Da martedì 23 giugno 527.607 studenti si siedono davanti alla commissione per l'orale della maturità 2026. Sono il 96,8% degli iscritti: il restante 3,2% è già fuori, non ammesso allo scrutinio finale di metà giugno.
I numeri dell'esame di Stato 2026
Il dato grezzo, pubblicato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, racconta una platea in lieve crescita: i candidati salgono dello 0,6% rispetto ai 524.415 del 2025. La distribuzione resta sbilanciata sui licei (273.854 candidati), seguiti dagli istituti tecnici (167.136) e dai professionali (86.617). I candidati esterni sono 14.128, in aumento del 7,2% sull'anno precedente, segno di un ritorno agli esami dopo i percorsi non statali.
A gestire le prove ci sono 13.989 commissioni distribuite su 27.884 classi, ognuna formata da un presidente esterno, due commissari esterni e due interni. Il calendario è scandito dall'ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026: scritti il 18 e 19 giugno, orali a partire dal 23 con scansione alfabetica estratta a sorte. Sulla riforma che ha cambiato già la fase scritta restano utili le nuove regole introdotte sulle seconde prove.
Il 3,2% medio nasconde una Sardegna al 7%
Il tasso di ammissione nazionale del 96,8% è la fotografia che il ministero ha scelto di mostrare. Spacchettato per territorio, il quadro cambia radicalmente. La Sardegna registra il 7% di non ammessi: oltre 850 studenti fermati allo scrutinio su poco più di 12mila, una percentuale che supera del doppio la media italiana. Subito dietro la Liguria, al 5,5%, anch'essa ben oltre il dato nazionale.
All'estremo opposto il Molise, dove gli ammessi toccano il 97,7%. La forbice tra le due regioni è di oltre 4 punti percentuali: tradotto in studenti, significa che un sardo della classe quinta ha statisticamente più del doppio della probabilità di non arrivare all'esame rispetto a un coetaneo molisano. Il dato sardo è stabile rispetto al 7,1% del 2025, segno che il divario non si sta restringendo nemmeno dopo un anno di interventi annunciati su orientamento e tutoraggio.
I circa 16.880 ragazzi rimasti fuori dall'esame non sono distribuiti in modo uniforme tra licei, tecnici e professionali. Storicamente la selezione si concentra nei professionali e nei tecnici del Sud, mentre i licei mantengono tassi di ammissione vicini al 99%. Il dato regionale, quindi, è anche un dato di filiera: dove pesano di più le scuole tecnico-professionali e dove l'abbandono in corso d'anno resta alto, lo scrutinio finale di giugno taglia di più.
Quanto pesa davvero il colloquio sul voto finale
Per chi è entrato in aula, il colloquio vale al massimo 20 punti su 100. Gli altri 80 sono già scritti: fino a 40 dai crediti del triennio (vincolati ad almeno 9 in condotta) e fino a 40 dalle due prove scritte. La griglia ministeriale dell'orale, obbligatoria per tutte le commissioni, distribuisce questi 20 punti su quattro indicatori da 5 punti ciascuno: contenuti e metodi delle quattro discipline, capacità di collegamento, argomentazione critica, grado di maturazione personale.
La novità più visibile riguarda chi sceglie il silenzio. La cosiddetta scena muta rifiutata volontariamente porta alla ripetizione del quinto anno, non a una semplice bocciatura senza diploma. Il blocco emotivo involontario garantisce invece un punteggio minimo di 2 punti su 20: la commissione deve quindi distinguere tra ansia da prestazione e rifiuto di partecipare. Durata della prova fissata tra 40 e 60 minuti, introduzione affidata a una riflessione personale dello studente, esame su quattro discipline fisse per indirizzo: lo spunto a sorpresa è archiviato.
Per i 527mila in aula la domanda operativa è una sola: con quanti punti si arriva al 23 giugno e quanti ne servono per raggiungere la soglia che ciascuno si è prefissato. Il colloquio, da solo, non basta a ribaltare uno scrutinio mediocre, ma può chiudere o aprire la forbice degli ultimi 20 punti, soprattutto per chi viene dalle regioni dove arrivare all'esame era già il primo ostacolo.
Domande frequenti
Quanti studenti affronteranno l'orale della maturità 2026 e qual è la percentuale di ammessi?
Nel 2026, 527.607 studenti affronteranno l'orale della maturità, pari al 96,8% degli iscritti. Il restante 3,2% non è stato ammesso allo scrutinio finale.
Come sono distribuiti i candidati tra i vari tipi di scuola?
La maggior parte dei candidati proviene dai licei (273.854), seguiti dagli istituti tecnici (167.136) e dai professionali (86.617). I candidati esterni sono 14.128, in aumento rispetto all'anno precedente.
Quali sono le differenze regionali nell’ammissione agli esami di maturità?
La Sardegna registra il 7% di non ammessi, il dato più alto, seguita dalla Liguria con il 5,5%, mentre il Molise ha il tasso più basso di non ammessi, solo il 2,3%. Queste differenze riflettono anche la diversa presenza di scuole tecnico-professionali e i livelli di abbandono scolastico.
Come viene valutato il colloquio orale e quanto incide sul voto finale?
Il colloquio orale vale fino a 20 punti su 100, distribuiti su quattro indicatori da 5 punti ciascuno. Gli altri 80 punti derivano dai crediti del triennio (fino a 40) e dalle due prove scritte (fino a 40).
Cosa succede in caso di 'scena muta' durante l’orale?
Se uno studente rifiuta volontariamente di rispondere ('scena muta'), dovrà ripetere il quinto anno. Se invece il blocco è dovuto a ansia o emozione, è previsto un punteggio minimo di 2 punti su 20.
Qual è la durata e la struttura del colloquio orale alla maturità 2026?
Il colloquio dura tra 40 e 60 minuti e si apre con una riflessione personale dello studente. L’esame verte su quattro discipline fisse per indirizzo, senza più lo spunto a sorpresa.