Questi aspetti lo rendono ancora rilevante per utenti con esigenze specifiche.

Come si spiega la resistenza dei supporti fisici in Giappone rispetto ad altri mercati?

In Giappone esiste una forte tradizione di attaccamento ai supporti fisici, come dimostra anche la continua vendita di CD musicali. Questa particolarità culturale favorisce la sopravvivenza di tecnologie come il Blu-ray, anche in un mercato globale sempre più digitale.

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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