Le scuole aperte a Bologna dal 31 agosto all'11 settembre 2026 hanno raccolto 1.742 domande di iscrizione per le due settimane di apertura anticipata delle primarie. Le richieste accolte sono state 1.332, le famiglie in lista d'attesa 410. La comunicazione ufficiale del Comune di Bologna parla di forte richiesta, ma il dato più rilevante è un altro: quasi una famiglia su quattro non ha trovato posto nella scuola scelta.
Domande e posti: 22 plessi, 268 slot ancora liberi
Il progetto sperimentale La scuola che parte insieme coinvolge a Bologna 22 plessi scolastici delle primarie, aperti dal lunedì al venerdì tra le 8 e le 13 nelle settimane 31 agosto - 4 settembre e 7-11 settembre. Il servizio è rivolto agli alunni dalla seconda alla quinta classe, con priorità nelle graduatorie per i bambini con certificazione di disabilità. Il rapporto è di un educatore ogni 20 partecipanti e le attività previste includono laboratori, sport, uscite sul territorio e visite museali.
Delle 410 domande in lista d'attesa non tutte resteranno inevase: risultano ancora 268 posti liberi nella prima settimana e 110 nella seconda. Le famiglie escluse possono scegliere tra lo scorrimento nella scuola richiesta o l'iscrizione immediata in un altro plesso con disponibilità. Il tasso di domanda supera comunque l'offerta effettiva: 131 richieste ogni 100 posti accolti, un rapporto che segnala una domanda inevasa strutturale nei plessi più richiesti.
Il conto pubblico: 393 euro per bambino iscritto
La sperimentazione regionale vale complessivamente 3 milioni di euro per 42 Comuni e Unioni di Comuni delle aree ATUSS, come si legge nella delibera della Regione Emilia-Romagna. Bologna, da sola, riceve 523.354 euro: il 17,4% del totale regionale finisce in un solo capoluogo, un dato che pesa nella valutazione della scalabilità della misura sull'intero territorio prevista per il 2027.
Diviso per i 1.332 bambini iscritti, il costo pubblico è di circa 393 euro a bambino per dieci giornate di attività dalle 8 alle 13. Sono 39 euro al giorno per posto coperto dalla mano pubblica, senza contributo delle famiglie. Il costo effettivo scende ulteriormente se lo scorrimento porterà a saturare i 378 posti ancora liberi tra le due settimane. Nessuno degli articoli usciti finora ha tradotto il finanziamento in costo unitario per beneficiario, l'unica misura che permette di confrontare l'investimento con l'esperienza reale delle famiglie iscritte al servizio.
Perché conta oltre Bologna
L'assessora regionale alla Scuola Isabella Conti e il presidente Michele de Pascale hanno legato la sperimentazione all'obiettivo di rendere la misura strutturale dal 2027, estendendola a tutti i Comuni interessati. La delibera regionale colloca l'iniziativa nella cornice più ampia della lotta al learning loss estivo, la perdita di apprendimenti che colpisce soprattutto gli studenti in contesti socioeconomici fragili e i bambini con retroterra migratorio.
Il boom delle domande in un capoluogo con 22 plessi dice qualcosa di preciso alla Regione. Se il 24% di famiglie in lista d'attesa resta un livello di domanda inevasa strutturale, l'estensione ai 42 Comuni ATUSS con la stessa quota media di finanziamento pro capite dovrà tenere conto del gap. Con 3 milioni distribuiti in modo lineare significa in media 71 mila euro a Comune, meno di un settimo di quanto ricevuto dal capoluogo. Il modello learning hub studiato da INDIRE e CNR indica una direzione per adattarlo ai plessi più piccoli, dove la disponibilità di spazi e personale è diversa e le economie di scala non funzionano.
Il primo bilancio della sperimentazione è previsto per ottobre 2026. In quella sede si capirà se i 393 euro pro capite hanno prodotto attività coerenti con la promessa di formazione e opportunità educative estive, o se il progetto è servito più a coprire una necessità di conciliazione oraria delle famiglie. Da quella valutazione dipende la scalabilità nel 2027 e la conferma o la revisione del modello sperimentato in questi giorni.
Domande frequenti
Quante famiglie sono rimaste senza posto nelle scuole aperte a Bologna?
Il 24% delle famiglie che hanno fatto domanda, pari a 410 su 1.742, non ha trovato posto nella scuola scelta per le due settimane di apertura anticipata delle primarie.
Quali sono i criteri di priorità per l’assegnazione dei posti?
La priorità nelle graduatorie è data ai bambini con certificazione di disabilità; il servizio è rivolto agli alunni dalla seconda alla quinta classe delle primarie.
Cosa devono fare le famiglie in lista d’attesa?
Le famiglie escluse possono attendere lo scorrimento nella scuola richiesta o scegliere l’iscrizione immediata in un altro plesso con posti ancora disponibili.
Quanto costa il servizio alle casse pubbliche e alle famiglie?
Il costo pubblico è di circa 393 euro per bambino per dieci giorni di attività, senza alcun contributo richiesto alle famiglie.
Qual è l’obiettivo della sperimentazione regionale La scuola che parte insieme?
L’obiettivo è rendere strutturale dal 2027 l’apertura anticipata delle scuole per combattere il learning loss estivo, soprattutto nei contesti socioeconomici fragili e tra i bambini con retroterra migratorio.
Come verrà valutato il successo della sperimentazione?
Il primo bilancio della sperimentazione è previsto per ottobre 2026 e valuterà se l’investimento pubblico ha prodotto attività educative coerenti e se il modello è scalabile su tutto il territorio regionale.