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Riscatto laurea agevolato al 5% per docenti e ATA: come cambia
Scuola

Riscatto laurea agevolato al 5% per docenti e ATA: come cambia

Il ddl 1413 taglia il riscatto laurea dal 33% al 5%: 4.700 euro sulla quinquennale contro i 31.033 attuali. Il calcolo netto e l'iter al Senato.

Il disegno di legge S. 1413 - Senato della Repubblica presentato da Carmela Bucalo (Fratelli d'Italia) ha ottenuto la copertura finanziaria e riprende l'iter dopo mesi di stallo. La proposta taglia l'aliquota per il riscatto della laurea del personale scolastico dal 33% al 5%: circa 940 euro per ogni anno di studi universitari, contro i 6.206,64 euro dell'attuale formula agevolata, calcolata sul minimale INPS di artigiani e commercianti (18.808 euro nel 2026). Il testo è all'esame della decima Commissione permanente del Senato (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale). Marcello Pacifico (Anief) punta all'inserimento della norma in un decreto legge già a settembre 2026.

Da 31.033 a 4.700 euro: il taglio effettivo sulla laurea quinquennale

Il calcolo si fa sulla stessa base imponibile. Il riscatto agevolato oggi in vigore - INPS, introdotto dall'articolo 20 del DL 4/2019 per i periodi rientranti nel sistema contributivo, applica l'aliquota IVS del 33% al minimale di artigiani e commercianti e produce un costo fisso di 6.206,64 euro per ogni anno di corso. Cinque anni di laurea magistrale valgono quindi 31.033 euro.

Con l'aliquota al 5% prevista dal ddl Bucalo lo stesso minimale genera un onere di circa 940 euro all'anno, per un totale intorno ai 4.700 euro sulla laurea quinquennale. La differenza netta supera i 26.000 euro, pari a un taglio dell'85% sul costo di ingresso.

La cifra assume un peso concreto se rapportata allo stipendio del comparto scuola. Un docente di scuola secondaria a inizio carriera percepisce circa 1.600-1.700 euro netti al mese: 31.033 euro valgono più di 18 mensilità nette, 4.700 euro meno di tre. La formula al 5% trasforma il riscatto da operazione rateizzata su 120 mensilità a spesa una tantum sostenibile anche per chi non ha risparmi consolidati.

Restano fuori dal riscatto agevolato attuale i docenti in regime misto o retributivo. Il ddl 1413 estende invece la formula al 5% a tutto il personale in servizio nella scuola, università e ricerca, a prescindere dall'anno di prima assunzione.

La scuola più anziana d'Europa: perché il taglio serve al sistema

I numeri europei chiariscono perché la misura non è solo un beneficio di categoria. Secondo l'indagine OCSE TALIS 2024 l'età media dei docenti italiani è 48 anni, tre in più della media OCSE. Il 49% ha almeno 50 anni. Sui dati Eurostat il 53% del corpo insegnante supera i 50 anni e il 17% ha oltre 60 anni. Solo il 3% dei docenti italiani ha meno di 30 anni.

Sul fronte previdenziale l'ultimo rapporto OCSE Pensions at a Glance colloca l'Italia in testa alla classifica europea per età pensionabile futura: chi entra oggi nel mercato del lavoro dovrebbe andare in pensione a 71 anni, contro una media UE di 66,7. Riscattare quattro o cinque anni di laurea sposta il traguardo indietro di altrettanti anni, riportandolo dentro parametri europei.

La petizione Anief da 120.000 firme chiedeva sia la finestra pensionistica a 60 anni per il comparto scuola sia la gratuità totale del riscatto laurea. Il ddl Bucalo taglia il costo di quasi dieci volte, ma non arriva alla gratuità: è il compromesso politicamente sostenibile che ha ottenuto il via libera del MEF.

Cosa cambia concretamente per docenti e ATA

Con l'aliquota al 5% il riscatto diventa una scelta accessibile anche a metà carriera, quando lo stipendio consolidato lascia poco margine per esborsi consistenti. Il ddl ricalibra anche l'incentivo al ricambio generazionale: se un docente over 60 anticipa l'uscita di quattro o cinque anni, la scuola libera cattedre destinate alle nuove immissioni in ruolo.

Il beneficio contributivo per il singolo docente non è però automatico. Gli anni riscattati incidono sull'anzianità utile per il pensionamento, non necessariamente sull'importo dell'assegno finale, che nel sistema contributivo dipende dal montante versato. La formula al 5% è quindi un investimento per anticipare l'uscita, non per aumentare l'assegno. Chi rientra nel regime misto va valutato caso per caso, con simulazione INPS individuale.

Il ministero dell'Istruzione muove intanto altre leve sulla scuola: dai voucher scuola regionali per l'anno 2026-2027 già operativi in cinque regioni, alla nuova mini-laurea introdotta all'orale della maturità 2026 voluta da Valditara. Segnali che la revisione del titolo di studio come strumento contributivo si muove in parallelo su reclutamento, valorizzazione dei percorsi e uscita dal servizio.

L'iter attende ora i pareri delle commissioni Affari costituzionali, Bilancio e Cultura del Senato. Anief punta a inserire la norma in un decreto legge di settembre, prima della sessione di bilancio 2027. Se il calendario tiene, i docenti che oggi hanno già presentato istanza di riscatto agevolato potrebbero rivedere la simulazione con l'aliquota ridotta prima della prossima finestra pensionistica.

Domande frequenti

In cosa consiste la nuova proposta di riscatto laurea al 5% per docenti e ATA?

La proposta prevede la riduzione dell'aliquota per il riscatto degli anni universitari dal 33% al 5% sul minimale INPS, abbattendo il costo annuale da circa 6.200 euro a 940 euro per ogni anno di studi.

Chi potrà beneficiare della nuova aliquota ridotta per il riscatto della laurea?

Il ddl 1413 estende il riscatto agevolato al 5% a tutto il personale in servizio nelle scuole, università e ricerca, indipendentemente dall'anno di prima assunzione e dal regime pensionistico.

Qual è il risparmio concreto per chi riscatta una laurea quinquennale con la nuova normativa?

Il costo totale per riscattare cinque anni di laurea scende da 31.033 euro a circa 4.700 euro, con un risparmio netto superiore a 26.000 euro, pari a un taglio dell'85% rispetto all'attuale formula agevolata.

Il riscatto degli anni di laurea incide sull'importo della pensione?

Gli anni riscattati con la formula al 5% incidono sull'anzianità utile per il pensionamento, permettendo di anticipare l'uscita dal lavoro, ma non necessariamente aumentano l'importo dell'assegno pensionistico, che nel sistema contributivo dipende dal montante versato.

Quando potrebbe entrare in vigore la nuova misura e cosa devono aspettarsi i docenti che hanno già presentato domanda?

La norma potrebbe essere inserita in un decreto legge già a settembre 2026, con possibili applicazioni prima della sessione di bilancio 2027; chi ha già presentato istanza potrà ricalcolare la simulazione con la nuova aliquota ridotta, in attesa dell'approvazione definitiva.

Pubblicato il: 7 luglio 2026 alle ore 09:58

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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