Loading...
Educazione affettiva a scuola, il referendum va in Cassazione. Raggiunte le 500mila firme dal comitato promotore
Scuola

Educazione affettiva a scuola, il referendum va in Cassazione. Raggiunte le 500mila firme dal comitato promotore

Il comitato 'Sì educazione affettiva nelle scuole' ha superato le 500mila firme per abrogare la legge Valditara. Deposito in Cassazione a fine mese.

Il comitato promotore del referendum 'Sì educazione affettiva nelle scuole' ha annunciato il 10 settembre 2026 di aver superato le 500mila firme, tra sottoscrizioni online e moduli cartacei. È la soglia fissata dall'articolo 75 della Costituzione per richiedere un referendum abrogativo. La raccolta è partita ai primi di agosto ed è stata portata a termine in poco più di un mese, con il sostegno di associazioni, sindacati, studenti, insegnanti e volontari in tutta Italia. Il deposito alla Corte di Cassazione è previsto per fine mese. I promotori Fabrizio Marrazzo e Marina Zela hanno invitato a continuare la raccolta per aumentare il peso politico della richiesta.

Cosa chiede di abrogare la campagna

Il quesito referendario punta a cancellare le disposizioni introdotte dalla legge del 4 giugno 2026 sul consenso informato dei genitori per le attività di educazione sessuo-affettiva nelle scuole. La norma, voluta dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, è stata approvata in via definitiva al Senato con 78 voti a favore e 38 contrari. Vieta iniziative specifiche affidate a soggetti esterni nella scuola dell'infanzia e nella primaria. Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado impone il consenso scritto delle famiglie per la partecipazione a progetti su sessualità e affettività, con attività alternative per chi non aderisce e la possibilità di consultare in anticipo i materiali didattici.

Restano fuori dall'obbligo del consenso l'educazione al rispetto e all'empatia, che entra a tutti i livelli scolastici, l'educazione sessuale in senso biologico all'interno dei programmi di scienze e i moduli di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili a partire dalla secondaria di primo grado. Secondo i promotori la nuova disciplina limita l'accesso a percorsi educativi strutturati e delega alle famiglie una scelta che dovrebbe essere garantita in modo uniforme sul territorio.

Le prossime tappe e il quadro politico

Dopo il deposito in Cassazione, i moduli con le firme saranno sottoposti al controllo dell'Ufficio centrale per il referendum, che verifica la validità delle sottoscrizioni. In caso di esito positivo la Corte Costituzionale si pronuncerà sull'ammissibilità del quesito nei mesi successivi. Solo dopo il via libera della Consulta il presidente della Repubblica potrà indire la consultazione popolare, che per legge si tiene in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno.

Il comitato riferisce di essere stato contattato dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico, dai quali attende un'adesione pubblica insieme a quella delle altre forze politiche. Marrazzo e Zela chiedono che l'educazione sessuo-affettiva diventi 'centrale nei programmi' delle prossime elezioni. La raccolta firme proseguirà anche oltre il deposito iniziale, per rafforzare il peso politico della proposta.

La legge da abrogare è in vigore da giugno e le scuole stanno predisponendo i moduli di consenso per l'anno scolastico in corso. Se il quesito supererà il vaglio della Cassazione e della Consulta, il voto potrà arrivare nella primavera 2027.

Domande frequenti

Qual è l'obiettivo del referendum sull'educazione affettiva a scuola?

Il referendum mira ad abrogare le disposizioni della legge del 4 giugno 2026 che impongono il consenso informato dei genitori per le attività di educazione sessuo-affettiva nelle scuole. In particolare, si vuole eliminare l'obbligo di consenso scritto e le restrizioni sulle iniziative affidate a soggetti esterni.

Cosa prevede la legge attualmente in vigore sull'educazione affettiva nelle scuole?

La legge impone il consenso scritto delle famiglie per la partecipazione a progetti di educazione sessuo-affettiva nelle scuole secondarie, vieta iniziative di soggetti esterni nella scuola dell'infanzia e primaria, e prevede attività alternative per chi non aderisce. L'educazione al rispetto, all'empatia e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili restano escluse dall'obbligo di consenso.

Quali sono le prossime tappe dopo il deposito delle firme in Cassazione?

Dopo il deposito, l'Ufficio centrale per il referendum verificherà la validità delle firme raccolte. Se il controllo sarà positivo, la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sull'ammissibilità del quesito e, in caso di esito favorevole, il presidente della Repubblica potrà indire il referendum.

Chi sostiene la campagna referendaria e quali forze politiche sono coinvolte?

La campagna è sostenuta da associazioni, sindacati, studenti, insegnanti e volontari in tutta Italia. Il comitato promotore è in attesa di un'adesione pubblica da parte del Movimento 5 Stelle, del Partito Democratico e di altre forze politiche.

Quando potrebbe svolgersi il referendum sull'educazione affettiva a scuola?

Se il quesito supererà i controlli della Cassazione e della Corte Costituzionale, il referendum potrà essere indetto dal presidente della Repubblica e si terrà in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno 2027, secondo quanto previsto dalla legge.

Pubblicato il: 10 settembre 2026 alle ore 14:08

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

Articoli Correlati