- Le date della mobilità 2026/2027
- La deroga per avvicinamento ai figli di 14 anni
- Nessuna deroga per i genitori ultrasessantacinquenni
- Legge 104/92: cosa resta invariato
- Le richieste sindacali e il possibile slittamento
- Personale ATA ed educatori: stesse tempistiche
- Domande frequenti
Le date della mobilità 2026/2027
Si delinea il calendario per la mobilità del personale scolastico relativa all'anno 2026/2027. Stando a quanto emerge dall'incontro tenutosi il 10 marzo 2026 tra il Ministero dell'Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali, l'ordinanza ministeriale sulla mobilità dovrebbe essere pubblicata entro il 16 marzo 2026, data a partire dalla quale i docenti potranno presentare le proprie domande di trasferimento, passaggio di cattedra e passaggio di ruolo.
La finestra temporale per l'invio delle istanze si chiuderà il 2 aprile 2026, lasciando quindi poco più di due settimane ai docenti interessati. Un arco di tempo piuttosto stretto, che ha già sollevato perplessità tra i rappresentanti del personale scolastico.
Per chi si appresta a presentare domanda, sarà fondamentale muoversi con tempestività: verificare il proprio punteggio, raccogliere la documentazione necessaria e compilare la domanda attraverso la piattaforma Istanze OnLine del Ministero. Ogni errore o ritardo potrebbe costare caro, vista la ristrettezza dei termini.
La deroga per avvicinamento ai figli di 14 anni
Tra le novità più rilevanti di questa tornata di mobilità spicca la deroga per l'avvicinamento ai figli di età inferiore ai 14 anni. Si tratta di una misura che consente ai docenti di ottenere il trasferimento in deroga ai vincoli ordinari, a patto che la richiesta sia motivata dalla necessità di ricongiungersi con figli minori di quattordici anni.
È una disposizione che intercetta un bisogno reale. Molti insegnanti, soprattutto nel primo periodo di carriera, si trovano assegnati a sedi distanti centinaia di chilometri dal nucleo familiare. La deroga per avvicinamento ai figli under 14 rappresenta dunque uno strumento concreto di conciliazione tra vita professionale e responsabilità genitoriali.
Attenzione, però: la deroga non opera in modo automatico. Occorre documentare adeguatamente la situazione familiare e rispettare i criteri stabiliti dall'ordinanza. I dettagli operativi saranno chiariti nel testo definitivo del provvedimento.
Nessuna deroga per i genitori ultrasessantacinquenni
C'è invece una porta che resta chiusa. Il Ministero non ha previsto alcuna deroga per l'avvicinamento ai genitori con più di 65 anni. Era una delle richieste avanzate in sede sindacale, ma non ha trovato accoglimento.
La questione tocca un nervo scoperto. Migliaia di docenti, in particolare quelli impiegati lontano dalle regioni di origine, si trovano a gestire le esigenze di genitori anziani senza poter contare su agevolazioni specifiche nella procedura di mobilità. L'assenza di questa deroga rischia di alimentare malcontento, soprattutto tra chi opera nelle regioni del Nord ed è originario del Centro-Sud.
Non è escluso che il tema possa tornare sul tavolo nelle prossime contrattazioni. Per ora, tuttavia, l'unica strada per chi si trova in questa situazione resta quella di accumulare punteggio e sperare nei trasferimenti ordinari.
Legge 104/92: cosa resta invariato
Nessuna sorpresa, invece, sul fronte della legge 104/92. Le deroghe previste per i docenti che assistono familiari con disabilità grave — o che sono essi stessi portatori di handicap — rimangono pienamente in vigore. Si tratta di un punto fermo che non era in discussione, ma la conferma ufficiale sgombra il campo da eventuali timori.
Chi beneficia della legge 104 nella mobilità docenti conserva quindi la precedenza nei trasferimenti, secondo le modalità consolidate dalla normativa vigente. Un diritto che la giurisprudenza ha rafforzato nel corso degli anni e che l'amministrazione non intende mettere in discussione.
Le richieste sindacali e il possibile slittamento
Le date indicate — 16 marzo - 2 aprile — non sono ancora scolpite nella pietra. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto un ampliamento della finestra temporale per la presentazione delle domande, ritenendo insufficienti i diciassette giorni previsti.
Le ragioni sono comprensibili: compilare una domanda di mobilità non è un'operazione banale. Richiede la verifica dei titoli, il calcolo del punteggio, l'individuazione delle preferenze territoriali, la raccolta di eventuali certificazioni. Tutto questo in un periodo dell'anno già denso di impegni scolastici, tra scrutini intermedi, consigli di classe e programmazione didattica.
Se le pressioni sindacali dovessero avere effetto, le date potrebbero slittare di qualche giorno, sia per quanto riguarda l'apertura sia per la chiusura dei termini. È uno scenario plausibile, che si è già verificato in passato. I docenti interessati faranno bene a monitorare con attenzione le comunicazioni ufficiali del MIM.
In un anno scolastico che si preannuncia ricco di cambiamenti — basti pensare alle importanti novità per gli istituti tecnici a partire dal 2026/2027 — la mobilità resta uno dei dossier più seguiti dall'intero comparto.
Personale ATA ed educatori: stesse tempistiche
L'incontro del 10 marzo non ha riguardato soltanto i docenti. Anche per il personale ATA e per gli educatori sono stati discussi i termini di presentazione delle domande di trasferimento. Le tempistiche dovrebbero essere sostanzialmente allineate a quelle previste per il personale docente, anche se l'ordinanza ministeriale potrebbe prevedere finestre leggermente differenziate.
Per il personale ATA, la procedura di mobilità segue criteri propri, legati ai profili professionali e alle specifiche esigenze organizzative degli istituti scolastici. Anche in questo caso, la piattaforma di riferimento è Istanze OnLine, e i requisiti documentali variano a seconda della tipologia di trasferimento richiesto.
Mentre il mondo della scuola si prepara a questa nuova tornata di mobilità, vale la pena ricordare che il Ministero ha recentemente investito risorse significative nella valorizzazione del personale scolastico, come dimostra il decreto da 267 milioni per docenti tutor e orientatori. Un segnale di attenzione che, tuttavia, non basta a placare le tensioni su un tema — quello della mobilità — che ogni anno coinvolge decine di migliaia di lavoratori e le loro famiglie.
I prossimi giorni saranno decisivi. L'ordinanza ministeriale chiarirà nel dettaglio requisiti, punteggi e procedure. Fino ad allora, la parola d'ordine è una sola: prepararsi.