La Regione Siciliana ha intitolato la scuola secondaria di primo grado di Portella di Mare, a Misilmeri (Palermo), a Sara Campanella, la studentessa di Tecniche di laboratorio biomedico dell'Universita' di Messina uccisa il 31 marzo 2025. Insieme alla cerimonia parte un fondo regionale da 50mila euro l'anno che finanzia 12 borse di studio Sara Campanella, gia' operative dall'anno accademico 2025/2026. Per la cronaca dell'iter locale resta utile l'articolo dedicato alla scuola media di Portella di Mare intitolata a Sara Campanella.
Le 12 borse e i due profili degli assegnatari
Il fondo da 50mila euro annui e' stato stanziato con la legge di variazione di bilancio approvata a giugno 2025 e finanzia due percorsi distinti, gestiti dall'assessorato regionale all'Istruzione guidato da Mimmo Turano. Le borse sono indirizzate all'Universita' di Messina, l'ateneo dove Sara studiava, e si dividono tra studentesse e studenti in corso e laureati gia' usciti dall'aula.
La scelta delle professioni sanitarie non e' casuale. Pronto soccorso, consultori familiari e laboratori di analisi sono spesso il primo luogo dove la violenza domestica viene intercettata, anche quando la donna non sporge denuncia. Una infermiera, una tecnica di laboratorio o una ostetrica formate sulle scale di valutazione del rischio possono attivare il percorso di protezione prima che la vittima passi dal sistema giudiziario. Le 4 borse riservate alle tesi spostano invece l'investimento sulla ricerca accademica: chi sceglie il tema sa che esiste una linea di finanziamento dedicata.
Il quadro del 2025: 97 femminicidi e la mappa siciliana
Il fondo arriva in un anno in cui i femminicidi sono calati ma restano alti in valore assoluto. Secondo i dati del Viminale sui femminicidi 2025, le donne uccise nel 2025 sono state 97 (-18% rispetto alle 118 del 2024). 85 sono state ammazzate in ambito familiare-affettivo (-16% sul 2024) e 62 per mano del partner o dell'ex. Il calo c'e', ma rispetto al 2022 (130 vittime) significa che in quattro anni una donna su quattro tra le potenziali vittime e' stata salvata: non abbastanza, soprattutto se si guarda al dato di lunga durata.
Sulla risposta territoriale, l'ultima fotografia ISTAT segnala in Sicilia 34 centri antiviolenza, poco meno di uno ogni 100mila donne: una copertura limitata rispetto a Emilia-Romagna o Toscana, dove il rapporto e' significativamente piu' alto. Ancora piu' marcato il divario sulla prevenzione: solo il 52,6% dei centri siciliani organizza attivita' formative rivolte all'esterno (scuole, ordini professionali, terzo settore), contro una media nazionale dell'80,5%. Le borse di studio si inseriscono proprio in quel vuoto: portano la formazione antiviolenza dentro l'ateneo, in un canale strutturale e non episodico.
Cosa cambia per atenei, sanita' e scuole
Le 4 borse per tesi su femminicidio e violenza di genere trasformano l'Universita' di Messina in un nodo stabile di ricerca applicata: chi sceglie l'argomento sa che la regione finanzia il proprio lavoro accademico, non solo in modo simbolico. La quota piu' consistente, quella per le professioni sanitarie, lega memoria e formazione delle figure che vedono per prime i segnali di violenza. Se replicato in altri atenei italiani, il modello produrrebbe in pochi anni una massa critica di tesi e operatori formati sul tema.
Sul versante scolastico, l'intitolazione della scuola media di Portella di Mare crea un ponte tra l'istituto in cui Sara aveva studiato e l'ateneo dove e' stata uccisa. Lo fa pero' in un sistema scolastico attraversato da tensioni piu' ampie sulla didattica, come ha mostrato lo sciopero nazionale della scuola del 7 maggio e come emerge dal dibattito sulle nuove tecnologie applicate alla classe, tra cui la visione di Giannelli sull'intelligenza artificiale a scuola. Un titolo dedicato a una vittima di femminicidio sulla facciata della scuola pesa solo se accompagnato da percorsi educativi continui, non solo da una targa.
Il bando 2025/2026 chiarira' requisiti, modalita' di domanda e scadenze: chi punta alla borsa per tesi dovra' documentare anno di laurea, relatore e tema discusso, mentre per le otto borse delle professioni sanitarie peseranno reddito ISEE e merito accademico. Il primo banco di prova sara' il numero di candidature ricevute, indicatore concreto di quanto la misura abbia raggiunto chi e' in aula a Messina oggi.
Domande frequenti
A chi sono destinate le 12 borse di studio Sara Campanella?
Le borse sono destinate a studentesse e studenti dell'Università di Messina iscritti ai corsi di professioni sanitarie e a laureati che presentano una tesi sui temi del femminicidio e della violenza di genere.
Quali sono i requisiti per accedere alle borse di studio?
Per le borse dedicate alle tesi, occorre documentare anno di laurea, relatore e tema discusso. Per le otto borse delle professioni sanitarie, la selezione si basa su reddito ISEE e merito accademico.
Perché il fondo Sicilia è stato creato e qual è il suo obiettivo?
Il fondo nasce per onorare la memoria di Sara Campanella e per promuovere la formazione antiviolenza tra studenti e operatori sanitari, rafforzando la prevenzione e la ricerca su femminicidio e violenza di genere.
In che modo le borse di studio contribuiscono alla prevenzione della violenza di genere?
Le borse incentivano la formazione di operatori sanitari capaci di riconoscere i segnali di violenza e attivare percorsi di protezione, oltre a sostenere la ricerca accademica su questi temi.
Quando saranno operative le borse di studio e come si potrà fare domanda?
Le borse saranno operative dall'anno accademico 2025/2026 e il bando con requisiti, modalità di domanda e scadenze sarà pubblicato prossimamente.
Qual è la situazione in Sicilia riguardo ai centri antiviolenza e alla formazione?
In Sicilia ci sono 34 centri antiviolenza, con una copertura inferiore rispetto ad altre regioni, e solo il 52,6% organizza attività formative esterne, ben al di sotto della media nazionale.