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Paritarie infanzia, 80 euro in due anni ma resta il gap con la statale

Paritarie infanzia, 80 euro in due anni ma resta il gap con la statale

Firmato al CNEL il rinnovo per 40mila addetti delle paritarie infanzia. 80€ lordi in due tranche, circa 56€ netti a regime dal 2027.

Al CNEL è stato sottoscritto il 7 luglio 2026 il rinnovo del secondo biennio economico del CCNL FISM 2024-2027 - comunicato CNEL per il personale delle scuole paritarie dell'infanzia. L'accordo prevede un aumento medio di 80 euro lordi mensili, distribuito in due scaglioni: 40 euro dal 1° settembre 2026 e altri 40 dal 1° settembre 2027. Il contratto interessa oltre 40mila addetti impiegati in 9mila realtà educative frequentate da circa 400mila bambini.

Cosa prevede il rinnovo, oltre agli 80 euro

Accanto agli aumenti retributivi, l'intesa aggiorna due capitoli importanti. Il primo è il welfare contrattuale: nasce il nuovo Fondo UniSalute per l'assistenza sanitaria integrativa e viene fissato in 100 euro annui il valore degli strumenti di welfare per ciascuno degli anni 2026 e 2027. Il secondo riguarda i contratti a tempo determinato per coordinatori, docenti ed educatori: la disciplina diventa più flessibile e prevede la reiterazione dei rapporti a termine, in attesa dell'abilitazione, fino a un massimo di 84 mesi, cioè sette anni. Il negoziato viene inserito dalle parti nel solco della Legge 25 giugno 2026, n. 112 sul salario giusto - Gazzetta Ufficiale, che rafforza il ruolo della contrattazione collettiva come parametro per una retribuzione adeguata.

Dal lordo al netto: quanto arriva davvero in busta paga

Il numero di partenza è 80 euro, ma vale la pena scomporlo. Un'educatrice inquadrata al livello 6, il più diffuso tra il personale docente delle materne FISM, oggi ha un minimo tabellare di 1.659 euro lordi al mese. Dopo la seconda tranche del rinnovo, dal 1° settembre 2027, il tabellare salirà a circa 1.740 euro lordi. Al netto di contributi previdenziali (9,19%) e IRPEF nella prima aliquota al 23%, l'aumento a regime si traduce in circa 56 euro netti in più al mese, poco meno di 730 euro netti in più su base annua contando la tredicesima. La prima tranche del 2026 vale la metà, cioè circa 28 euro netti mensili: un caffè al giorno, per capirsi.

Il confronto con la scuola statale rende la fotografia più nitida. Una docente della scuola dell'infanzia statale a inizio carriera parte da 1.945 euro di tabellare mensile a cui si somma una retribuzione professionale docenti di 205 euro, per un totale intorno a 2.150 euro lordi al mese. Il divario oggi è di circa 490 euro lordi mensili, quasi 30 punti percentuali. Dopo il rinnovo FISM a regime, resterà comunque un gap di oltre 400 euro lordi al mese, pari a circa 5.300 euro lordi all'anno. È il perimetro reale dentro cui si muove la trattativa: il rinnovo attenua il distacco, non lo chiude.

Cosa cambia dal 1° settembre 2026 per lavoratrici e datori

Dalla busta paga di settembre 2026 arriveranno i primi 40 euro lordi mensili, pari a circa 28 euro netti. Contestualmente le lavoratrici e i lavoratori potranno accedere alle prestazioni del nuovo Fondo UniSalute e ai 100 euro annui di welfare contrattuale. Il capitolo più delicato riguarda però il precariato: la possibilità di reiterare contratti a termine fino a sette anni in attesa dell'abilitazione stabilizza una zona grigia già molto diffusa nelle materne paritarie, ma consegna una prospettiva di stabilità che resta lontana e apre più di un interrogativo.

Lo sforzo economico va letto anche nel contesto delle risorse pubbliche destinate al comparto: gli aumenti gravano sui bilanci delle 9mila realtà associate a FISM, che vivono di rette e contributi limitati, come mostra il rapporto tra fondi e beneficiari nel resto della scuola. La sostenibilità del rinnovo dipenderà quindi anche dalla capacità delle strutture di reggere l'aumento del costo del lavoro senza scaricarlo sulle famiglie sotto forma di rette più alte.

La prossima verifica sarà nel 2028, quando si aprirà il tavolo del successivo biennio economico. Il divario con la statale sarà ancora la prima voce all'ordine del giorno.

Domande frequenti

Quali sono le principali novità previste dal rinnovo del CCNL FISM 2024-2027 per le scuole paritarie dell'infanzia?

Oltre all'aumento medio di 80 euro lordi mensili, il rinnovo introduce il Fondo UniSalute per l'assistenza sanitaria integrativa e 100 euro annui di strumenti di welfare per ciascuno degli anni 2026 e 2027. Viene inoltre resa più flessibile la disciplina dei contratti a termine per coordinatori, docenti ed educatori.

Come verrà distribuito l'aumento salariale previsto dal rinnovo del contratto?

L'aumento sarà suddiviso in due scaglioni: 40 euro lordi mensili dal 1° settembre 2026 e altri 40 euro dal 1° settembre 2027. In termini netti, si tradurrà in circa 28 euro al mese dal 2026 e 56 euro al mese dal 2027.

Quanto rimane il divario retributivo tra il personale delle scuole paritarie dell'infanzia e quello delle scuole statali dopo il rinnovo?

Nonostante l’aumento, il gap rimarrà significativo: dopo il rinnovo, il personale delle paritarie avrà comunque oltre 400 euro lordi in meno al mese rispetto ai colleghi della scuola statale, pari a circa 5.300 euro lordi in meno all’anno.

Cosa cambia per i contratti a termine nelle scuole paritarie dell'infanzia con il nuovo accordo?

La nuova disciplina consente la reiterazione dei contratti a termine fino a un massimo di 84 mesi (sette anni) in attesa dell’abilitazione, offrendo maggiore flessibilità ma senza garantire una piena stabilizzazione.

Quali sono gli effetti concreti del rinnovo sulle buste paga delle educatrici delle scuole paritarie?

Per una educatrice inquadrata al livello 6, il minimo tabellare salirà da 1.659 a circa 1.740 euro lordi al mese dopo la seconda tranche. L’aumento netto sarà di circa 56 euro mensili (730 euro annui), mentre la prima tranche del 2026 vale circa 28 euro netti al mese.

Quali sono le possibili conseguenze del rinnovo sui bilanci delle scuole paritarie e sulle famiglie?

Gli aumenti salariali incidono sui bilanci delle 9mila scuole associate a FISM, che dispongono di risorse pubbliche limitate. La sostenibilità del rinnovo dipenderà dalla capacità delle strutture di assorbire i costi senza aumentare le rette per le famiglie.

Pubblicato il: 9 luglio 2026 alle ore 16:00

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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