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L'Ue investe su 13 aziende per i nuovi computer quantistici, tra queste c'è Planckian di Pisa per l'Italia
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L'Ue investe su 13 aziende per i nuovi computer quantistici, tra queste c'è Planckian di Pisa per l'Italia

Nella fase 1 di EuroHPC Quantum Grand Challenge 13 aziende ricevono 300mila euro per i computer quantistici europei: c'è Planckian di Pisa.

L'Unione europea ha selezionato 13 aziende per sviluppare i computer quantistici di nuova generazione, tra cui un'italiana. L'annuncio riguarda la fase 1 del programma EuroHPC Quantum Grand Challenge, il bando con cui Bruxelles finanzia la maturazione delle tecnologie quantistiche europee. Ogni realtà riceverà 300mila euro per portare avanti la propria linea di sviluppo. Nella fase 2 la Banca europea per gli investimenti metterà sul piatto finanziamenti fino a 30 milioni di euro per progetto, riservati alle tecnologie giudicate più promettenti in vista del passaggio al mercato.

L'italiana Planckian fra le 13 aziende selezionate

Nel gruppo scelto compaiono la finlandese Iqm, che sviluppa qubit superconduttori, la francese Quandela, basata su processori fotonici, e la tedesca eleQtron, specializzata negli ioni intrappolati: tre approcci diversi allo stesso obiettivo, la costruzione di un processore quantistico stabile e replicabile. L'unica azienda italiana in elenco è Planckian, spin-off congiunto dell'Università di Pisa e della Scuola Normale Superiore di Pisa, nata per portare sul mercato l'esperienza dei due atenei sulla fisica dei sistemi quantistici.

Il bando chiede alle 13 realtà di far uscire i computer quantistici dalla fase di ricerca di frontiera e di avvicinarli ai dispositivi commerciali. La condizione è che le macchine diventino più precise e potenti e insieme più semplici ed economiche: un salto di scala che gli europei chiamano scalabilità e che i laboratori del continente stanno tentando su fronti diversi, dai codici bosonici più veloci sviluppati a Chalmers al motore quantistico su chip di Aalto.

Un'architettura che condivide le linee di controllo

La proposta di Planckian riguarda proprio la scalabilità hardware, cioè la capacità di aumentare il numero di qubit senza far esplodere costi e complessità delle macchine. Nella sua architettura più qubit condividono le stesse linee di controllo, riducendo i cablaggi necessari e semplificando l'infrastruttura di supporto: meno cavi da gestire significa meno rumore introdotto nel sistema, meno vincoli sull'ingegneria del criostato che tiene i qubit vicino allo zero assoluto e un costo per qubit più contenuto man mano che il processore cresce.

"Il nostro approccio rende possibile la scalabilità fin dalla progettazione e modifica l'economia delle macchine su larga scala, rendendole accessibili ai budget di ricerca e sviluppo industriali e non più vincolate esclusivamente ai programmi nazionali", ha dichiarato Michele Dallari, ceo di Planckian, in una nota riportata dall'ANSA. Il messaggio è che una startup accademica italiana può giocarsi la partita europea sulla stessa scala industriale delle tre grandi realtà nazionali già selezionate a Helsinki, Parigi e nella regione della Ruhr.

Con questa scelta l'Ue mette in gara superconduttori, fotoni, ioni intrappolati e architetture condivise sulla stessa linea di partenza. Il passaggio alla fase 2, e i finanziamenti fino a 30 milioni di euro della Banca europea per gli investimenti, diranno quali di queste tecnologie arriveranno per prime sul mercato dei processori quantistici commerciali europei.

Domande frequenti

Che cos'è il programma EuroHPC Quantum Grand Challenge?

È un'iniziativa dell'Unione europea volta a finanziare lo sviluppo delle tecnologie quantistiche, selezionando aziende promettenti per accelerare la maturazione e la commercializzazione dei computer quantistici europei.

Qual è il ruolo di Planckian nel progetto europeo sui computer quantistici?

Planckian, unico rappresentante italiano tra le 13 aziende selezionate, propone un'architettura hardware scalabile che consente di aumentare il numero di qubit riducendo costi e complessità, rendendo i processori quantistici più accessibili e competitivi.

Come funziona il finanziamento previsto dal programma?

Nella fase 1, ogni azienda riceve 300mila euro per sviluppare la propria linea di ricerca. Nella fase 2, i progetti più promettenti potranno ottenere fino a 30 milioni di euro ciascuno dalla Banca europea per gli investimenti per avvicinarsi al mercato.

Quali sono le principali tecnologie in gara per i computer quantistici europei?

Tra le tecnologie selezionate figurano qubit superconduttori, processori fotonici, ioni intrappolati e architetture che condividono le linee di controllo, ognuna sviluppata da aziende leader nei rispettivi settori.

Perché la scalabilità è importante nei computer quantistici?

La scalabilità permette di aumentare il numero di qubit senza aumentare significativamente i costi e la complessità, rendendo i computer quantistici più efficienti, affidabili e accessibili per applicazioni di ricerca e industriali.

Pubblicato il: 17 settembre 2026 alle ore 14:12

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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