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Pensione a 60 anni per docenti e ATA: cosa dicono i numeri

Pensione a 60 anni per docenti e ATA: cosa dicono i numeri

Proposta ANIEF di uscita a 60 anni con riscatto laurea gratuito: quanto varrebbe per INPS e perché il 53% dei prof italiani è già over 50.

L'ANIEF ha rilanciato la proposta di far uscire docenti e personale ATA a 60 anni, con riscatto della laurea gratuito e senza tagli sull'assegno. Sul tavolo il dato che spiega perché la richiesta trova ascolto: il 53% degli insegnanti italiani ha più di 50 anni, sedici punti sopra la media OCSE.

La proposta ANIEF e chi la sostiene

Il canale speciale immaginato dal sindacato prevede due strade alternative: l'uscita a 60 anni di età oppure la maturazione di 35 anni di contributi, in entrambi i casi con il riscatto degli anni di laurea a carico dello Stato. La misura è sostenuta dalla deputata M5S Vincenza Aloisio e il presidente ANIEF Marcello Pacifico ha indicato dove trovare le risorse: 10 miliardi sui 47 disponibili nel fondo INAIL. Il paragone rivendicato è con i militari, che possono lasciare il servizio a 60 anni senza penalizzazioni.

Oggi la strada ordinaria è molto diversa. La pensione anticipata richiede 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e un anno in più per gli uomini, sulla base dell'articolo 15 del DL 4/2019 aggiornato dalla legge 234/2021. Il riscatto della laurea, invece, resta a pagamento anche nella versione agevolata: una misura che, come raccontato in analisi sulla proposta di riscatto laurea agevolato al 5% per docenti e ATA, è al centro del negoziato politico da mesi.

Quanto vale davvero il riscatto laurea gratuito

Il costo del riscatto agevolato nel 2026 è pari a 6.208,95 euro per ogni anno di corso universitario, calcolato sul minimale INPS e indipendente dal reddito. Tradotto: cinque anni di laurea magistrale valgono circa 31.045 euro di contributi che il lavoratore versa oggi di tasca propria. Renderli gratuiti significa spostare quella cifra dal singolo docente al bilancio pubblico.

Su una platea di appena 30.000 docenti che utilizzasse la finestra, il mancato incasso previdenziale supererebbe 930 milioni di euro. È qui che entra in gioco l'indicazione di Pacifico sul fondo INAIL: i 10 miliardi rivendicati coprirebbero sia il riscatto gratuito sia l'assegno pieno per chi esce prima. La cifra, però, è indicativa e nessun emendamento è stato ancora depositato.

Il confronto europeo aiuta a capire perché la pressione sindacale cresce. Secondo i dati Education at a Glance 2024 dell'OCSE per l'Italia, il 53% dei docenti italiani è over 50 contro il 44,6% della Germania e il 19,7% del Regno Unito. Alla scuola secondaria la quota italiana sale al 62%, praticamente due insegnanti su tre. Gli under 30 sono soltanto il 3%.

Cosa cambierebbe per il ricambio in classe

Il ricambio generazionale procede a rilento. Per l'anno scolastico 2026/2027 il ministero ha completato 37.430 immissioni in ruolo, dopo le 41.901 dell'anno precedente. Se la finestra a 60 anni diventasse legge, il fabbisogno di nuove assunzioni salirebbe di colpo: nei ruoli con più anziani, come la scuola secondaria, ogni pensionamento anticipato di sette anni richiede un rimpiazzo che oggi non è previsto nei piani triennali.

La sfida non è solo numerica. Un corpo docente con età media di 48 anni si trova a gestire riforme curricolari che chiedono nuove competenze, dall'IA in aula all'ora facoltativa di latino LEL rientrata alle medie dopo 48 anni. L'ANIEF cita anche i carichi psicofisici e il rischio burnout per giustificare il riconoscimento del lavoro scolastico come attività usurante, oggi negato dalla normativa vigente.

Il fronte dei precari resta il più esposto. Il sindacato chiede una pensione minima di garanzia per chi ha versamenti contributivi discontinui, categoria che oggi rischia assegni al di sotto del minimo INPS anche dopo trent'anni di supplenze.

La petizione ANIEF ha superato le 75.000 adesioni, ma nessun emendamento è attualmente in discussione parlamentare. Nel frattempo il mondo scolastico continua a muoversi su fronti paralleli, come mostra il divario di nove punti dietro la proposta di rinvio del rientro in Sicilia: per la finestra a 60 anni servirà la prossima legge di bilancio.

Domande frequenti

Quali sono le principali novità proposte dall'ANIEF sulla pensione dei docenti e del personale ATA?

L'ANIEF propone la possibilità di andare in pensione a 60 anni o con 35 anni di contributi, con il riscatto gratuito degli anni di laurea e senza tagli sull'assegno pensionistico.

Come funzionerebbe il riscatto gratuito della laurea per i docenti e ATA?

Il riscatto gratuito consisterebbe nel trasferire il costo degli anni di laurea dal singolo lavoratore allo Stato, eliminando l'attuale costo di oltre 6.200 euro annui per ogni anno di corso universitario.

Quali sono le attuali regole per la pensione anticipata per docenti e ATA?

Attualmente la pensione anticipata richiede 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e un anno in più per gli uomini; il riscatto della laurea rimane a pagamento anche nella versione agevolata.

Che impatto avrebbe l'uscita anticipata a 60 anni sul ricambio generazionale nella scuola?

L'uscita anticipata aumenterebbe il fabbisogno di nuove assunzioni, soprattutto nei ruoli con più anziani come la scuola secondaria, accelerando il ricambio generazionale che oggi procede lentamente.

Quali sono le principali motivazioni a sostegno della proposta ANIEF?

Le motivazioni includono l'elevata età media dei docenti italiani, il rischio di burnout dovuto ai carichi psicofisici, la necessità di nuove competenze per le riforme scolastiche e la tutela dei lavoratori con carriere discontinue.

A che punto è l’iter parlamentare della proposta di pensione a 60 anni?

Attualmente nessun emendamento è stato ancora depositato e la proposta dovrà essere valutata nella prossima legge di bilancio, nonostante la petizione ANIEF abbia già superato le 75.000 adesioni.

Pubblicato il: 4 settembre 2026 alle ore 15:24

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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