Il decreto ministeriale del 30 marzo 2026 sblocca il Fondo per il sostegno psicologico agli studenti previsto dalla legge di Bilancio 2025: 10 milioni per l'anno in corso, 18,5 milioni ogni anno a partire dal 2026. Il testo, firmato dal MIM di concerto con l'Economia, apre la nuova stagione dello psicologo scolastico e arriva a ridosso della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio del 10 settembre.
Il decreto e i numeri del Fondo
La copertura arriva dai commi 345-347 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2024 n. 207. La norma istituisce, in via sperimentale, presidi territoriali di esperti psicologi a supporto delle scuole, coerenti con il protocollo d'intesa siglato il 19 marzo 2024 tra il MIM e il Consiglio nazionale dell'ordine degli psicologi. Il servizio si aggancia all'articolo 4-bis della legge 71/2017 sul cyberbullismo, riformato dalla legge 70/2024. Decreto attuativo del 30 marzo 2026 sul Fondo per il sostegno psicologico.0000056.30-03-2026.pdf), adottato dopo l'intesa in Conferenza unificata, individua le modalità di erogazione in raccordo con la rete dei servizi socio-sanitari territoriali e stabilisce i criteri di utilizzo del Fondo. Le risorse sono vincolate: coprono assistenza psicologica, psicoterapeutica e counseling nelle scuole di ogni ordine e grado, sostegno all'orientamento, contrasto della povertà educativa e dell'abbandono, avvio di percorsi di educazione all'affettività. Nessun onere può ricadere sul Servizio sanitario nazionale, che resta separato per organizzazione e responsabilità.
Perché serve: i numeri ISTAT e ISS
I dati che il decreto prova a intercettare arrivano dall'ISTAT e dall'Istituto superiore di sanità. Nel 2023 in Italia si sono contati 3.830 decessi per suicidio tra le persone di quindici anni e oltre, con un tasso standardizzato di 6,9 casi ogni 100mila abitanti e una forte prevalenza maschile (75% dei casi). La quota giovanile, in termini assoluti, resta minoritaria rispetto alle età più avanzate. Il peso relativo però cambia: studio ISS sul suicidio in Italia mostra come il gesto colpisca in modo particolare i più giovani e come, nel post-pandemia, il rischio suicidario sia cresciuto proprio sotto i 25 anni. I segnali dal fronte dell'ascolto confermano la tensione: Telefono Amico Italia ha registrato oltre 7.000 contatti nel 2023 per pensieri suicidi, il 24% in più rispetto al 2022. Il quadro europeo aiuta a capire la scala: l'OMS Europa segnala che circa una persona su sette fino ai 19 anni convive con una condizione di salute mentale e che il suicidio resta la prima causa di morte tra i 15 e i 29 anni nella Regione europea. Il decreto interviene qui: sposta il baricentro dagli sportelli finanziati anno per anno ai presidi territoriali stabili, con budget vincolato in bilancio.
Cosa cambia per le scuole
Sul piano operativo, per il singolo istituto nell'immediato cambia poco: la selezione degli psicologi resta dentro l'autonomia scolastica e il modello continua a passare per convenzioni con professionisti iscritti all'ordine. La novità è la stabilità della spesa, che non dipende più da bandi occasionali e permette di programmare oltre il singolo anno scolastico. Il decreto lega inoltre l'attività dello sportello a percorsi di orientamento, contrasto della povertà educativa, prevenzione del disagio e sviluppo di competenze trasversali per la vita, allargando il perimetro rispetto al puro colloquio individuale. Il quadro attorno è già teso: al rientro di settembre il 44% dei docenti ha segnalato un calo di apprendimento tra gli studenti, un termometro che pesa anche sul benessere individuale. E la fotografia demografica non aiuta: le superiori del Trentino perdono 845 studenti in un anno, segno di trasformazioni che si sommano alla pressione ordinaria della scuola.
La partita reale si gioca sui presidi territoriali: quanti verranno attivati, con quale copertura per regione, quanti studenti riusciranno davvero a intercettare. Il decreto rinvia la geometria a intese e provvedimenti attuativi. Il calendario è fissato: risorse spendibili già nel 2026, monitoraggio in Conferenza unificata.
Domande frequenti
Cos'è il Fondo per il sostegno psicologico agli studenti e come funziona?
Il Fondo, istituito dalla legge di Bilancio 2025 e regolato dal decreto ministeriale del 30 marzo 2026, finanzia servizi di supporto psicologico, psicoterapeutico e counseling nelle scuole. A partire dal 2026, prevede uno stanziamento annuale stabile di 18,5 milioni di euro.
Quali servizi verranno garantiti grazie al Fondo psicologo a scuola?
Le risorse del Fondo coprono assistenza psicologica, psicoterapeutica, counseling, sostegno all'orientamento, contrasto della povertà educativa e dell'abbandono scolastico, oltre ad avviare percorsi di educazione all'affettività.
Come sarà organizzato il servizio di psicologo scolastico secondo il nuovo decreto?
Il decreto prevede la creazione di presidi territoriali di psicologi a supporto delle scuole, collegati alla rete dei servizi socio-sanitari, con selezione affidata all'autonomia degli istituti e convenzioni con professionisti iscritti all'ordine.
Perché è stato potenziato il Fondo per il sostegno psicologico nelle scuole?
L'aumento del Fondo risponde all'allarme evidenziato dai dati ISTAT e ISS sull'aumento dei rischi di disagio e suicidio tra i giovani, soprattutto dopo la pandemia, e alla necessità di fornire un supporto psicologico strutturato e continuativo.
Cosa cambia concretamente per le scuole con il nuovo Fondo?
La principale novità è la stabilità dei finanziamenti, che non dipendono più da bandi annuali e permettono una programmazione a lungo termine, ampliando anche il raggio d'azione dello psicologo scolastico a più ambiti.
Come verranno monitorati e distribuiti i presidi territoriali di psicologi?
Il decreto rimanda la definizione dettagliata della distribuzione e copertura dei presidi territoriali ad accordi successivi e a un monitoraggio continuo in Conferenza unificata, con risorse disponibili già dal 2026.