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Maestro elementare lascia Firenze per il carovita e torna in Calabria
Scuola

Maestro elementare lascia Firenze per il carovita e torna in Calabria

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Alberto Mezzotero, 44 anni, dopo 15 anni a Firenze ottiene il trasferimento a Cosenza: lo stipendio docente non bastava più.

Alberto Mezzotero, maestro elementare di 44 anni, dopo quindici anni a Firenze ha ottenuto il trasferimento a Cosenza. La decisione, racconta al Corriere Fiorentino, non nasce da un legame indebolito con il capoluogo toscano, definito «una delle città più belle del mondo», ma dal divario crescente tra lo stipendio docente e il costo della vita nel centro Italia.

Quindici anni a Firenze, l'abitazione condivisa e l'addio

Mezzotero era arrivato in Toscana per studiare ed era poi rimasto per insegnare nella scuola primaria. Per oltre un decennio ha vissuto in un appartamento condiviso, una soluzione che gli ha permesso di contenere le spese ma che a 44 anni considera ormai poco sostenibile. Negli anni ha cercato un'abitazione in affitto o in acquisto compatibile con il proprio reddito, senza trovarla. «Un insegnante guadagna lo stesso a Firenze come a Cosenza, ma le spese sono completamente diverse», osserva il maestro. Restano forti i legami con la città: gli amici, i giardini, le colline e soprattutto gli studenti incontrati negli anni di insegnamento, molti dei quali sentiti anche a distanza di tempo. Il maestro segnala anche un cambiamento percepito nel tessuto urbano: pur riconoscendo a Firenze bellezza, servizi e opportunità culturali, ritiene che il centro storico abbia perso parte della propria identità, con una progressiva sostituzione delle attività di prossimità da parte di insegne turistiche e grandi catene commerciali.

Stipendio uniforme, costi diversi: il nodo strutturale

Il punto sollevato da Mezzotero rinvia a un nodo regolato dal contratto collettivo nazionale: la retribuzione dei docenti è fissata su base nazionale e non varia in funzione del territorio in cui si presta servizio. La conseguenza è che lo stesso stipendio acquista potere d'acquisto molto diverso a seconda della città: nelle aree metropolitane del Centro-Nord pesa soprattutto la voce affitti, mentre i piccoli centri del Sud restituiscono margini più ampi sulle spese fisse. Il fenomeno, secondo l'insegnante, sta spingendo un numero crescente di colleghi provenienti da altre regioni a chiedere il trasferimento verso i territori d'origine, dove la stessa busta paga consente una progettualità più stabile. La mobilità interregionale dei docenti, regolata annualmente dall'ordinanza ministeriale sui trasferimenti, registra da tempo flussi prevalenti verso il Sud, in particolare dalle regioni del Centro-Nord. Il caso di Mezzotero offre la dimensione individuale di un movimento che il sistema scolastico osserva nelle proprie procedure amministrative, ma che pesa anche sulla composizione degli organici delle aree urbane più costose.

Per Mezzotero il rientro in Calabria è una scommessa, non una chiusura: nell'intervista lascia aperta la porta a un ritorno in Toscana se le condizioni economiche lo permetteranno. Accanto al tema retributivo strettamente inteso, il maestro segnala la necessità di restituire prestigio sociale alla professione, condizione che ritiene altrettanto rilevante per la tenuta della scuola pubblica italiana.

Domande frequenti

Perché Alberto Mezzotero ha deciso di lasciare Firenze per tornare in Calabria?

Alberto Mezzotero ha scelto di tornare in Calabria a causa del crescente divario tra lo stipendio da insegnante e il costo della vita a Firenze, che rendeva insostenibile la permanenza in città nonostante il forte legame affettivo.

In che modo lo stipendio dei docenti influenza le scelte di residenza?

Poiché la retribuzione dei docenti è uguale su tutto il territorio nazionale, il potere d'acquisto varia notevolmente tra città come Firenze e centri più piccoli del Sud, incidendo sulle scelte di residenza e spingendo molti insegnanti a trasferirsi dove il costo della vita è più basso.

Quali difficoltà ha incontrato Mezzotero nel trovare una sistemazione abitativa a Firenze?

Mezzotero ha vissuto per oltre dieci anni in un appartamento condiviso per contenere le spese, ma ha trovato difficile trovare un'abitazione in affitto o in acquisto compatibile con il proprio reddito da insegnante.

Il fenomeno della mobilità dei docenti riguarda solo casi individuali?

No, il caso di Mezzotero riflette una tendenza più ampia: molti docenti chiedono il trasferimento verso il Sud, spinti dalle disparità nel costo della vita, come mostrano anche i flussi registrati annualmente nelle procedure ministeriali.

Cosa suggerisce Mezzotero per migliorare la situazione degli insegnanti in Italia?

Oltre a una revisione del tema retributivo, Mezzotero sottolinea l'importanza di restituire prestigio sociale alla professione docente, considerandola fondamentale per la tenuta della scuola pubblica italiana.

Pubblicato il: 2 giugno 2026 alle ore 10:17

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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