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Educazione civica 2026/27: 33 ore e due riforme per le classi prime
Scuola

Educazione civica 2026/27: 33 ore e due riforme per le classi prime

Dal 6 settembre 2026 le classi prime applicano linee guida 2024 e DM 221/2025. Come si dividono le 33 ore e chi propone il voto in decimi.

Dal 6 settembre 2026 le classi prime della primaria e della secondaria di primo grado hanno cambiato regole due volte in un giorno solo. Nelle 33 ore obbligatorie di educazione civica si applicano insieme le linee guida firmate dal ministro Valditara nel settembre 2024 e le nuove Indicazioni Nazionali del DM 221/2025, pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 27 gennaio 2026 ed entrate in vigore l'11 febbraio 2026.

Le due riforme che convivono in aula

Fino allo scorso anno gli istituti seguivano l'impianto della legge 92/2019 e le linee guida del 2020. Il decreto ministeriale 183 del 7 settembre 2024 ha sostituito quelle prime indicazioni con un nuovo testo che introduce traguardi di competenza e obiettivi di apprendimento distinti per infanzia, primo ciclo, licei, istituti tecnici e professionali (Linee guida ministeriali del 2024 in PDF).

Il DM 221/2025 riscrive invece le Indicazioni Nazionali per la scuola dell'infanzia e per l'intero primo ciclo, e si applica solo alle classi prime del 2026/2027: le altre annualità restano sotto le Indicazioni 2012 finché il ciclo in corso non si chiude. Chi insegna in prima primaria o in prima media si trova quindi a costruire il curricolo di questa materia su due normative appena aggiornate, senza esperienze precedenti a cui appoggiarsi e con libri di testo scelti prima dell'estate che nella maggior parte dei casi non recepiscono ancora il nuovo impianto ministeriale.

33 ore, contitolarità e un coordinatore senza compenso dedicato

Le 33 ore annue previste dalla legge 92/2019 non sono un modulo aggiuntivo, ma si ricavano dal monte-ore delle discipline già esistenti, in contitolarità fra tutti i docenti del consiglio di classe nel primo ciclo, o fra i docenti di area giuridico-economica dove sono presenti nel secondo ciclo. Per ogni classe il collegio individua un coordinatore, che raccoglie gli elementi dagli altri insegnanti e propone il voto in decimi in sede di scrutinio, o il giudizio descrittivo alla primaria.

La norma non prevede una voce di retribuzione dedicata per il coordinatore: la funzione rientra fra i compiti ordinari e viene eventualmente riconosciuta solo attraverso il fondo di istituto, la cui ripartizione per il prossimo anno scolastico dipende dalla trattativa sui compensi accessori di docenti e ATA per il 2026/2027. Nella pratica un insegnante deve tenere traccia di che cosa fanno i colleghi nelle proprie ore, sintetizzarlo per iscritto e trasformarlo in un voto motivato al termine del quadrimestre, senza spazi collegiali strutturati né ore aggiuntive riconosciute in busta paga per la funzione di raccordo.

Costituzione, sostenibilità, digitale: il modello di cittadino cambia peso

I tre nuclei concettuali del decreto 183/2024 restano quelli fissati dalla legge del 2019, ma con un accento diverso. Il primo, Costituzione, sposta il peso verso i doveri inderogabili di solidarietà richiamati dall'articolo 2 della Carta e valorizza la responsabilità individuale accanto a quella sociale. Il secondo, Sviluppo economico e sostenibilità, integra educazione finanziaria, cultura del lavoro e tutela dell'ambiente, con richiami espliciti al Made in Italy. Il terzo, Cittadinanza digitale, include contrasto al bullismo e al cyberbullismo, dipendenza dal digitale e sicurezza online, come ricorda anche il portale del MIM dedicato alla materia.

Alle 33 ore si intrecciano nella prassi anche i temi introdotti da provvedimenti recenti: la disciplina sull'educazione all'affettività dopo la legge 104 e gli aggiornamenti su permessi di 10 ore, congedo di 24 mesi e smart working per il personale scolastico, che pesano sull'organizzazione delle attività trasversali quando un docente coordinatore deve tenere il filo delle ore effettivamente svolte dai colleghi durante tutto l'anno.

Chi coordina l'educazione civica in una prima primaria o secondaria dovrebbe farsi consegnare, entro le prime settimane di lezione, la mappa scritta delle ore che ciascun collega dedicherà ai tre nuclei e i criteri di valutazione approvati dal collegio: senza quel documento condiviso la proposta di voto al primo quadrimestre resta indifendibile davanti a un ricorso della famiglia.

Domande frequenti

Quali sono le principali novità introdotte per l'educazione civica nelle classi prime dal 2026/27?

Dal 2026/27 le classi prime della primaria e della secondaria di primo grado devono seguire contemporaneamente le nuove linee guida ministeriali del 2024 e le Indicazioni Nazionali del DM 221/2025. Questo comporta cambiamenti nei traguardi di competenza, obiettivi di apprendimento e modalità organizzative, rendendo la gestione della materia più complessa per i docenti.

Le 33 ore di educazione civica sono aggiuntive rispetto all'orario scolastico?

No, le 33 ore annue di educazione civica non sono aggiuntive ma vengono ricavate dal monte-ore delle discipline già esistenti. L'insegnamento è gestito in contitolarità tra tutti i docenti del consiglio di classe o, dove previsto, dai docenti di area giuridico-economica.

Chi coordina l'insegnamento dell'educazione civica e quali sono i suoi compiti?

Il coordinatore è individuato dal collegio dei docenti per ogni classe e ha il compito di raccogliere le attività svolte dagli altri insegnanti, sintetizzare i dati e proporre il voto finale o il giudizio descrittivo. Questa funzione non prevede una retribuzione specifica, salvo eventuali riconoscimenti tramite il fondo di istituto.

Quali sono i tre nuclei tematici su cui si basa l'educazione civica secondo le nuove linee guida?

I tre nuclei concettuali sono: Costituzione, con particolare attenzione ai doveri di solidarietà e responsabilità individuale; Sviluppo economico e sostenibilità, che include educazione finanziaria, lavoro, ambiente e Made in Italy; Cittadinanza digitale, con focus su bullismo, cyberbullismo, dipendenze digitali e sicurezza online.

Cosa succede se i criteri di valutazione e la suddivisione delle ore non sono condivisi tra i docenti?

Senza un documento condiviso che specifichi la ripartizione delle ore tra i nuclei tematici e i criteri di valutazione approvati dal collegio, la proposta di voto al primo quadrimestre può essere contestata dalle famiglie. È quindi fondamentale che il coordinatore raccolga tali informazioni all'inizio dell'anno scolastico.

Le nuove Indicazioni Nazionali si applicano a tutte le classi?

No, le nuove Indicazioni Nazionali DM 221/2025 si applicano solo alle classi prime della primaria e della secondaria di primo grado nell'anno scolastico 2026/27. Le altre classi continuano a seguire le Indicazioni del 2012 fino al termine del ciclo in corso.

Pubblicato il: 19 settembre 2026 alle ore 14:57

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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