Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha inviato alle scuole una nota che comunica gli esiti dell'intesa firmata il 24 giugno 2026 con i sindacati sulle sedute a distanza degli organi collegiali con potere deliberativo. Il documento attua l'articolo 44, comma 6, del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021, rimasto senza criteri operativi per due anni e cinque mesi dopo la firma del contratto siglato all'ARAN il 18 gennaio 2024. Fino a oggi collegi e consigli con potere deliberativo erano vincolati alla presenza fisica.
Le sedute coperte dall'intesa
L'accordo riguarda le attività dell'articolo 44, comma 3, lettere a) e b) del contratto: il collegio dei docenti, comprese programmazione e verifica di inizio e fine anno, i consigli di classe, di interclasse e di intersezione. Rientrano anche i Gruppi di lavoro operativo (GLO) per l'inclusione, cioè le riunioni che deliberano il PEI degli alunni con disabilità. Restano fuori le sedute con voto elettivo, come il Consiglio d'Istituto quando rinnova le rappresentanze, e ogni altra riunione non citata dalle due lettere richiamate.
Per chi partecipa da remoto la modalità contrattuale indicata è il lavoro agile, senza autorizzazione caso per caso. L'accordo obbliga però a garantire la piena partecipazione di tutti i componenti dell'organo: una connessione instabile o l'assenza di strumenti adeguati possono viziare la delibera, con effetti sul valore giuridico delle scelte assunte.
Cosa deve modificare la scuola
La possibilità non scatta automaticamente. Ogni istituto deve integrare il regolamento d'istituto con una disciplina puntuale delle sedute a distanza: senza quella delibera del Consiglio d'Istituto, ogni votazione online è priva di valore legale. La nota richiede ai dirigenti scolastici di informare per iscritto i docenti sulle nuove modalità e di verificare la conformità della piattaforma prima dell'utilizzo, acquisendo dal fornitore la dichiarazione tecnica sul rispetto dei requisiti.
L'allegato tecnico fissa quattro requisiti vincolanti per il voto certificato: carattere personale e univoco del voto, trasparenza e verificabilità delle procedure, sicurezza e integrità dei dati, conformità alle norme sulla protezione dei dati personali. Il costo della piattaforma resta a carico delle scuole: l'accordo non finanzia acquisti, non istituisce un applicativo ministeriale unico e non fissa un capitolato di gara. Ogni istituto valuta e finanzia la propria soluzione con le risorse ordinarie di bilancio, con il rischio di partenze diseguali tra scuole con infrastruttura digitale matura e istituti ancora legati al voto cartaceo.
L'anno scolastico 2026/2027 parte a settembre e i primi scrutini intermedi arrivano tra novembre e dicembre. Per calendarizzare collegi, GLO o scrutini con voto a distanza già dai prossimi mesi, ogni istituto ha poche settimane per portare la modifica in Consiglio d'Istituto, adottare la piattaforma e certificare lo strumento di voto scelto. Chi arriva a settembre senza regolamento aggiornato dovrà rinviare le sedute online al secondo quadrimestre.
Domande frequenti
Quali organi collegiali possono svolgere sedute a distanza secondo la nota MIM?
La nota permette le sedute a distanza per collegio dei docenti (comprese programmazione e verifica di inizio e fine anno), consigli di classe, di interclasse, di intersezione e Gruppi di lavoro operativo (GLO) per l'inclusione. Restano escluse le sedute con voto elettivo come il rinnovo delle rappresentanze nel Consiglio d'Istituto e tutte le riunioni non citate specificamente.
Quali sono i requisiti tecnici che la piattaforma per le sedute a distanza deve rispettare?
La piattaforma deve garantire il carattere personale e univoco del voto, la trasparenza e verificabilità delle procedure, la sicurezza e integrità dei dati e la conformità alle norme sulla protezione dei dati personali. Inoltre, la conformità deve essere certificata dal fornitore tramite una dichiarazione tecnica.
Cosa deve fare una scuola per rendere valide le sedute a distanza?
Ogni istituto deve integrare il regolamento d'istituto con una disciplina precisa delle sedute a distanza. Senza questa modifica approvata dal Consiglio d'Istituto, le votazioni online non hanno valore legale.
Chi sostiene i costi della piattaforma per il voto a distanza?
Il costo della piattaforma resta a carico delle scuole, che devono valutare, scegliere e finanziare la soluzione con le proprie risorse di bilancio. Non sono previsti finanziamenti ministeriali né un applicativo unico.
Cosa rischia una scuola che non aggiorna il regolamento in tempo per l'inizio dell'anno scolastico?
Le scuole che non aggiornano il regolamento entro settembre dovranno rinviare le sedute online al secondo quadrimestre, non potendo svolgere collegi, GLO o scrutini a distanza nei primi mesi dell'anno scolastico.