La Commissione Istruzione, Università e Ricerca della Conferenza delle Regioni ha chiesto al Governo risorse nazionali strutturali, certe e pluriennali per garantire continuità agli investimenti sull'istruzione post-PNRR. La posizione è stata avanzata il 27 ottobre a Firenze, al tavolo «Le Regioni delle competenze» del Festival L'Italia delle Regioni - Conferenza delle Regioni, che riunisce rappresentanti istituzionali e tecnici per confrontarsi sul futuro della filiera formativa, dai servizi per l'infanzia alla formazione tecnica superiore, passando per gli istituti del secondo ciclo e per la formazione professionale regionale.
Le aree indicate per gli investimenti stabili
Le Regioni individuano cinque capitoli prioritari su cui chiedere continuità post-PNRR: contrasto alla dispersione scolastica, riduzione delle povertà educative, sistema integrato 0-6 anni, edilizia scolastica e rafforzamento della filiera professionale, inclusi gli Istituti Tecnologici Superiori Academy. Dai servizi per l'infanzia alla formazione tecnica superiore, ogni segmento vede le Regioni responsabili della programmazione dell'offerta sulla base dei fabbisogni territoriali. La Missione 4 del PNRR, dedicata a istruzione e ricerca, finanzia una parte rilevante di questi interventi ed è destinata a concludersi nel 2026, data che gli enti regionali indicano come spartiacque per la tenuta degli investimenti. La richiesta è accompagnata dall'invito a garantire pari dignità a tutti i percorsi del secondo ciclo, con permeabilità tra licei, istituti tecnici e professionali, riconoscimento delle competenze acquisite e accesso equo alle misure per il diritto allo studio. Il nodo centrale per gli assessori regionali è la trasformazione in spesa ordinaria di ciò che oggi è coperto da fondi straordinari europei, così da stabilizzare l'orizzonte di programmazione delle offerte formative territoriali.
La regia Stato-Regioni al centro della proposta
Sul piano istituzionale, la Commissione chiede di essere coinvolta in modo paritario e strutturato nella definizione, nell'attuazione e nel monitoraggio degli interventi nazionali, attraverso sedi permanenti di confronto tecnico e politico con il Governo e i Ministeri competenti. «Programmare significa poter contare su finanziamenti stabili e su una regia condivisa tra Stato e Regioni», osservano i rappresentanti al tavolo. A illustrare la posizione è Alessandro Calvi, Coordinatore della Commissione e Assessore della Regione Lazio, che individua nella filiera formativa lo strumento per rispondere alle esigenze dei sistemi produttivi e per sostenere il contrasto alla dispersione, il sistema 0-6, l'edilizia scolastica e gli ITS Academy. Calvi richiama anche la necessità di valorizzare i talenti dei più giovani e di garantire pari opportunità di accesso al diritto allo studio su tutto il territorio nazionale, dalla scuola dell'infanzia all'ingresso nel mondo del lavoro.
Il primo banco di prova sarà la prossima legge di bilancio, nella quale la Conferenza punta a tradurre le richieste in stanziamenti pluriennali e a definire il perimetro delle sedi di confronto permanente con il Governo richieste dai territori. Il tavolo tecnico atteso dalla Commissione coinvolge il Ministero dell'Istruzione e del Merito, il Ministero dell'Università e della Ricerca e il Ministero del Lavoro per la quota di formazione professionale di competenza regionale.
Domande frequenti
Quali sono le principali aree su cui le Regioni chiedono investimenti stabili per l'istruzione dopo il PNRR?
Le Regioni individuano cinque aree prioritarie: contrasto alla dispersione scolastica, riduzione delle povertà educative, sistema integrato 0-6 anni, edilizia scolastica e rafforzamento della filiera professionale, inclusi gli ITS Academy.
Perché le Regioni ritengono fondamentale la trasformazione dei fondi PNRR in risorse ordinarie?
Le Regioni sottolineano che la trasformazione dei fondi straordinari europei in spesa ordinaria è essenziale per garantire continuità, stabilità e una programmazione efficace dell'offerta formativa territoriale anche dopo la conclusione del PNRR nel 2026.
Qual è il ruolo delle Regioni nella programmazione dell'offerta formativa?
Le Regioni sono responsabili della programmazione dell'offerta formativa in base ai fabbisogni territoriali, coprendo tutti i segmenti dalla prima infanzia alla formazione tecnica superiore.
In che modo le Regioni vogliono essere coinvolte nella definizione delle politiche per l'istruzione?
Le Regioni chiedono di essere coinvolte in modo paritario e strutturato nella definizione, attuazione e monitoraggio degli interventi nazionali, attraverso tavoli permanenti di confronto tecnico e politico con il Governo e i Ministeri competenti.
Quali sono gli obiettivi principali della richiesta di risorse stabili da parte delle Regioni?
Gli obiettivi sono garantire pari dignità a tutti i percorsi del secondo ciclo, favorire la permeabilità tra licei, tecnici e professionali, riconoscere le competenze acquisite e assicurare pari opportunità di accesso al diritto allo studio su tutto il territorio nazionale.