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Il boom dei docenti di sostegno: al Nord il 38% non è specializzato

Il boom dei docenti di sostegno: al Nord il 38% non è specializzato

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Da 112mila a 235mila in 10 anni, ma al Nord il 38% non è specializzato. Il 57% degli alunni con disabilità cambia insegnante ogni anno.

Tra il 2013/2014 e il 2023/2024, i docenti di sostegno nelle scuole italiane sono più che raddoppiati: da 112.212 a 235.134, con un'incidenza sul totale degli insegnanti cresciuta dal 14,4% al 24,4%. Il Rapporto Annuale ISTAT 2026, presentato il 21 maggio, registra questa crescita come segnale di attenzione verso l'inclusione. I dati dettagliati dello stesso istituto, però, mostrano che la crescita in numeri non si è tradotta in una crescita equivalente in qualità.

Un raddoppio in dieci anni che non risolve il problema della specializzazione

Nelle scuole italiane operano oggi circa 246mila insegnanti di sostegno tra istituti statali e non statali, a fronte di quasi 359mila alunni con disabilità: un aumento del 26% in cinque anni. Il rapporto tra alunni e docenti nella scuola statale è di 1,4, al di sotto del limite legale di 2. Tuttavia, il 27% degli insegnanti di sostegno - circa 66mila persone - lavora senza una formazione specifica per il ruolo.

Il divario geografico è il dato più rilevante: le regioni del Nord registrano il 38% di insegnanti senza specializzazione, il Mezzogiorno si ferma al 13%. Le aree tradizionalmente meglio dotate di risorse hanno più insegnanti non qualificati. Questo paradosso si spiega con la dinamica del mercato del lavoro scolastico: nelle regioni settentrionali la crescita rapida delle cattedre ha superato la disponibilità di insegnanti con titolo specifico, portando a coprire i posti con personale non ancora formato. Nel Mezzogiorno, invece, la crescita è stata più graduale e ha trovato una quota maggiore di candidati già specializzati.

Il tema ha già generato un confronto normativo: il decreto sui docenti di sostegno è stato impugnato da FLC CGIL e Gilda UNAMS, proprio in risposta alle criticità nel percorso di reclutamento e abilitazione.

Continuità didattica: più di un alunno su due cambia insegnante ogni anno

La rilevazione ISTAT sull'inclusione scolastica 2023/2024 mostra una discontinuità strutturale nel rapporto tra studenti e insegnanti. Nell'anno scolastico 2023/2024, il 57% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante di sostegno rispetto all'anno precedente. L'8,4% ne ha cambiato uno nel corso dello stesso anno scolastico. Tra le tipologie più diffuse - disabilità intellettiva (40% degli alunni) e disturbi dello sviluppo psicologico (35%) - la continuità con lo stesso insegnante è spesso determinante per i progressi educativi. Il cambio frequente di riferimento adulto compromette l'efficacia dei percorsi individualizzati.

Anche i tempi di assegnazione incidono: l'11% degli insegnanti viene assegnato in ritardo rispetto all'inizio dell'anno, con punte del 16% nelle scuole dell'infanzia. Le famiglie di studenti con disabilità si trovano spesso a fronteggiare le prime settimane senza il supporto previsto, con effetti diretti sulla qualità dell'inclusione.

Sul fronte della formazione strutturata, l'Osservatorio ha approvato i corsi di specializzazione per il sostegno, un passaggio atteso da molti insegnanti in servizio senza titolo specifico.

Specializzazione in crescita, ma il ritmo è inferiore alla domanda

La quota di insegnanti con formazione specifica è cresciuta dal 63% al 73% in quattro anni. Un miglioramento reale, che sconta però un ritardo strutturale rispetto all'espansione del sistema: quelli senza specializzazione sono ancora circa 66mila, concentrati soprattutto nelle scuole dell'infanzia e primarie.

La pressione sulla domanda non si riduce. Negli ultimi cinque anni le scuole hanno accolto 75mila studenti con disabilità in più (+26%), e la tendenza non accenna a stabilizzarsi. Con il numero di alunni che cresce più rapidamente della disponibilità di insegnanti specializzati, la forbice tra bisogno e risposta qualificata rischia di allargarsi ulteriormente nelle regioni dove il gap è già più marcato.

Per chi vuole intraprendere il percorso di abilitazione, i requisiti e le novità per i corsi di sostegno per docenti indicano le modalità di accesso aggiornate.

Il Rapporto ISTAT 2026 fotografa un sistema scolastico che ha investito molto in quantità, con un gap di qualità ancora significativo. Per gli studenti con disabilità al Nord, dove 4 insegnanti su 10 non hanno la specializzazione richiesta, la differenza non si misura in statistiche: si misura nel livello di supporto ricevuto ogni giorno in classe.

Domande frequenti

Perché è aumentato così tanto il numero di docenti di sostegno nelle scuole italiane?

Negli ultimi dieci anni, l'aumento degli alunni con disabilità e una maggiore attenzione all'inclusione hanno portato a un raddoppio dei docenti di sostegno. Tuttavia, questa crescita numerica non è stata accompagnata da un incremento equivalente nella qualità della formazione degli insegnanti.

Qual è il principale problema relativo alla specializzazione dei docenti di sostegno?

Il 27% dei docenti di sostegno, circa 66mila persone, non possiede una formazione specifica per il ruolo. Questo problema è particolarmente accentuato nelle regioni del Nord, dove il 38% degli insegnanti non è specializzato.

Come incide il frequente cambio di insegnante di sostegno sugli alunni con disabilità?

Il cambio frequente di insegnante, che riguarda oltre il 57% degli alunni ogni anno, compromette la continuità didattica e l'efficacia dei percorsi individualizzati, fondamentali soprattutto per chi presenta disabilità intellettive o disturbi dello sviluppo psicologico.

Perché c'è una maggiore presenza di insegnanti non specializzati al Nord rispetto al Sud?

Al Nord la crescita rapida delle cattedre di sostegno ha superato la disponibilità di docenti specializzati, costringendo le scuole a coprire i posti con personale non ancora formato. Al Sud, invece, la crescita più graduale ha permesso di impiegare una quota maggiore di insegnanti già specializzati.

Quali sono i tempi e le criticità nell'assegnazione degli insegnanti di sostegno?

L'11% degli insegnanti di sostegno viene assegnato in ritardo rispetto all'inizio dell'anno scolastico, con percentuali più alte nelle scuole dell'infanzia. Questo ritardo priva temporaneamente gli alunni del supporto necessario, incidendo negativamente sulla qualità dell'inclusione.

Come sta evolvendo la formazione degli insegnanti di sostegno?

La percentuale di insegnanti specializzati è cresciuta dal 63% al 73% in quattro anni, grazie anche all'approvazione di nuovi corsi di specializzazione. Tuttavia, la crescita dei docenti formati non riesce a tenere il passo con l'aumento degli alunni con disabilità, soprattutto nelle scuole dell'infanzia e primarie.

Pubblicato il: 22 maggio 2026 alle ore 07:15

Redazione EduNews24

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