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Censis: per il 58,3% degli studenti la maturità è una tappa della propria crescita: il primo passo verso l'età adulta
Scuola

Censis: per il 58,3% degli studenti la maturità è una tappa della propria crescita: il primo passo verso l'età adulta

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L'indagine Censis su 8.000 studenti: il 58,3% considera la maturità una tappa di crescita, ma il 49,8% dei diplomati la abolirebbe.

Il 58,3% degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado considera la maturità una tappa significativa della propria crescita. È il dato principale dell'indagine pubblicata dal Censis il 17 giugno 2026 nell'ambito del progetto Iride 'La scuola vista dai giovani', condotta su oltre 8.000 studenti.

I numeri dell'indagine Iride

Tra i diplomati di età compresa tra i 18 e i 24 anni, il 62,5% identifica l'esame come il passaggio all'età adulta e il 58% lo considera un trampolino di lancio verso il futuro. La gestione dello studio e dell'ansia da prestazione resta la difficoltà principale per il 72% di chi l'ha già sostenuto, più della prova in sé. Allo stesso tempo, il 41,7% degli attuali maturandi giudica l'esame un rito ormai privo di reale utilità, una quota che evidenzia una frattura interna alla generazione che si appresta ad affrontarlo. I dati emergono dal progetto Iride 'La scuola vista dai giovani', che il Censis ha condotto su un campione di oltre 8.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Il quadro statistico mostra esiti quasi unanimi. Nell'anno scolastico 2024-2025, secondo i dati ripresi dal Censis, è stato ammesso all'esame finale il 96,5% degli studenti scrutinati e si è diplomato il 99,7% dei candidati. La bocciatura e la non ammissione si configurano dunque come eventi residuali, come segnala l'istituto di ricerca, con un numero di esclusi che si limita a poche migliaia di studenti sul totale dei candidati italiani. Il diploma, sul piano statistico, è sostanzialmente garantito.

Il paradosso: 99,7% promossi, 49,8% favorevole all'abolizione

L'analisi del Censis registra una distanza fra il giudizio degli studenti che devono ancora affrontare l'esame e quello di chi lo ha già vissuto. Tra i diplomati 18-24 anni, il 51,9% afferma che la prova non lascia oggi un ricordo particolarmente significativo e il 49,8% sostiene che l'esame potrebbe essere abolito senza che questo comporti una perdita effettiva nel percorso scolastico. La distanza è ampia rispetto al 58,3% degli studenti più giovani che ne difende il valore.

L'istituto descrive così una condizione apparentemente paradossale: un appuntamento che resta forte sul piano simbolico e identitario ma che, sul piano funzionale, viene messo in discussione proprio da chi lo ha superato. La quota di chi lo considera ancora un passaggio adulto (62,5%) convive con quella di chi lo ridurrebbe a un passaggio amministrativo. Il dato sul ricordo, in particolare, suggerisce che il peso della prova si concentra nelle settimane di studio e nelle ore d'esame, ma si diluisce rapidamente negli anni successivi al diploma.

Il dato consegna alla scuola e al Ministero un quesito concreto sulla forma futura dell'esame di Stato, mentre si avvicina la sessione 2026 della prova. Le risposte dei prossimi maturandi diranno se il paradosso resta o se le percezioni si saldano in direzione di una riforma.

Domande frequenti

Qual è il significato che gli studenti attribuiscono oggi all'esame di maturità?

Secondo l'indagine Censis, il 58,3% degli studenti considera la maturità una tappa fondamentale della propria crescita e il 62,5% dei diplomati la identifica come passaggio all'età adulta.

Quali sono le principali difficoltà che gli studenti incontrano durante la preparazione alla maturità?

Il 72% di chi ha già sostenuto la maturità indica la gestione dello studio e dell'ansia da prestazione come la difficoltà principale, più della prova d'esame stessa.

Quanto è probabile essere ammessi e superare l'esame di maturità?

Nell'anno scolastico 2024-2025, il 96,5% degli studenti scrutinati è stato ammesso all'esame finale e il 99,7% dei candidati ha ottenuto il diploma, rendendo la bocciatura un evento raro.

Come varia il giudizio sulla maturità tra studenti attuali e diplomati?

C'è un divario significativo: il 58,3% degli attuali studenti difende il valore della maturità, mentre il 49,8% dei diplomati 18-24 anni sarebbe favorevole alla sua abolizione e oltre la metà non la ricorda come esperienza significativa.

Quali riflessioni emergono sull'utilità futura dell'esame di Stato?

Il Censis evidenzia un paradosso: la maturità resta forte come rito simbolico ma viene sempre più messa in discussione nel suo valore pratico, aprendo la strada a possibili riforme.

Pubblicato il: 17 giugno 2026 alle ore 10:08

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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