L'Istituto comprensivo di via Scialoia, nel quartiere Affori a Milano, sarà smembrato in tre sedi diverse a partire da settembre 2026. La demolizione e la ricostruzione del complesso scolastico, però, non inizieranno prima della primavera 2027, quando la scadenza per concludere i lavori finanziati con il PNRR sarà già scaduta da quasi un anno.
Cosa cambia per le famiglie da settembre
Il piano di smistamento, comunicato alle famiglie a giugno tramite la circolare della dirigente Roberta Colombo, distribuisce i quattro plessi del comprensivo su tre sedi diverse. Dal mese di settembre 2026 gli alunni della secondaria di primo grado Buonarroti si trasferiranno nel nuovo plesso di via Catone, nel quartiere Dergano, che entra ufficialmente nell'Istituto comprensivo Ermanno Olmi. La scuola dell'infanzia partirà nella stessa data, ma la destinazione non è ancora definita: l'ipotesi discussa nelle assemblee fra genitori e insegnanti è la divisione delle classi su più sedi.
Per la scuola primaria il trasloco è fissato a gennaio 2027 e la nuova sede sarà il plesso di via Crespi 1. I genitori chiedono al sindaco Giuseppe Sala un tavolo pubblico con documenti certi: la lettera inviata a Palazzo Marino denuncia l'assenza di comunicazioni ufficiali e di garanzie scritte su trasporti, mense e continuità didattica. La petizione 'Salvaguardiamo l'Istituto Comprensivo di via Scialoia', aperta il 12 giugno 2026 sul portale Milano Partecipa, ha raggiunto 1.073 firme in tre giorni, superando la soglia delle mille richieste.
La scadenza PNRR è già saltata: 30 milioni in bilico
Il complesso di via Scialoia è uno dei progetti più ambiziosi dell'edilizia scolastica milanese finanziata con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il progetto, vincitore di un concorso internazionale, prevede un finanziamento totale di 49 milioni di euro, di cui 19 milioni dal Comune di Milano e i restanti 30 milioni dal PNRR, come risulta dalla scheda ufficiale del Comune sui finanziamenti PNRR per l'edilizia scolastica. Sul tavolo c'è un nuovo plesso che includerà asilo nido, scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di primo grado, palestra e civic center per il quartiere.
Il problema è il cronoprogramma. Le linee guida del Governo per la chiusura degli interventi PNRR fissano al 30 giugno 2026 il termine per concludere i lavori e al 31 agosto 2026 la rendicontazione finale alla Commissione europea. Il Comune ha però confermato che bonifica, demolizione e ricostruzione partiranno solo nella primavera 2027: il cantiere parte quasi un anno dopo la scadenza europea. A dicembre 2023 l'assessora all'Istruzione Anna Scavuzzo aveva indicato l'estate 2025 come termine dei lavori. La prima impresa incaricata ha rinunciato dopo le bonifiche iniziali per extra-costi, e Palazzo Marino ha riconosciuto i ritardi del cronoprogramma.
Cosa rischiano docenti e famiglie
Lo smembramento del comprensivo, che secondo i dati di Scuola in Chiaro per l'IC via Scialoia comprende quattro plessi distribuiti fra infanzia, primaria e secondaria Buonarroti, solleva tre criticità concrete. La prima è la continuità didattica: i bambini che oggi frequentano l'infanzia si troveranno divisi in plessi diversi a seconda della disponibilità trovata dal Comune, con classi spezzate fra istituti che non si conoscevano prima.
La seconda è la mobilità quotidiana di famiglie con più figli in ordini di scuola diversi, che da settembre dovranno gestire ingressi e uscite in tre sedi distinte sparse fra Affori, Dergano e Bovisa. La terza è il rischio di perdere il finanziamento europeo: se la rendicontazione non rispetta la scadenza dell'estate 2026, i 30 milioni del PNRR diventano spesa inammissibile per la Commissione europea e dovranno essere coperti integralmente dal bilancio comunale o restituiti.
La vicenda Scialoia si aggiunge a una serie di episodi che a Milano hanno acceso il dibattito sulla sicurezza e la gestione degli edifici scolastici, dai calcinacci caduti che hanno spinto i genitori a tenere i figli a casa fino all'albero caduto davanti a una scuola durante un'allerta meteo.
L'esito della petizione e l'incontro pubblico chiesto al sindaco diranno se Palazzo Marino aprirà il fascicolo Scialoia prima della partenza dei trasferimenti di settembre o se le famiglie si troveranno a inizio anno scolastico senza istruzioni operative. Il caso milanese si inserisce nel più ampio confronto fra scuole e amministrazioni sulla gestione delle riforme, oggetto anche dello sciopero nazionale del 7 maggio 2026 indetto da diverse sigle del comparto.
Domande frequenti
Quando e come avverrà lo smistamento degli alunni dell'Istituto Comprensivo di via Scialoia?
Lo smistamento inizierà a settembre 2026, con gli alunni della secondaria di primo grado trasferiti nel plesso di via Catone e la scuola dell'infanzia ancora in attesa di una destinazione definitiva. La primaria invece si sposterà a gennaio 2027 in via Crespi 1.
Perché la demolizione e ricostruzione della scuola partiranno solo nella primavera 2027?
I lavori sono stati rimandati a causa di ritardi nel cronoprogramma, tra cui la rinuncia della prima impresa incaricata per extra-costi e altre difficoltà organizzative. Questo ha spostato l'avvio del cantiere a quasi un anno dopo la scadenza prevista dal PNRR.
Quali sono le principali criticità per famiglie e docenti a seguito dello smembramento?
Le criticità includono la perdita della continuità didattica per gli studenti, la gestione complicata degli spostamenti quotidiani tra sedi diverse per le famiglie con più figli e il rischio di perdere il finanziamento PNRR se i lavori non verranno rendicontati entro le scadenze europee.
Cosa rischia il Comune di Milano se non rispetta le scadenze del PNRR per il progetto Scialoia?
Se la rendicontazione dei lavori non avverrà entro l'estate 2026, i 30 milioni di euro stanziati dal PNRR saranno considerati spesa inammissibile e dovranno essere coperti dal bilancio comunale o restituiti.
Quali sono le richieste avanzate dalle famiglie alle istituzioni riguardo al trasferimento?
Le famiglie hanno chiesto un tavolo pubblico e documentazione ufficiale su trasporti, mense e continuità didattica, denunciando la mancanza di comunicazioni e garanzie scritte. Hanno inoltre avviato una petizione che ha superato le mille firme in pochi giorni.
Cosa prevede il nuovo plesso scolastico che sorgerà in via Scialoia?
Il nuovo plesso prevederà asilo nido, scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di primo grado, palestra e un civic center a servizio del quartiere, con un finanziamento complessivo di 49 milioni di euro.