Dal 2017 la tesina di terza media non è più un requisito obbligatorio. Il decreto ministeriale 741/2017 parla di colloquio pluridisciplinare, con quattro criteri di valutazione precisi e una parte dedicata all'educazione civica. Per chi si prepara all'esame nel 2026, capire la differenza fa risparmiare settimane di lavoro inutile e indirizza la preparazione su ciò che la commissione valuta davvero.
In breve: cosa cambia per chi prepara la tesina 2026
- La tesina non è obbligatoria: si può portare anche solo una mappa concettuale.
- Il MIM valuta quattro criteri: argomentazione, problem solving, pensiero critico, collegamento organico.
- L'educazione civica è parte specifica del colloquio: serve un riferimento esplicito.
- Il colloquio dura tra 30 e 40 minuti, non 10 come molti credono.
- Il voto finale è la media tra voto di ammissione e media delle quattro prove d'esame.
Cosa il MIM chiede davvero al colloquio orale
La cornice normativa è esplicita: il portale del Ministero sull'esame conclusivo del primo ciclo 2025-2026 richiama il decreto legislativo 62/2017 e il DM 741/2017 come riferimenti unici. In nessun punto si parla di tesina. Si parla di colloquio orale, finalizzato ad accertare quattro capacità che la commissione misura durante l'esposizione.
La conseguenza pratica per lo studente è netta. Non c'è alcun obbligo di consegnare un elaborato cartaceo o digitale. Si può presentare una mappa concettuale, un percorso scritto a mano, una presentazione digitale o esporre i collegamenti senza supporto visivo. Quello che decide il punteggio è la capacità di muoversi tra le materie, non la grafica del documento di accompagnamento.
I quattro criteri di valutazione fissati dal DM 741/2017
Il DM 741 del 3 ottobre 2017 sull'esame del primo ciclo indica con chiarezza cosa misura la commissione durante l'orale. Sono quattro criteri, non uno, e ognuno pesa nella valutazione finale.
- Argomentazione: lo studente sostiene una tesi con dati, esempi, fonti. Elencare nozioni non basta, serve costruire un ragionamento.
- Problem solving: partendo da un caso, una domanda o un dato, lo studente costruisce una risposta articolata e ne giustifica i passaggi.
- Pensiero critico: distinguere fatti e opinioni, riconoscere il punto di vista degli autori, prendere posizione con argomenti propri.
- Collegamento organico: passare da una materia all'altra seguendo un filo logico, non per associazione casuale o forzata.
Educazione civica al colloquio: la parte che si trascura
Il DM 741/2017 prevede una parte specifica dedicata alle competenze di educazione civica. Sono temi che la commissione si aspetta di trovare integrati nel percorso: Costituzione, sostenibilità ambientale, cittadinanza digitale, parità di genere, lotta alla violenza. Non basta nominarli di sfuggita, serve un collegamento che mostri il punto di vista personale dello studente.
Esempi concreti che funzionano in sede d'esame: un percorso sulla Seconda guerra mondiale può chiudere con la nascita dell'ONU e la Dichiarazione universale dei diritti umani. Un argomento sul cambiamento climatico si aggancia naturalmente all'Agenda 2030. Una tesina sulla parità di genere può prendere spunto da fatti che hanno toccato la comunità scolastica, come la decisione di una scuola media intitolata a una giovane vittima di femminicidio, aprendo una riflessione su come la scuola si fa carico di temi sociali.
Come costruire il percorso passo per passo
- Scegli un tema che colleghi almeno cinque discipline e abbia un risvolto di attualità o di educazione civica.
- Costruisci una mappa concettuale: al centro l'argomento, ai vertici le materie con il collegamento specifico.
- Per ogni collegamento prepara una frase di apertura che spieghi il legame, in modo da evitare passaggi forzati.
- Includi almeno una fonte primaria: un documento, un autore studiato, un dato verificabile, un articolo di Costituzione.
- Esercita l'esposizione tra i 10 e i 15 minuti, lasciando spazio alle domande della commissione sulle materie non toccate.
- Inserisci un riferimento esplicito di educazione civica entro la metà dell'esposizione, non solo come chiusura.
Errori comuni da evitare
- Confondere tesina e colloquio: la tesina è il punto di partenza, ma il colloquio dura 30-40 minuti e copre più discipline.
- Collegamenti forzati: legare il Giappone a un autore solo perché entrambi citati in due materie diverse non regge.
- Trascurare l'educazione civica: senza un riferimento esplicito alla cittadinanza il punteggio si abbassa.
- Leggere il documento: la commissione valuta la capacità di esporre, non di leggere ad alta voce.
- Curare solo la grafica: una mappa concettuale chiara vale più di una copertina elaborata.
- Saltare le fonti: ogni dato citato deve avere un riferimento, anche solo il libro di testo.
Domande frequenti sulla tesina terza media
La tesina è obbligatoria per l'esame 2026?
No. Il DM 741/2017 non prevede l'obbligo di un elaborato. Lo studente può presentare un percorso pluridisciplinare, una mappa concettuale o un elaborato libero. Ciò che la commissione valuta è il colloquio orale, non il documento di accompagnamento.
Quanto dura il colloquio orale?
Tra 30 e 40 minuti, con tempi che variano da scuola a scuola. La prima parte è dedicata all'esposizione del percorso scelto, poi la commissione pone domande su altre discipline e sulla parte di educazione civica.
Quanto pesa il colloquio nel voto finale?
Il voto finale è la media tra il voto di ammissione e la media dei quattro voti delle prove (tre scritti più colloquio). Per superare l'esame serve almeno 6/10. La lode è prevista solo con voto pari a 10/10 e su decisione unanime della commissione.
Si possono portare temi di attualità come Milano-Cortina 2026 o l'intelligenza artificiale?
Sì, sono argomenti che aiutano i collegamenti interdisciplinari. Devono però restare ancorati al programma svolto: un tema di attualità senza riferimenti curricolari rischia di sembrare un riempitivo e non risponde ai quattro criteri di valutazione fissati dal MIM.
Per le famiglie e il personale scolastico
Mentre gli studenti chiudono l'anno con il colloquio, gli istituti gestiscono in parallelo le scadenze del personale: segnaliamo gli aggiornamenti sulle scadenze della graduatoria di terza fascia ATA e sulle date per lo scioglimento della riserva CIAD, rilevanti per chi opera negli stessi istituti che ospitano gli esami di fine ciclo.
La differenza tra una tesina memorizzata a memoria e un colloquio costruito sui quattro criteri del DM 741/2017 si nota nei primi tre minuti dell'orale. Le prossime due settimane sono il tempo utile per riposizionare la preparazione su ciò che il MIM valuta davvero.
Domande frequenti
La tesina di terza media è ancora obbligatoria per l'esame 2026?
No, la tesina non è più obbligatoria dal 2017. È sufficiente presentare un percorso pluridisciplinare, una mappa concettuale o un elaborato libero, poiché la commissione valuta principalmente il colloquio orale.
Quali sono i criteri di valutazione del colloquio pluridisciplinare secondo il DM 741/2017?
I quattro criteri sono: argomentazione, problem solving, pensiero critico e collegamento organico tra le materie. Ogni criterio incide sulla valutazione finale del colloquio.
Come si integra l’educazione civica nel colloquio orale?
L’educazione civica deve essere parte esplicita del percorso presentato, con riferimenti a temi come Costituzione, sostenibilità ambientale, cittadinanza digitale e parità di genere. È importante mostrare un collegamento personale e specifico, non solo citarla superficialmente.
Quanto dura il colloquio orale e come si struttura?
Il colloquio dura tra 30 e 40 minuti. Inizia con l'esposizione del percorso scelto dallo studente, seguita da domande della commissione su altre discipline e sulla parte di educazione civica.
Che peso ha il colloquio orale nel voto finale dell’esame di terza media?
Il voto finale è la media tra il voto di ammissione e la media delle quattro prove d’esame (tre scritti più colloquio). Per superare l’esame serve almeno 6/10.
Si possono portare temi di attualità come argomento per il colloquio?
Sì, temi di attualità come Milano-Cortina 2026 o l’intelligenza artificiale sono ammessi, purché siano collegati al programma svolto e rispondano ai quattro criteri di valutazione previsti dal MIM.