Sono 14.148 i posti che alimenteranno utilizzazioni, supplenze annuali e assegnazioni provvisorie 2026 nella scuola pubblica per il prossimo anno scolastico. Tredici in meno rispetto ai 14.161 del 2025/26: una variazione minima che conferma il carattere ormai strutturale dell'organico di fatto. La distribuzione tra le regioni, però, è tutto fuorché omogenea: la sola Lombardia ne assorbe più di un quinto, mentre Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Molise messe insieme non arrivano alla metà del contingente lombardo.
Il calendario: la finestra di 2-3 giorni a metà luglio
Il quadro arriva dalle bozze ministeriali sull'organico di fatto, lo strumento con cui ogni anno gli Uffici scolastici regionali autorizzano posti aggiuntivi rispetto all'organico di diritto per gestire incrementi di alunni, sdoppiamenti di classi, supplenze annuali e domande di mobilità annuale. Il limite massimo nazionale per il 2026/27 è fissato a 14.148 posti.
La sequenza operativa è scolpita nel calendario del Contratto integrativo sulla mobilità annuale 2025-2028 firmato il 10 luglio 2025. Prima la mobilità ordinaria, già conclusa. Poi, intorno a metà luglio, una finestra di 2-3 giorni durante la quale i dirigenti scolastici inseriscono nel SIDI il fabbisogno reale: comandi, distacchi sindacali, aspettative per dottorato, part-time post mobilità. È questo passaggio che converte l'organico di diritto in organico di fatto e che fissa le disponibilità definitive.
Per il 2025/26 le domande si erano aperte dal 14 al 25 luglio, con esiti entro il 22 agosto. Per il 2026/27 il MIM è atteso replicare la stessa scansione, con pubblicazione delle disponibilità provinciali subito prima dell'avvio delle procedure di utilizzazione e assegnazione.
La mappa: Lombardia da sola batte cinque regioni del Sud
Le bozze ministeriali sui 14.148 posti raccontano un'Italia dell'organico di fatto fortemente sbilanciata verso il Nord.
- Lombardia: 2.994 posti, contingente invariato. Da sola assorbe il 21% del totale nazionale.
- Emilia-Romagna: 1.950. Veneto: 1.473. Piemonte: 1.462. Toscana: 1.261. Lazio: 1.066.
- Sicilia: 698. Calabria: 356. Campania: 327. Puglia: 176. Molise: 77.
La somma di Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Molise vale 1.634 posti. Un dato inferiore alle sole disponibilità lombarde. Lo stesso schema si replica dentro la secondaria di secondo grado, che da sola raccoglie 9.211 dei 14.148 posti complessivi, circa il 65%. Qui la Lombardia concentra 1.730 cattedre, l'Emilia-Romagna 1.256, il Piemonte 994.
Per un docente neo-immesso al Nord dopo il concorso PNRR2 e i posti vacanti messi a bando, la probabilità di trovare un posto di organico di fatto nella regione di assunzione è alta. Per chi è di ruolo in Lombardia o in Emilia-Romagna e vorrebbe tornare a casa in Puglia o in Campania con un'assegnazione provvisoria, la matematica è molto meno generosa: i posti su cui può atterrare nella regione di residenza familiare sono pochissimi. Le riduzioni rispetto al 2025/26 sono tutte simboliche, da 1 a 2 unità, distribuite tra Abruzzo, Basilicata, Marche, Sardegna, Toscana e Umbria. La fotografia regionale resta sostanzialmente identica a quella dello scorso anno.
Sostegno e ricongiungimento: i due binari per provare a tornare
Sul totale dei 14.148 posti una quota rilevante riguarda il sostegno. Le sequenze operative degli Uffici scolastici partono sempre dai posti in deroga di sostegno, perché qui si concentrano i movimenti dei docenti specializzati dopo i percorsi di formazione triennali che lasciano il posto comune per il sostegno e viceversa. Solo dopo si conoscono le disponibilità definitive su posti comuni per le fasi successive.
Per accedere alla mobilità annuale serve un titolo specifico: ricongiungimento con figli, coniuge, convivente o genitori; assistenza a familiare con disabilità ex legge 104/1992; gravi motivi di salute del richiedente. Il nuovo contratto integrativo 2025-2028 ha ampliato le deroghe: possono presentare domanda anche i docenti che hanno chiuso l'anno di prova su sostegno e i vincitori del primo concorso PNRR della secondaria non ancora abilitati.
Chi insegna nelle scuole italiane all'estero con i 668 posti del contingente resta fuori dal perimetro: quella procedura è gestita separatamente dal MAECI-MIM e non rientra nel computo dell'organico di fatto interno.
La finestra per presentare istanza si aprirà dunque dopo la metà di luglio, su un quadro di disponibilità che la geografia ha già scritto. Per i docenti del Sud che lavorano al Nord, la leva normativa per tornare casa resta il ricongiungimento familiare; la leva pratica, in molte regioni, dipenderà dai posti di sostegno e dalle classi in deroga, dove i numeri continuano a crescere.
Domande frequenti
Cosa si intende per 'organico di fatto' nella scuola pubblica?
L'organico di fatto è l'insieme dei posti aggiuntivi autorizzati ogni anno dagli Uffici scolastici regionali rispetto all'organico di diritto, per gestire aumenti di alunni, sdoppiamenti di classi, supplenze annuali e mobilità annuale.
Come vengono distribuiti i 14.148 posti dell'organico di fatto tra le regioni italiane?
La distribuzione è fortemente sbilanciata verso il Nord, con la Lombardia che da sola assorbe oltre il 21% del totale, mentre Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Molise insieme non arrivano alla metà dei posti lombardi.
Quali sono le principali tempistiche per la presentazione delle domande di utilizzazione e assegnazione provvisoria?
La finestra per la presentazione delle domande si apre tipicamente a metà luglio per 2-3 giorni, con la pubblicazione delle disponibilità provinciali poco prima dell’avvio delle procedure di utilizzazione e assegnazione.
Quali requisiti sono necessari per accedere alla mobilità annuale?
Occorre possedere specifici titoli come il ricongiungimento familiare, l’assistenza a un familiare con disabilità (legge 104/1992) o gravi motivi di salute. Il nuovo contratto consente la domanda anche ai docenti che hanno concluso l’anno di prova su sostegno e ai vincitori del primo concorso PNRR della secondaria non ancora abilitati.
I docenti che lavorano all'estero rientrano nell'organico di fatto?
No, i 668 posti per le scuole italiane all'estero sono gestiti separatamente dal MAECI-MIM e non fanno parte del computo dell'organico di fatto interno.
Perché per i docenti del Sud è difficile rientrare nella propria regione di origine?
La scarsità di posti disponibili nelle regioni del Sud, soprattutto rispetto a quelle del Nord, rende difficile il trasferimento tramite assegnazione provvisoria; le possibilità maggiori si concentrano sui posti di sostegno e sulle classi in deroga.