Alla vigilia della maturità 2026, la Calabria fotografa due Italie opposte dentro lo stesso sistema scolastico. Nel 2025 il massimo dei voti: il 18,1% dei suoi studenti, quasi uno su cinque, il dato più alto del paese. Negli stessi mesi, le prove INVALSI hanno classificato la provincia di Crotone come ultima d'Italia per competenze in matematica al quinto anno.
Il filtro vero è prima dell'esame
I numeri ufficiali del Ministero confermano un esame quasi sempre superato: il 3,5% dei candidati non viene ammesso allo scrutinio finale, lo 0,3% viene bocciato durante le prove scritte e orali. Le differenze regionali sui non ammessi sono nette: in Sardegna il 7,1%, in Liguria il 5,0%, in Trentino-Alto Adige il 4,6%. All'opposto Molise (2,6%), Campania, Valle d'Aosta e Veneto (2,9%). La promozione dipende molto più dal consiglio di classe di giugno che dalla commissione d'esame. Per uno studente di quinta, arrivare ammesso significa avere il diploma in tasca con un margine di errore vicino allo zero. Sullo sfondo si muove anche la dispersione scolastica, che secondo i dati ISTAT su dispersione e abbandono 2025 è scesa all'8,2% fra i 18 e i 24 anni, sotto il 9% fissato dall'Agenda 2030 con cinque anni di anticipo. La Calabria, in particolare, ha visto crollare la propria dispersione dal 16,9% del 2020 al 6,5% del 2025: una rivoluzione silenziosa che porta dentro l'esame ragazzi che dieci anni fa non ci sarebbero arrivati. Sul fronte normativo, intanto, restano in vigore le nuove regole introdotte per le seconde prove.
Voti record al Sud, INVALSI in fondo
Il quadro dei voti finali del 2025 disegna una mappa rovesciata. Il 7,1% dei diplomati ha ottenuto 100 tondo e il 2,8% la lode, quasi 14 mila candidati in totale. Calabria 12,0% di 100 più 6,1% di lodi, Sicilia 10,3% e 4,7%, Puglia 9,9%, Campania 9,5%. Al Nord la fotografia si capovolge: Lombardia al 4,0%, Piemonte 5,0%, Veneto 5,1%, Valle d'Aosta ferma al 3,0% con appena lo 0,3% di lodi. La presentazione del rapporto INVALSI 2025 racconta l'opposto. La media nazionale in matematica si ferma al 50,7% di studenti che raggiungono livelli adeguati a fine quinto anno: nel Nord Ovest si arriva al 63,7%, nel Nord Est al 62,0%, al Sud si scende al 36,1%. La Calabria è la regione più in difficoltà: Crotone 31,2% (ultima d'Italia), Cosenza 40,1%, Vibo Valentia 40,1%, Catanzaro 41,8%, Reggio Calabria 44,5%. Nessuna provincia raggiunge la media nazionale. Sicilia, Sardegna e Calabria insieme restano a 17 punti dal Centro-Nord. Il paradosso è netto: dove i diplomi si chiudono col massimo, le competenze misurate da una prova standard si fermano al minimo.
Cosa cambia per gli studenti del 2026
Per chi affronta la maturità 2026, queste coppie di numeri pesano sulle scelte concrete. Le università che usano test d'ingresso o graduatorie nazionali leggono lo stesso voto in modo uniforme, ma il confronto con INVALSI suggerisce che un 100 vale in modo diverso a seconda di dove è stato preso. Anche il bonus per le borse di studio statali e i premi al merito di molte Regioni si calcolano su quel numero. Per i docenti, la pressione sale: tre quarti del voto finale nascono già prima della commissione, tra ammissione e crediti del triennio. La griglia delle prove scritte aggiornate per il 2026 sposta una parte dell'attenzione sulla seconda prova caratterizzante, ma il peso del credito scolastico resta. Per le famiglie, gli scrutini di metà giugno restano lo snodo davvero selettivo. Il trend dei massimi è poi tornato sui livelli pre-Covid: nel 2020 il 12% degli studenti chiudeva col massimo, nel 2021 si è arrivati al 17%, oggi si è attestati vicino al 10%. Tutte le novità sugli esami di maturità disegnano una soglia che cambia poco nei numeri ma molto nel significato.
Sullo sfondo resta una domanda strutturale che attraversa i due percorsi formativi su cui si gioca la scuola superiore: la sfida fra liceo classico e formazione tecnico-professionale. Maturità 2026 partirà con gli stessi criteri e la stessa platea della precedente. Per leggere onestamente il diploma, accanto al voto serve guardare anche cosa misurano gli INVALSI: un secondo termometro che racconta una storia diversa.
Domande frequenti
Perché esiste una discrepanza tra i voti alti alla maturità e i bassi risultati INVALSI al Sud?
La discrepanza nasce dal fatto che, mentre molti studenti del Sud ottengono voti massimi alla maturità, le prove INVALSI misurano competenze oggettive e mostrano livelli più bassi, soprattutto in matematica. Ciò evidenzia una differenza tra la valutazione interna e quella standardizzata a livello nazionale.
Quanto conta il consiglio di classe nell'ammissione all'esame di maturità?
Il consiglio di classe è determinante, poiché la maggior parte degli studenti che viene ammessa allo scrutinio finale supera poi l'esame con successo. L'esclusione dall'esame avviene principalmente prima della maturità, durante gli scrutini di giugno.
Come influenzano i risultati della maturità l'accesso all’università e alle borse di studio?
Il voto di maturità viene considerato in modo uniforme dalle università nei test d’ingresso e nelle graduatorie nazionali, oltre che per l’assegnazione di borse di studio e premi al merito. Tuttavia, il confronto con i risultati INVALSI suggerisce che il valore effettivo di un voto alto può variare a seconda della regione.
Cosa cambia per gli studenti che affronteranno la maturità nel 2026?
Per la maturità 2026 restano in vigore le nuove regole sulle seconde prove e la griglia aggiornata delle prove scritte, mentre il peso del credito scolastico rimane rilevante. Gli studenti dovranno quindi prestare attenzione sia ai risultati del triennio sia alle nuove modalità d’esame.
Qual è il trend della dispersione scolastica in Calabria e in Italia?
La dispersione scolastica è in calo: a livello nazionale nel 2025 è scesa all’8,2%, sotto il target del 9% fissato dall’Agenda 2030. In Calabria il calo è stato particolarmente marcato, dal 16,9% del 2020 al 6,5% del 2025.