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Esame di Maturità 2026, la rete degli studenti medi presenta un documento critico
Scuola

Esame di Maturità 2026, la rete degli studenti medi presenta un documento critico

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Durante gli orali della maturità 2026 la Rete degli Studenti Medi consegna alle commissioni un documento con quattro criticità sull'esame di Stato.

Durante i colloqui orali dell'esame di Stato 2026, in corso in tutta Italia, la Rete degli Studenti Medi sta consegnando alle commissioni un documento scritto a più mani da maturandi di tutta Italia. Il testo contiene una riflessione critica sull'attuale sistema di valutazione e indica quattro nodi che, secondo l'associazione, andrebbero rivisti per ripensare il modello di scuola e il futuro dell'esame finale del secondo ciclo.

Le quattro criticità segnalate dagli studenti

Il documento individua quattro nodi dell'esame di Stato così come è oggi. Il primo è il peso dei percorsi di Formazione Scuola Lavoro come requisito di ammissione al colloquio. Il secondo riguarda la prova orale, vissuta dagli studenti come una «maxi interrogazione» che premia la memorizzazione invece della capacità di collegare e rielaborare i contenuti del quinquennio. La Rete contesta da tempo l'impostazione del requisito sui percorsi formativi nati come alternanza scuola lavoro e oggi parte stabile dell'esame anche dopo l'ultima riforma dell'esame di Stato.

Gli ultimi due nodi toccano gli strumenti introdotti negli ultimi anni nell'esame riformato. Da un lato il Curriculum dello Studente, il fascicolo digitale che raccoglie il percorso curricolare ed extracurricolare e che entra nella valutazione finale delle commissioni. Dall'altro il Capolavoro, l'elaborato che ogni maturando sceglie e presenta come prodotto significativo del proprio percorso. A questi punti gli studenti aggiungono le forti pressioni psicologiche che, secondo l'associazione, accompagnano l'intero percorso d'esame e in particolare la fase del colloquio orale, vissuta come momento di massimo carico emotivo.

La voce della coordinatrice nazionale

Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi, spiega la scelta del momento della consegna: «Abbiamo scelto di portare questa riflessione durante il colloquio orale perché crediamo che la scuola debba essere anche uno spazio di partecipazione e confronto. La Maturità è il momento conclusivo di un percorso importante, ma rappresenta anche un'occasione per interrogarsi sul modello di scuola che vogliamo costruire».

Per Verdecchia il sistema attuale resta «troppo legato alla performance e al voto», mentre dovrebbe valorizzare il percorso di crescita, il pensiero critico e le competenze sviluppate dagli studenti nei cinque anni di scuola superiore. La richiesta finale del documento è una scuola «più equa, inclusiva e capace di mettere al centro il benessere e la formazione» degli allievi, con un dibattito pubblico sulla valutazione scolastica che non si esaurisca con la fine della sessione d'esame in corso.

Il documento, consegnato commissione per commissione nelle scuole coinvolte, sarà rilanciato dall'associazione studentesca nelle prossime iniziative pubbliche dedicate al modello di esame e di valutazione. La discussione sul ruolo del colloquio orale, sul peso dei percorsi di Formazione Scuola Lavoro e sugli strumenti più recenti dell'esame torna così a coinvolgere direttamente la voce dei maturandi mentre la sessione 2026 prosegue nelle scuole italiane.

Domande frequenti

Quali sono le principali criticità sollevate dalla Rete degli Studenti Medi sull'esame di Maturità 2026?

Le criticità riguardano il peso dei percorsi di Formazione Scuola Lavoro come requisito di ammissione, la natura della prova orale, il ruolo del Curriculum dello Studente e l'importanza attribuita al Capolavoro. Gli studenti segnalano inoltre le pressioni psicologiche legate all'esame.

Perché la prova orale dell'esame di Stato è considerata problematica dagli studenti?

Secondo la Rete degli Studenti Medi, la prova orale è vissuta come una 'maxi interrogazione' che premia la memorizzazione piuttosto che la capacità di collegare e rielaborare i contenuti appresi durante il quinquennio.

Cosa contestano gli studenti sui percorsi di Formazione Scuola Lavoro?

Gli studenti criticano il fatto che i percorsi di Formazione Scuola Lavoro siano diventati un requisito stabile per l'ammissione all'esame, ritenendo che la loro impostazione attuale non valorizzi adeguatamente le diverse esperienze degli studenti.

Qual è la posizione della Rete degli Studenti Medi sul sistema di valutazione scolastica?

La Rete ritiene che il sistema sia troppo legato alla performance e al voto, sostenendo invece una scuola più equa, inclusiva e centrata sul benessere e la formazione degli allievi.

Che ruolo ha il documento consegnato durante i colloqui orali?

Il documento funge da riflessione critica e stimolo al confronto sul modello di scuola e di esame, ed è stato scelto il colloquio orale come momento simbolico per promuovere partecipazione e discussione pubblica sul tema.

Pubblicato il: 25 giugno 2026 alle ore 15:24

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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