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Perchè il PNRR2 finisce sempre ultimo negli elenchi regionali 2026
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Perchè il PNRR2 finisce sempre ultimo negli elenchi regionali 2026

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Elenchi regionali docenti 2026: 9 categorie rigide, titoli azzerati e PNRR2 in fondo. Cosa cambia anche per chi resta 'autoctono'.

Gli elenchi regionali docenti 2026 partono con un macigno per i vincitori del PNRR2: 3.642 posti di sostegno nell'infanzia e nella primaria erano rimasti scoperti su 4.413 banditi, e adesso il DM 68/2026 mette quei vincitori dietro a otto categorie di candidati precedenti. La vera notizia non è il dubbio sull'autoctono, ma la gerarchia tra procedure concorsuali che il decreto cristallizza in nove livelli rigidi, validi per tutte le immissioni in ruolo del 1° settembre 2026.

Nove livelli, e il PNRR2 sempre per ultimo

Il Decreto ministeriale 68 del 22 aprile 2026 attua l'articolo 2, comma 2 del DL 45/2025 (convertito dalla legge 79/2025), che ha aggiunto il comma 3-ter all'articolo 399 del Testo Unico Scuola. Lo schema è preciso: prima conta l'ordine di indizione del concorso, poi al suo interno la regione di partecipazione. Solo a parità di tornata concorsuale scatta la distinzione tra autoctoni e candidati che chiedono una regione diversa.

Per la scuola secondaria la sequenza è questa:

Un docente che ha vinto l'Ordinario 2020 in Campania e ora chiede la Lombardia passa quindi davanti a qualsiasi vincitore PNRR1 o PNRR2 lombardo. La parola 'Autoctono' che compare in alcuni file regionali identifica solo la prima sezione di ciascun blocco, non un vantaggio assoluto sull'intera graduatoria. Il vincolo cronologico è insuperabile e la mobilità interregionale non è penalizzata se a confrontarsi sono procedure concorsuali diverse.

Titoli azzerati: l'esperienza non vale più nulla

Il vero ribaltamento è dentro al punteggio. Per ogni candidato il Ministero somma solo i voti della prova scritta e della prova orale della procedura sostenuta. Restano fuori tutti i titoli culturali, gli anni di servizio, le abilitazioni, i master e i dottorati. La scelta, motivata dal MIM con le disomogeneità nella valutazione dei titoli emerse tra i diversi Uffici Scolastici Regionali nelle procedure originarie, riscrive di fatto il merito riconosciuto a un docente.

La conseguenza pratica è netta: un precario con dodici anni di servizio e un Ordinario 2020 con voto medio finisce sotto un collega più giovane che ha chiuso le prove con due punti in più. Il sistema premia la performance del singolo concorso, non la carriera che lo ha preceduto. Per i candidati successi delle prove scritte PNRR2 nell'infanzia e primaria, spesso giovani, è un vantaggio relativo: viaggiano in coda al blocco PNRR2, ma a parità di blocco un punteggio alto resta l'unica leva utile per scalare la graduatoria regionale.

Lombardia, Liguria, Piemonte: dove la coda conterà davvero

La gerarchia ha senso solo dove i posti restano. Sul sostegno della scuola dell'infanzia e primaria il PNRR2 ha lasciato 3.642 cattedre senza vincitori, con punte dell'85,7% di scopertura nella primaria sostegno e del 38,4% nell'infanzia sostegno. Le regioni più esposte sono Lombardia, Liguria, Piemonte e Veneto, dove il nuovo strumento dovrà reggere proprio nelle classi di concorso a maggiore carenza strutturale.

Per chi ha già una proposta in mano, le finestre operative sono strette. Dopo la scelta della provincia (Fase 1) e la proposta di nomina (Fase 2) restano 5 giorni per accettare sulla piattaforma. Il silenzio vale come rinuncia ufficiale. Cambia anche il tipo di contratto: chi è già abilitato o specializzato sul sostegno firma direttamente a tempo indeterminato dal 1° settembre 2026, mentre i docenti PNRR non abilitati della secondaria firmano un tempo determinato finalizzato al ruolo, con l'obbligo di acquisire l'abilitazione entro l'anno scolastico per trasformare il contratto. Sulla strada per quell'abilitazione pesano anche i nuovi percorsi telematici di formazione iniziale introdotti dagli emendamenti al Milleproroghe.

Il limite del sistema è già visibile: dove il PNRR2 non ha prodotto vincitori sufficienti, gli elenchi non possono inventare candidati. Per le classi con i posti vacanti più alti del PNRR2 il MIM dovrà comunque tornare alle GPS di prima fascia, prima ancora che la nuova gerarchia produca effetti pieni.

Domande frequenti

Perché i vincitori del concorso PNRR2 finiscono sempre ultimi negli elenchi regionali 2026?

Il DM 68/2026 ha stabilito una gerarchia rigida tra nove categorie di candidati, ponendo i vincitori del PNRR2 sempre all'ultimo posto rispetto agli altri vincitori di concorsi precedenti.

Come viene determinato l’ordine di assegnazione dei posti nelle graduatorie regionali?

L’ordine è determinato prima dall’indizione del concorso e, solo successivamente, dalla regione di partecipazione. A parità di tornata concorsuale, si distingue tra candidati autoctoni e quelli che richiedono una regione diversa.

Cosa cambia nella valutazione dei candidati con il nuovo sistema?

Il Ministero valuta esclusivamente i voti delle prove scritta e orale del concorso sostenuto, escludendo titoli culturali, anni di servizio, abilitazioni, master e dottorati dal punteggio finale.

Quali sono le regioni più colpite dalla carenza di vincitori PNRR2 sui posti di sostegno?

Le regioni più colpite sono Lombardia, Liguria, Piemonte e Veneto, dove i posti vacanti nelle classi di sostegno dell’infanzia e primaria restano particolarmente alti.

Cosa succede se un candidato riceve una proposta di nomina e non risponde entro i tempi previsti?

Se il candidato non accetta la proposta entro 5 giorni dalla notifica sulla piattaforma, il silenzio viene considerato come rinuncia ufficiale al posto assegnato.

Quali sono le differenze contrattuali tra i docenti abilitati e quelli PNRR non abilitati della secondaria?

I docenti già abilitati o specializzati sul sostegno firmano un contratto a tempo indeterminato dal 1° settembre 2026, mentre i docenti PNRR non abilitati ricevono un contratto a tempo determinato, che potrà essere trasformato a tempo indeterminato solo dopo aver conseguito l’abilitazione entro l’anno scolastico.

Pubblicato il: 22 giugno 2026 alle ore 13:31

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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