Loading...
In Sicilia solo 1 scuola su 7 ha una mensa: gap col tempo pieno
Scuola

In Sicilia solo 1 scuola su 7 ha una mensa: gap col tempo pieno

Disponibile in formato audio

In Sicilia la mensa scolastica è presente solo nel 14,4% degli edifici, contro il 36,5% nazionale. Cosa cambia con il bando PNRR da 515 milioni.

In Sicilia la mensa scolastica esiste solo nel 14,4% degli edifici, contro il 36,5% della media nazionale e il 71,9% della Valle d'Aosta. È il valore più basso d'Italia.

Il fanalino di coda d'Italia

Secondo l'elaborazione di Openpolis sui dati del Ministero, la Sicilia chiude la classifica regionale dietro a Campania (18,1%), Calabria (22,5%) e Lazio (25,3%). Tra Nord-Ovest, dove le mense sono presenti nel 50,8% degli edifici, e Isole (22,3%) il divario sfiora i trenta punti percentuali.

Il quadro peggiora nelle aree interne dell'isola. Nei comuni montani e nelle scuole di provincia, mensa e tempo pieno spariscono insieme: secondo l'indagine annuale di Cittadinanzattiva, in Sicilia il tempo pieno alla primaria si attesta intorno al 20%, contro una media nazionale superiore al 51%.

A livello nazionale le mense erogano circa 400 milioni di pasti all'anno. Una famiglia con redditi medi ha speso, nel 2025/2026, 87,89 euro al mese per l'infanzia e 89 euro per la primaria. In Sicilia il pasto costa 4,08 euro contro i 4,23 della media nazionale, e a Enna e Ragusa si scende sotto i 3,20 euro.

Il triangolo mensa, tempo pieno, abbandono

Senza mensa non c'è tempo pieno. Senza tempo pieno aumenta la dispersione. È in questo legame, più che nel costo del singolo pasto, che si gioca la partita siciliana.

I dati ISTAT Noi Italia su istruzione e abbandono scolastico parlano chiaro: nel 2024 in Sicilia il tasso di abbandono precoce dei 18-24 anni è al 15,2%, contro una media nazionale del 9,8% e l'obiettivo europeo del 9%. Sardegna e Campania seguono a ruota. Le tre regioni meridionali con la peggior copertura mense sono anche quelle con i tassi di uscita anticipata dalla scuola più alti.

La correlazione non è una coincidenza statistica. La mensa è la condizione materiale che rende possibile il tempo pieno: senza pranzo a scuola, i bambini tornano a casa a metà giornata, le ore di lezione si dimezzano, le famiglie devono organizzarsi privatamente. Nei territori con tessuto socio-economico fragile, questa riduzione di tempo scuola si traduce in disuguaglianza educativa cumulativa, come emerge dai casi di contrasto all'abbandono scolastico nei Comuni italiani sempre più frequenti.

Il dato di Cittadinanzattiva sul 34,6% di bambini siciliani tra 3 e 17 anni in sovrappeso o obesi, contro il 26% nazionale, chiude il cerchio: meno mense, meno educazione alimentare, più povertà nutrizionale. La refezione scolastica resta uno dei più estesi servizi di prevenzione sanitaria del Paese, ma in Sicilia raggiunge solo una scuola su sette.

Il bando PNRR da 515 milioni e il salto necessario

Per provare a colmare il divario, il MIM ha pubblicato a luglio 2024 un bando PNRR da 515 milioni per le mense scolastiche per la realizzazione e la messa in sicurezza delle strutture. La graduatoria, pubblicata il 17 ottobre 2024, finanzia 890 interventi, con il 63,11% delle risorse destinate al Mezzogiorno.

In termini di stanziamento, la Calabria guida con 91,3 milioni, seguita da Campania (78,2 milioni), Lazio (56,8 milioni), Lombardia (56,3 milioni) e Puglia (55,9 milioni). Il bando si inserisce in una più ampia strategia che ha già visto altri concorsi e investimenti PNRR sulla scuola, come il concorso PNRR 2 per docenti dell'infanzia e della primaria.

I numeri del MIM raccontano una scelta politica chiara: spostare quote rilevanti di risorse al Sud per accorciare il divario. Per la Sicilia, però, il salto necessario è il più ampio del Paese: oltre 20 punti percentuali da recuperare per allinearsi alla media nazionale. E mentre il Piano si avvia alla chiusura, restano in discussione anche altri nodi sulla qualità dell'offerta scolastica, dalle difficoltà degli alunni con disabilità segnalate al ministro Valditara all'attuazione concreta dei cantieri nei piccoli Comuni.

Il banco di prova ora è la capacità degli enti locali siciliani di consegnare i cantieri entro le scadenze PNRR. Se i progetti finanziati sull'isola non arriveranno in tempo, la Sicilia rischia di restare ferma al 14,4% mentre il resto del Paese continua a salire.

Domande frequenti

Perché in Sicilia la presenza delle mense scolastiche è così bassa rispetto al resto d'Italia?

In Sicilia solo il 14,4% delle scuole dispone di una mensa, il valore più basso d'Italia. Questo è dovuto a divari storici e infrastrutturali, soprattutto nelle aree interne e nei comuni montani.

Qual è il legame tra mensa scolastica, tempo pieno e abbandono scolastico?

La mensa è fondamentale per il tempo pieno: senza refezione, le scuole non possono offrire il servizio, riducendo le ore di lezione. Questa situazione contribuisce ad aumentare la dispersione scolastica, particolarmente elevata nelle regioni con meno mense.

Quanto costa mediamente un pasto scolastico in Sicilia rispetto alla media nazionale?

In Sicilia un pasto scolastico costa in media 4,08 euro, leggermente meno rispetto ai 4,23 euro della media nazionale. In alcune province, come Enna e Ragusa, il costo scende sotto i 3,20 euro.

Cosa prevede il bando PNRR per le mense scolastiche e come coinvolge la Sicilia?

Il bando PNRR 2024 stanzia 515 milioni di euro per realizzare e mettere in sicurezza mense scolastiche, con il 63,11% delle risorse destinato al Mezzogiorno. La Sicilia riceverà finanziamenti per recuperare il divario, ma dovrà completare i cantieri entro le scadenze previste.

Quali sono le conseguenze della scarsa presenza di mense scolastiche sulla salute dei bambini siciliani?

La carenza di mense limita l'educazione alimentare e favorisce la povertà nutrizionale, con il 34,6% dei bambini tra 3 e 17 anni in sovrappeso o obesi, contro il 26% nazionale. La refezione scolastica rappresenta un importante servizio di prevenzione sanitaria.

Quali sono le principali sfide che la Sicilia deve affrontare per migliorare la situazione delle mense scolastiche?

La Sicilia deve recuperare oltre 20 punti percentuali per allinearsi alla media nazionale e assicurare la realizzazione tempestiva dei progetti finanziati. Le difficoltà maggiori riguardano i piccoli comuni e la qualità dell’offerta scolastica, compresa l’inclusione degli alunni con disabilità.

Pubblicato il: 23 giugno 2026 alle ore 15:49

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

Articoli Correlati