Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha pubblicato gli esiti della mobilità docenti 2026/2027 il 29 maggio. Su 59.536 movimenti complessivi, 46.826 cattedre restano scoperte e attendono di essere coperte tra immissioni in ruolo e supplenze annuali.
I numeri dei trasferimenti
Dei 59.536 movimenti registrati, 44.774 sono trasferimenti volontari richiesti dai docenti. L'algoritmo del SIDI gestisce ogni anno circa 100.000 domande tra mobilità territoriale e passaggi professionali, lavorando in tre fasi sequenziali: prima i movimenti dentro lo stesso comune, poi quelli tra comuni della stessa provincia, infine la mobilità interprovinciale e i passaggi di ruolo. Nelle prime due fasi vengono utilizzati tutti i posti disponibili, mentre nella terza si lavora solo sui posti residui, dopo aver accantonato il 50% per le immissioni in ruolo.
I 46.826 posti residui si distribuiscono in modo asimmetrico tra i quattro gradi di scuola. La primaria guida la classifica con 18.799 cattedre vuote, seguita dalla secondaria di secondo grado con 16.053, dalla secondaria di primo grado con 7.734 e dall'infanzia con 4.240. Il dato fa segnare un calo di 5.634 posti rispetto al 2025/2026, quando le disponibilità residue erano 52.460: una riduzione del 10,7% in un solo anno. È il segnale che le prime due fasi dell'algoritmo hanno saturato più rapidamente l'offerta, lasciando meno cattedre alle assunzioni dal concorso e alle graduatorie.
Sostegno scoperto, una cattedra residua su quattro
L'analisi dei dati per tipologia di posto restituisce il vero buco del sistema. Dei 46.826 posti residui, 11.461 sono di sostegno: il 24,5% del totale, quasi una cattedra su quattro. La concentrazione più alta è nella primaria, che da sola lascia scoperti 8.215 posti di sostegno, pari al 71,7% di tutta la voce sostegno post-mobilità. Nell'infanzia restano 786 posti di sostegno scoperti, nella secondaria di primo grado 1.404 e nella secondaria di secondo grado 1.056: la primaria pesa quindi più della somma degli altri tre gradi messi insieme.
La Lombardia è l'epicentro: nella primaria conta 3.730 posti di sostegno vuoti, ovvero il 45,4% del sostegno scoperto a livello nazionale per quel grado. L'asse Milano-Brescia-Torino assorbe la maggior parte del fabbisogno per infanzia, primaria e secondaria di primo grado, dove anche il Piemonte mostra densità elevate di cattedre libere. Nella secondaria di secondo grado il baricentro si sposta a Nord-Est, con il Veneto in testa per densità di cattedre vuote sulle classi tecnico-professionali.
Questi numeri spiegano perché il concorso PNRR2 per infanzia e primaria è la leva principale per coprire i vuoti: la mobilità non sposta abbastanza docenti specializzati al Nord e la primaria continua ad assorbire la quota più alta di sostegno non coperto. Le supplenze annuali resteranno quindi lo strumento di prima linea per garantire copertura agli alunni con disabilità nelle scuole lombarde da settembre.
Reclamo entro il 7 giugno
Chi nota anomalie nei bollettini può presentare reclamo motivato entro dieci giorni dalla pubblicazione, dunque entro il 7 giugno 2026. La procedura è regolata dall'articolo 17 del CCNI mobilità 2025-2028 firmato il 10 marzo 2026. Il reclamo va indirizzato all'ufficio che ha emanato l'atto e deve indicare in modo puntuale il punteggio del ricorrente, la sede contestata e il nominativo del docente che si ritiene abbia avuto un'assegnazione errata.
Le anomalie più frequenti riguardano l'assegnazione di una sede a un docente con punteggio inferiore, il mancato riconoscimento di precedenze ex articolo 13 (rientro nella scuola di precedente titolarità, legge 104/92) o errori sull'ordine delle preferenze interprovinciali. In caso di errori materiali è possibile chiedere all'amministrazione una rettifica in autotutela del bollettino. Se la controversia non si risolve, resta aperta la procedura di conciliazione, attivabile entro 15 giorni dall'atto ritenuto lesivo e depositabile presso l'ufficio del contenzioso dell'USR.
Particolare attenzione va riservata ai docenti soprannumerari: chi inserisce preferenze interprovinciali in domanda rischia il reintegro nella sede di origine se la fase 3 dell'algoritmo libera un posto utile, con effetti pratici anche sul percorso di formazione iniziale e abilitazione ridisegnato dai recenti emendamenti al decreto Milleproroghe.
Il calo di 5.634 posti residui rispetto al 2025/2026 restringe lo spazio per le immissioni in ruolo, ma sul sostegno la fame resta alta: Lombardia e Piemonte avranno ancora bisogno di supplenze annuali per coprire le 11.461 cattedre rimaste vuote, e la primaria sarà ancora una volta il grado su cui scaricare lo squilibrio territoriale.
Domande frequenti
Quanti posti di sostegno sono rimasti scoperti dopo la mobilità 2026/27?
Dopo la mobilità 2026/27 sono rimasti scoperti 11.461 posti di sostegno, pari al 24,5% delle cattedre residue.
Quali sono i gradi di scuola più colpiti dalla carenza di posti residui?
La scuola primaria è la più colpita con 18.799 cattedre vuote, seguita dalla secondaria di secondo grado con 16.053, dalla secondaria di primo grado con 7.734 e dall'infanzia con 4.240 posti residui.
Perché la Lombardia è particolarmente colpita dalla carenza di docenti di sostegno?
La Lombardia, soprattutto nella primaria, registra 3.730 posti di sostegno vuoti, il 45,4% del totale nazionale per questo grado, a causa dello squilibrio territoriale e della difficoltà della mobilità di docenti specializzati verso il Nord.
Quali strumenti verranno utilizzati per coprire i posti di sostegno ancora scoperti?
I posti di sostegno scoperti verranno coperti principalmente tramite il concorso PNRR2 e tramite supplenze annuali, soprattutto nelle regioni del Nord dove la mobilità non è sufficiente a colmare i vuoti.
Come può un docente presentare reclamo in caso di anomalie nei bollettini della mobilità?
Il docente può presentare reclamo motivato entro dieci giorni dalla pubblicazione degli esiti, indicando il punteggio, la sede contestata e il nominativo del docente coinvolto, secondo quanto previsto dall'articolo 17 del CCNI mobilità 2025-2028.
Quali sono le anomalie più frequenti nella procedura di mobilità docenti?
Le anomalie più frequenti riguardano l'assegnazione di una sede a un docente con punteggio inferiore, il mancato riconoscimento di precedenze e errori nell'ordine delle preferenze interprovinciali.