Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha definito «un fatto di assoluta gravità» l’aggressione subita da un docente da parte di tre studenti minorenni e ha contestato la scelta dell’insegnante di non sporgere denuncia. In un’intervista al Corriere della Sera, il ministro ha affermato che «con questo governo l’epoca del giustificazionismo è finita» e che «se un docente viene aggredito non ci può più essere comprensione». Il professore, secondo la ricostruzione, aveva dichiarato di non voler «distruggere il futuro» dei tre ragazzi e di aver scelto di non procedere per via giudiziaria.
La posizione del ministro sulla mancata denuncia
Valditara ha contestato la scelta del docente di accogliere il «linguaggio» degli studenti e di rinunciare alla querela. Secondo il ministro, banalizzare l’accaduto «scardina il principio di autorevolezza e responsabilità che la scuola deve incarnare» e trasmette agli studenti l’idea che non vi sia differenza tra rispettare le regole e ignorarle. Il riferimento del professore al rischio di «distruggere il futuro» dei tre ragazzi viene respinto: «la sanzione non distrugge il futuro, serve a far maturare la persona», ha replicato il titolare del MIM, ricordando che per i minorenni sono previsti strumenti rieducativi diversi dal carcere. Il ministro ha aggiunto che, dopo l’applicazione della sanzione, «la scuola ha il compito di accompagnare quei ragazzi, non di abbandonarli».
Le norme richiamate e il quadro di riferimento
Sul piano normativo, il ministro ha richiamato l’esistenza di strumenti già disponibili. La legge 4 marzo 2024 n. 25 ha introdotto un’aggravante specifica per chi aggredisce personale scolastico e ha previsto la possibilità per il Ministero dell’Istruzione di costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico degli aggressori. La stessa legge ha rafforzato il quadro sanzionatorio per le lesioni commesse in ambito scolastico, equiparando in alcuni casi l’aggressione a un docente a quella verso un pubblico ufficiale nell’esercizio delle funzioni.
Sul versante disciplinare, lo Statuto delle studentesse e degli studenti, disciplinato dal DPR 249/1998 e successive modifiche, prevede sanzioni che vanno dall’ammonizione fino all’allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica e, nei casi più gravi, all’esclusione dallo scrutinio finale o dall’esame di Stato. Le sanzioni superiori ai 15 giorni sono di competenza del consiglio d’istituto. Il MIM ha inoltre istituito nel 2023 l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli operatori scolastici, con il compito di monitorare gli episodi di violenza segnalati dalle scuole e di proporre misure di prevenzione.
Valditara ha concluso l’intervista invitando a «smetterla con la violenza verbale e con le strumentalizzazioni». L’episodio si inserisce in un dibattito ricorrente sulla risposta istituzionale alle aggressioni in classe, tema su cui il Ministero è intervenuto più volte negli ultimi due anni con circolari operative rivolte ai dirigenti scolastici e con linee guida per la gestione degli episodi di violenza.
Domande frequenti
Qual è la posizione del ministro Valditara sull'aggressione al docente?
Il ministro Valditara considera l'aggressione di estrema gravità e ritiene che le norme vadano applicate senza giustificare simili comportamenti, sottolineando che l'epoca del giustificazionismo è finita.
Perché il docente ha scelto di non sporgere denuncia e cosa ne pensa il ministro?
Il docente ha dichiarato di non voler 'distruggere il futuro' dei tre studenti, scegliendo di non procedere per via giudiziaria. Il ministro però contesta questa scelta, affermando che la sanzione è educativa e che non denunciare mina l'autorevolezza della scuola.
Quali strumenti normativi sono stati recentemente introdotti contro le aggressioni al personale scolastico?
La legge 4 marzo 2024 n. 25 ha introdotto un’aggravante specifica per chi aggredisce personale scolastico e permette al Ministero dell'Istruzione di costituirsi parte civile nei procedimenti penali contro gli aggressori.
Quali sanzioni disciplinari possono essere applicate agli studenti responsabili di aggressioni?
Lo Statuto delle studentesse e degli studenti prevede sanzioni che vanno dall’ammonizione all’allontanamento temporaneo dalla scuola, fino all’esclusione dallo scrutinio o dall’esame di Stato nei casi più gravi. Le sanzioni superiori ai 15 giorni sono decise dal consiglio d’istituto.
Quali misure sono state adottate per monitorare e prevenire la violenza nelle scuole?
Nel 2023 è stato istituito l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli operatori scolastici, che monitora gli episodi di violenza e propone misure di prevenzione. Inoltre, il Ministero ha emesso circolari e linee guida per la gestione di questi episodi.
Cosa succede agli studenti minorenni che vengono sanzionati per aggressioni?
Per i minorenni sono previsti strumenti rieducativi diversi dal carcere e, dopo l’applicazione della sanzione, la scuola ha il compito di accompagnare i ragazzi nel loro percorso educativo senza abbandonarli.