Il calendario della contrattazione di istituto per il 2026/27 e' gia' scritto: informativa alle RSU entro il 10 settembre, apertura del confronto entro il 15, firma del contratto entro il 30 novembre. Sul tavolo c'e' il Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa 2024/25, che vale 847,3 milioni di euro e si distribuisce su poco meno di 7.500 istituzioni scolastiche statali.
Le tre scadenze che il dirigente non puo' ignorare
L'articolo 5 del CCNL Istruzione e Ricerca fissa la prima data cogente: entro il 10 settembre il dirigente scolastico deve trasmettere alle RSU l'informativa preventiva su tutti gli aspetti della programmazione dell'anno che rientrano nella contrattazione integrativa. Il confronto sindacale deve aprirsi nei cinque giorni successivi, quindi non oltre il 15 settembre.
La sequenza si chiude con la firma del contratto integrativo entro il 30 novembre. Sono tre fasi distinte, non intercambiabili: informazione, confronto, contrattazione. Le prime due sono propedeutiche alla terza, e i termini si applicano indipendentemente dal fatto che il quadro nazionale sul MOF sia gia' stato definito o meno. A febbraio arriva poi il passaggio sull'informativa per la formazione delle classi del successivo anno scolastico, che apre un nuovo ciclo di relazioni sindacali interne alla scuola.
847 milioni MOF, in media 113 mila euro per istituto
Il CCNI sul Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa 2024/25, firmato definitivamente il 1 agosto 2025, ha stanziato 844,360 milioni di euro piu' 3 milioni destinati alle scuole delle piccole isole: 847,360 milioni totali, in aumento di 46,5 milioni rispetto all'anno precedente. La cifra copre FIS, funzioni strumentali, ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti, attivita' complementari di educazione fisica e altre indennita' accessorie.
Il MIM censisce 7.473 istituzioni scolastiche statali per il 2024/25, ai quali si aggiungono 127 Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti. Dividendo il MOF per la sola base delle scuole si ottiene una media di circa 113 mila euro per istituto: e' la posta lorda su cui, ogni anno, RSU e dirigente devono trovare un accordo. Il dato varia sensibilmente per dimensione e per tipologia della scuola, ma da' l'ordine di grandezza della materia negoziale.
Il nodo pratico e' un altro: da due anni consecutivi il pagamento del MOF sfora il termine del 31 agosto. I compensi 2024/25 sono stati sbloccati soltanto con il cedolino di settembre 2026, dodici mesi dopo la conclusione delle prestazioni. Anche altre partite salariali della scuola risentono di ritardi strutturali, come gia' visto per i profili chiamati per la chiusura del PNRR scuola.
Ritardo e mancata firma diventano condotta antisindacale
Chi salta le date rischia una causa. Il Tribunale del lavoro di Caltagirone, con decreto del 22 agosto 2026, ha riconosciuto la condotta antisindacale di un dirigente del comprensivo 'Arcoleo-Da Feltre' per aver ostacolato il regolare svolgimento della contrattazione sui fondi accessori. Ai giudici e' bastato verificare che l'amministrazione avesse comunicato solo il totale delle risorse, senza una proposta di riparto in grado di consentire il negoziato.
La giurisprudenza del 2025 e del 2026 e' allineata: informativa omessa o tardiva, mancata convocazione del tavolo, atti unilaterali su materie riservate al contratto o pubblicazione di un integrativo senza firma valida della RSU rientrano nella condotta antisindacale sanzionata dall'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori. Non serve dimostrare l'intento del dirigente: basta l'effetto oggettivo sulla possibilita' del sindacato di esercitare il proprio ruolo.
Le sette settimane tra il 10 settembre e il 30 novembre restano l'unico spazio in cui docenti e ATA possono decidere come vengono ripartiti i 113 mila euro medi in arrivo dal MOF. Con il precedente di Caltagirone, saltare quelle date non e' piu' una prassi negoziabile ma un rischio processuale immediato per la scuola. Un problema che si somma agli altri fronti aperti, dalle ipotesi di pensione anticipata per docenti e ATA al calendario delle assunzioni.
Domande frequenti
Quali sono le principali scadenze per la contrattazione di istituto nel 2026/27?
Le principali scadenze sono: informativa alle RSU entro il 10 settembre, apertura del confronto entro il 15 settembre e firma del contratto integrativo entro il 30 novembre.
Che cos'è il Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa (MOF) e a quanto ammonta per il 2024/25?
Il MOF è un fondo destinato a finanziare compensi accessori come FIS, funzioni strumentali, ore eccedenti e altre indennità. Per il 2024/25 ammonta a 847,360 milioni di euro, con una media di circa 113 mila euro per istituto scolastico.
Cosa succede se il dirigente scolastico non rispetta le scadenze previste dalla contrattazione?
Il mancato rispetto delle scadenze può configurare una condotta antisindacale, sanzionata dall’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, come confermato da recenti sentenze giurisprudenziali.
Perché si registrano ritardi nei pagamenti dei compensi accessori MOF?
Negli ultimi anni, i pagamenti del MOF hanno spesso superato il termine del 31 agosto, con i compensi che vengono erogati anche un anno dopo la prestazione a causa di ritardi strutturali e amministrativi.
Qual è il ruolo delle RSU nella contrattazione dei fondi accessori a scuola?
Le RSU partecipano attivamente alla contrattazione integrativa insieme al dirigente scolastico per definire la ripartizione delle risorse destinate ai compensi accessori, secondo le scadenze previste dalla normativa.