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Freinet compie 130 anni: la cooperazione tra docenti resta un'eccezione
Scuola

Freinet compie 130 anni: la cooperazione tra docenti resta un'eccezione

A 130 anni dalla nascita, MCE e Avanguardie INDIRE portano avanti la lezione di Freinet. Ma TALIS 2024 mostra la cooperazione tra docenti in calo.

A 130 anni dalla nascita e 60 dalla morte di Célestin Freinet, la scuola italiana celebra il pedagogista francese con incontri, film e laboratori tra Verona e Drizzona. La sua eredità pratica, cooperazione tra classi, testo libero, corrispondenza scolastica, resta però ancora una scelta di minoranza.

Il programma tra Verona e Drizzona

Le iniziative organizzate per il doppio anniversario ruotano attorno a due poli. A Verona il primo appuntamento è il 4 settembre in Gran Guardia, seguito da una rassegna di quattro film al Centro audiovisivi della Biblioteca Civica: L'École buissonnière (1949) di Jean-Paul Le Chanois, Il maestro che promise il mare (2023) di Patricia Font sul maestro catalano Antoni Benaiges ucciso dai franchisti, il documentario El retratista di Alberto Bougleux e Révolution école di Johanna Grudzinska.

A Drizzona, alla Casa delle Arti e del Gioco Mario Lodi, il 26 settembre è in programma una giornata di studio con Enrico Bottero e Yuri Meda, storico della scuola all'Università di Macerata, dedicata al rapporto tra Freinet, Mario Lodi e il Movimento di Cooperazione Educativa. Bottero presenta anche il volume Célestin Freinet. Storia e attualità di una pedagogia, prima ricostruzione storica dell'esperienza freinetiana in italiano.

Settant'anni di pratiche, una minoranza nelle aule

Il Movimento di Cooperazione Educativa nasce a Fano il 4 novembre 1951, in casa della maestra Anna Marcucci Fantini, come Cooperativa della Tipografia a Scuola per diffondere le tecniche di Freinet: testo libero, stampa in classe, corrispondenza tra scuole. Oltre settant'anni dopo l'associazione mantiene gruppi territoriali in tutte le regioni, ma la diffusione capillare nel sistema scolastico è rimasta limitata.

Un movimento più recente prova a portare pratiche affini nelle aule ordinarie. Avanguardie Educative, movimento INDIRE, nato a Genova nel novembre 2014 con 22 scuole fondatrici, ha raggiunto le 1.000 scuole aderenti nel 2019 con l'ingresso dell'Istituto San Giovanni Bosco di Taranto: 262 al Nord, 234 al Centro, 504 al Sud e nelle Isole. Le scuole capofila sono 27, una per regione. Anche mille istituti restano una minoranza: le scuole statali italiane sono oltre 8.000, quindi la rete copre circa il 12-15% del sistema.

I dati OCSE TALIS 2024 confermano che la cooperazione tra docenti, cuore della pedagogia freinetiana, non è la norma nella secondaria di primo grado italiana. Gli insegnanti che dichiarano di potersi appoggiare ai colleghi sono l'83%, sotto la media OCSE dell'86%. Il 62% pratica il team teaching nella stessa classe, il 42% scambia materiali con i colleghi. Il dato che colpisce di più è il feedback tra pari basato sull'osservazione in classe: è diminuito di 7 punti percentuali tra il 2018 e il 2024.

Cosa cambia in classe

Nell'intervista Bottero è netto: la scuola tradizionale, o forme scolaire, resta il modello dominante, con lezione trasmissiva, valutazione estrinseca e classi omogenee per età. La pedagogia differenziata di Freinet propone invece attività collettive, individuali e di gruppo nella stessa classe, con un piano di lavoro personalizzato.

Le tecniche restano riconoscibili: giornalino di classe, testo libero, corrispondenza tra scuole, tipografia scolastica ora sostituita da strumenti digitali. Sul piano organizzativo richiedono spazi flessibili, tempo di programmazione condiviso tra docenti e una valutazione formativa accanto a quella sommativa. Sono anche gli ostacoli che i docenti italiani segnalano in TALIS 2024: il 63% cita la mancanza di incentivi alla formazione, il 61% la mancanza di tempo per altri impegni. Non a caso, dove queste pratiche entrano in aula, come nella pedagogia della relazione sperimentata a Taranto contro la dispersione, il punto di partenza è l'ascolto, non la trasmissione frontale.

Il divario tra riforme e pratica quotidiana è una costante: anche l'educazione civica al secondo anno di applicazione mostra quanto sia difficile trasformare un principio in metodo di lavoro.

Le giornate tra Verona e Drizzona si chiuderanno il 6 ottobre. La sfida che raccolgono è estendere queste pratiche oltre la cerchia degli aderenti al MCE e ad Avanguardie Educative.

Domande frequenti

Quali sono le principali iniziative organizzate per celebrare l'anniversario di Freinet in Italia?

Le celebrazioni si svolgono tra Verona e Drizzona con incontri, proiezioni cinematografiche e una giornata di studio dedicata al rapporto tra Freinet, Mario Lodi e il Movimento di Cooperazione Educativa.

Qual è l'eredità della pedagogia di Freinet nella scuola italiana di oggi?

Le tecniche freinetiane, come il testo libero, la corrispondenza tra scuole e il giornalino di classe, sono praticate da una minoranza; la cooperazione tra docenti e la didattica personalizzata restano eccezioni rispetto al modello tradizionale.

Cosa ostacola la diffusione delle pratiche cooperative nelle scuole italiane?

Gli ostacoli principali sono la mancanza di incentivi alla formazione, la carenza di tempo per la programmazione condivisa tra docenti e la difficoltà nel superare la tradizionale lezione frontale.

Che ruolo ha oggi il Movimento di Cooperazione Educativa (MCE)?

Il MCE, nato nel 1951, mantiene gruppi attivi in tutte le regioni italiane, ma la sua influenza rimane limitata rispetto al totale delle scuole statali.

Quali dati emergono dall'indagine OCSE TALIS 2024 sulla cooperazione tra docenti in Italia?

L'83% degli insegnanti dichiara di potersi appoggiare ai colleghi, ma solo il 62% pratica il team teaching e il feedback tra pari è diminuito negli ultimi anni; la cooperazione resta quindi sotto la media OCSE e non ancora diffusa.

Quali cambiamenti avvengono nelle classi che adottano il metodo Freinet?

Le classi adottano attività collettive, individuali e di gruppo, con piani di lavoro personalizzati e una valutazione formativa accanto a quella sommativa, privilegiando l'ascolto e la flessibilità organizzativa.

Pubblicato il: 27 agosto 2026 alle ore 07:52

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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