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Fondi Scuola 4.0, prima denuncia della Guardia di Finanza in Irpinia
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Fondi Scuola 4.0, prima denuncia della Guardia di Finanza in Irpinia

Quattro denunce per 112mila euro di fondi Scuola 4.0 nel Vallo di Lauro. Alla Campania erano andati 202 milioni: cosa rischiano ora gli istituti.

Quattro dipendenti di due istituti comprensivi del Vallo di Lauro, in provincia di Avellino, sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza per irregolarità nella gestione di 112.568 euro di fondi PNRR del programma Scuola 4.0. L'ispezione della Tenenza di Baiano ha accertato reati amministrativi, penali ed erariali, con contestazioni che vanno dall'omessa tracciabilità dei beni all'assenza totale della formazione del personale. In alcune classi risultavano anche dispositivi multimediali oggetto di furto.

I fatti del Vallo di Lauro

Le due scuole coinvolte sono gli istituti comprensivi di Lauro e Pago Vallo Lauro, controllati dalle Fiamme Gialle sotto il coordinamento del Comando Provinciale di Avellino. I 112.568 euro erano stati erogati nel 2022 per la modernizzazione digitale degli ambienti didattici prevista dal Piano Scuola 4.0. I finanzieri contestano ai quattro dipendenti di aver ottenuto e mantenuto i finanziamenti senza rispettare i requisiti previsti dalla normativa. Nei registri sono emerse gravi lacune sulla collocazione fisica dei beni acquistati, sulla loro tracciabilità e sui percorsi formativi che avrebbero dovuto accompagnare l'introduzione delle attrezzature digitali. La segnalazione è ora nelle mani della Procura di Avellino e della sezione regionale della Corte dei Conti per il calcolo del danno erariale.

202 milioni alla Campania, denuncia a 17 giorni dalla rendicontazione

L'importo contestato è una frazione minima delle risorse Scuola 4.0 destinate al territorio: alla Campania sono andati circa 202 milioni di euro sui 2,1 miliardi complessivi del programma nazionale, con 153,7 milioni per le Next generation classrooms e 48,3 milioni per i Next generation labs secondo il Piano nazionale per la digitalizzazione degli ambienti didattici (MIM). Il decreto ha assegnato le risorse in base al numero di classi con una riserva del 40% a favore delle regioni del Mezzogiorno, che ha portato la Campania a essere una delle regioni più finanziate del piano. Il programma prevede anche una quota aggiuntiva di 800 milioni per la formazione digitale del personale, voce che nel Vallo di Lauro sarebbe stata rendicontata ma non effettivamente erogata secondo la GdF.

La denuncia arriva 17 giorni dopo la scadenza inderogabile del 30 giugno 2026 per la rendicontazione finale dei progetti, dopo la quale i fondi non giustificati vengono revocati. Il caso del Vallo di Lauro è il primo procedimento penale reso pubblico dopo quella data e apre uno squarcio su cosa può emergere dai controlli incrociati sulle rendicontazioni già trasmesse dagli istituti campani.

Cosa devono verificare adesso gli altri istituti

Le tre irregolarità contestate al Vallo di Lauro sono tra i controlli standard previsti nelle verifiche PNRR: inventario dei beni digitali con collocazione dell'aula, prova documentale della formazione erogata al personale sull'uso delle attrezzature, denuncia tempestiva in caso di furto. La Relazione della Corte dei Conti sullo stato di attuazione del PNRR ha inserito la scuola tra le 69 misure sotto osservazione per il triennio 2026-2028, con focus specifico su prevenzione di frodi, coerenza tra spesa e risultati e trasparenza delle rendicontazioni. Per dirigenti e DSGA il rischio penale ed erariale scatta non solo per irregolarità dolose, ma anche per mancata custodia dei beni acquistati o certificazioni parziali sui corsi di formazione tenuti al personale.

La stagione dei controlli si apre mentre la digitalizzazione della scuola procede su più fronti: dalle supplenze brevi gestite tutte in digitale da febbraio 2027 ai casi che coinvolgono l'uso dell'intelligenza artificiale in classe, come il compito con AI di due studenti di Cesena e la riforma della condotta. Ogni nuovo tassello aumenta il volume di beni, licenze e ore di formazione da rendicontare, e con esso la superficie di rischio per gli istituti.

Nei prossimi mesi la Guardia di Finanza estenderà i controlli su altre province, con priorità agli istituti che hanno concentrato acquisti a ridosso della scadenza. Chi ha rendicontato senza inventari aggiornati o percorsi di formazione documentati farebbe bene a integrare la propria posizione prima che arrivino le ispezioni.

Domande frequenti

Quali sono le principali irregolarità riscontrate dalla Guardia di Finanza nei due istituti del Vallo di Lauro?

Le irregolarità comprendono l'omessa tracciabilità dei beni, l'assenza totale della formazione del personale e la mancata custodia dei dispositivi multimediali, alcuni dei quali sono risultati oggetto di furto.

A quanto ammontano i fondi contestati e qual era la loro destinazione?

I fondi contestati ammontano a 112.568 euro e sono stati erogati nel 2022 nell'ambito del programma Scuola 4.0 per la modernizzazione digitale degli ambienti didattici.

Cosa devono verificare ora gli altri istituti per evitare contestazioni simili?

Gli istituti devono assicurarsi di avere un inventario aggiornato dei beni, documentare la formazione erogata al personale e denunciare tempestivamente eventuali furti, oltre a garantire la trasparenza e la coerenza nelle rendicontazioni.

Quali rischi corrono dirigenti e DSGA in caso di irregolarità nella gestione dei fondi PNRR?

Dirigenti e DSGA rischiano responsabilità penali ed erariali non solo per irregolarità dolose, ma anche per omessa custodia dei beni o per certificazioni incomplete sui corsi di formazione del personale.

Come si inserisce il caso del Vallo di Lauro nel contesto generale del programma Scuola 4.0 in Campania?

Il caso del Vallo di Lauro rappresenta il primo procedimento penale pubblico dopo la scadenza della rendicontazione e mostra come i controlli incrociati possano far emergere criticità anche in una regione tra le più finanziate dal piano, con oltre 202 milioni di euro destinati alla Campania.

Cosa succede ai fondi non rendicontati entro la scadenza del 30 giugno 2026?

I fondi non giustificati e rendicontati entro la scadenza del 30 giugno 2026 vengono revocati, con conseguente rischio di sanzioni e procedimenti per gli istituti coinvolti.

Pubblicato il: 19 luglio 2026 alle ore 10:23

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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