La parte economica del contratto scuola 2025-2027 è già chiusa dal 1° aprile 2026: 143 euro lordi in più al mese per i docenti, circa 87 euro netti stimati. La parte normativa, quella che regolerà condizioni di lavoro, intelligenza artificiale e tutele per il burnout, è ancora aperta. Il 24 giugno è la data del prossimo incontro plenario tra Aran e sindacati.
Il 26 maggio: il secondo incontro e il meccanismo bilaterale
Il 12 maggio si era tenuto il primo incontro tra Aran e sindacati sulla parte normativa del contratto. Il 26 maggio è arrivato il secondo. La trattativa è stata aggiornata al 24 giugno, alle ore 15. Nei giorni intermedi, le parti si incontreranno in sessioni tecniche bilaterali su singoli argomenti: lo strumento per stringere i tempi senza aspettare ogni volta una seduta plenaria.
Al tavolo siedono i sei sindacati che hanno firmato la parte economica il 1° aprile: FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS-Confsal, Gilda Unams e Anief. La trattativa avviene in un clima che rimane teso su più fronti: lo sciopero nazionale del 7 maggio aveva portato le proteste su INVALSI e indicazioni nazionali, materie che, pur non rientrando nel contratto, pesano sulla disponibilità delle parti al tavolo.
La lezione del 2019-2021: due anni di ritardo da non ripetere
Il CCNL scuola 2019-2021 avrebbe dovuto chiudersi entro il 31 dicembre 2021. La firma definitiva arrivò il 18 gennaio 2024: oltre due anni di ritardo. Nel mezzo, un accordo economico parziale nel dicembre 2022, mentre la parte normativa rimase sospesa. Le regole su mobilità, sicurezza e relazioni sindacali restarono ferme al testo precedente per tutto il triennio.
Il 2025-2027 ha cambiato registro sulla parte economica: la firma di aprile è arrivata in tempi rapidi, e i 143 euro lordi mensili per i docenti sono già in busta paga. La parte normativa è però ancora interamente da costruire. Gli incontri bilaterali tra il 26 maggio e il 24 giugno sono il tentativo di non replicare il modello precedente, dove ogni sessione plenaria ripartiva quasi da zero e i mesi di ritardo si accumulavano senza che le regole di lavoro si aggiornassero. Il rischio di una trattativa lunga rimane concreto: i temi aperti sono complessi e su alcuni le distanze tra le parti sono ancora ampie.
I nodi aperti: IA, burnout, buoni pasto e precari
FLC CGIL ha chiesto di inserire nel contratto norme sull'impatto dell'intelligenza artificiale sulle prestazioni lavorative: non solo strumenti didattici, ma valutazione, gestione dei dati degli studenti e responsabilità dei docenti nell'uso di sistemi automatici. Un tema già al centro del dibattito nelle scuole, come mostra la discussione sulla visione di Giannelli sull'intelligenza artificiale nella scuola.
Anief ha portato un elenco più lungo: buoni pasto per tutto il personale scolastico, ampliamento delle deroghe alla mobilità (il limite per figli a carico passerebbe da under 14 a under 16 o 18), compensi per la formazione incentivante, parità di trattamento tra precari e personale di ruolo. Quest'ultimo punto riguarda direttamente i docenti entrati con i concorsi PNRR, dove le differenze rispetto al personale già strutturato restano marcate, una questione che tocca anche i vincitori del concorso PNRR 2 per infanzia e primaria.
Sul burnout, FLC CGIL e Anief chiedono che il contratto preveda strumenti di prevenzione, monitoraggio e misure a carico del datore di lavoro in caso di accertamento. Il testo attuale non contiene norme specifiche in materia. Anief sottolinea che la responsabilità del datore di lavoro, in caso di burnout non riconosciuto e non contrastato, può essere anche di natura penale: un punto che complica la trattativa con le amministrazioni scolastiche.
Il 24 giugno dirà se i bilaterali hanno effettivamente ridotto le distanze. Se la tabella di marcia regge, la parte normativa potrebbe chiudersi entro fine 2026; se l'agenda si allarga, il contratto 2025-2027 rischia di seguire la stessa traiettoria lenta del precedente.
Domande frequenti
Quali sono le principali novità economiche del contratto scuola 2025-2027?
Dal 1° aprile 2026 è previsto un aumento di 143 euro lordi mensili per i docenti, pari a circa 87 euro netti stimati, già presenti in busta paga grazie alla chiusura anticipata della parte economica del contratto.
A che punto è la trattativa sulla parte normativa del contratto scuola?
La parte normativa è ancora aperta: sono in corso incontri plenari e sessioni bilaterali tra Aran e sindacati su temi come condizioni di lavoro, intelligenza artificiale e tutele per il burnout, con la prossima riunione plenaria fissata al 24 giugno.
Quali temi principali sono ancora da discutere nella parte normativa?
Restano aperte questioni come l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro docente, la prevenzione del burnout, i buoni pasto per il personale scolastico, le regole sulla mobilità e la parità di trattamento tra precari e personale di ruolo.
Perché la parte normativa rischia di subire ritardi nella chiusura?
Le trattative sono complesse per via delle distanze tra le parti su vari temi e della necessità di aggiornare regole ferme al precedente contratto; l'obiettivo è evitare i ritardi del passato, ma il rischio di tempi lunghi rimane concreto.
Che ruolo hanno gli incontri bilaterali nella trattativa contrattuale?
Gli incontri bilaterali permettono di approfondire singoli argomenti in modo più rapido ed efficace rispetto alle sole riunioni plenarie, con l’obiettivo di accelerare la definizione della parte normativa del contratto.
Quali sono le richieste dei sindacati in merito al burnout degli insegnanti?
FLC CGIL e Anief chiedono che il contratto preveda misure di prevenzione, monitoraggio e intervento a carico del datore di lavoro in caso di burnout, sottolineando anche possibili responsabilità penali in caso di mancata tutela.