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Cattedre vacanti in Umbria, le STEM dominano fra le classi più scoperte
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Cattedre vacanti in Umbria, le STEM dominano fra le classi più scoperte

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Mobilità 2026/27 in Umbria: 200 posti residui, matematica prima con 15 cattedre, tre delle cinque classi più scoperte alle superiori sono STEM.

L'Umbria si prepara al 2026/27 con un quadro di cattedre vacanti Umbria dominato dalle materie scientifiche. Dopo la mobilità, alle scuole superiori la matematica resta la classe di concorso più scoperta con 15 posti liberi, davanti a inglese, scienze motorie, scienze naturali e informatica.

Il quadro umbro dopo la mobilità

Nel primo ciclo i posti comuni residui sono 146: 82 nella scuola primaria (46 a Perugia, 36 a Terni) e 64 all'infanzia, dove il bacino perugino assorbe la quota più alta con 38 cattedre contro le 26 di Terni. Il sostegno aggiunge altri 54 posti, distribuiti su tutti i gradi: 21 alla primaria, 14 all'infanzia (interamente a Perugia, Terni non registra alcun vuoto), 4 alle medie e 15 alle superiori.

I numeri arrivano dall'elaborazione UIL Scuola sulle tabelle ministeriali e trovano riscontro nel Decreto Organico di diritto docenti Umbria 2026/27 - USR Umbria, firmato il 29 maggio 2026, che autorizza il funzionamento delle classi nelle due province per il prossimo anno scolastico. Il documento e gli allegati Excel forniscono la fotografia ufficiale dell'organico provinciale, da cui partono le procedure di immissione in ruolo e supplenza.

STEM in testa: tre delle cinque cattedre più richieste

Alle superiori la classifica per fabbisogno mostra una concentrazione netta sulle discipline scientifiche. Matematica (A026) guida con 15 cattedre scoperte (9 a Perugia, 6 a Terni). Seguono lingua inglese (AS2B) con 11 posti, quasi tutti nel perugino (9), e scienze motorie (AS48) con 10 disponibilità. Chiudono la top five scienze naturali e chimiche (A050) con 9 posti e scienze e tecnologie informatiche (A041) con altre 9 cattedre, divise quasi equamente fra Perugia (5) e Terni (4).

Sommando le tre classi STEM si arriva a 33 cattedre vacanti, contro le 21 del comparto linguistico-motorio. Più del 60% dei posti residui nelle cinque classi più richieste è quindi in area scientifica. Lo stesso pattern emerge alla secondaria di primo grado, dove tecnologia (A060) apre la classifica con 7 posti, davanti a scienze motorie e inglese fermi a 5 ciascuna. Anche qui la distribuzione si divide quasi a metà fra le due province.

Il dato umbro va letto in scia al totale nazionale: dopo la mobilità restano 46.826 cattedre vacanti in tutta Italia, di cui 35.365 comuni e 11.461 sul sostegno. L'Umbria pesa circa lo 0,5% del totale, una quota in linea con la sua popolazione scolastica, ma con un dettaglio rilevante: la prima richiesta alle superiori coincide con la cattedra più scoperta in molte altre regioni, segno che il deficit di matematica è un fenomeno trasversale.

La pressione su matematica e materie affini non è un'anomalia regionale. La classe A026 è in costante affanno in molte province italiane e gli istituti ricorrono a interpelli inter-regionali per coprire le supplenze, segno di una carenza strutturale che il Ministero ha provato ad arginare allargando i requisiti d'accesso alla classe di concorso.

Cosa cambia per studenti e indirizzi tecnici

I 15 posti vuoti in matematica si traducono in circa 270 ore settimanali di lezione da coprire, considerando una cattedra-tipo di 18 ore. L'impatto pesa soprattutto sui licei scientifici, sugli istituti tecnici e professionali del perugino e del ternano, dove la matematica e l'informatica restano ore curricolari chiave. Le novità sugli istituti tecnici dal 2026/27 rendono ancora più centrale la copertura stabile di questi insegnamenti, soprattutto per gli indirizzi ad alta densità STEM.

A settembre l'organico verrà completato con immissioni in ruolo da GaE e concorso, chiamate da GPS e supplenze annuali. Per i neoassunti del prossimo anno scolastico i percorsi di formazione e tutoraggio dell'anno di prova saranno la prima cornice di accompagnamento nelle scuole umbre, dopo mesi in cui le stesse classi hanno spesso lavorato con supplenti diversi sulle stesse ore.

Per le STEM più scoperte è probabile che le segreterie ricorrano agli interpelli inter-regionali, ormai una prassi consolidata in tutta Italia per la matematica. Il vero termometro arriverà a inizio settembre 2026, quando si capirà quante delle 200 cattedre residue saranno effettivamente assegnate prima del primo giorno di lezione.

Domande frequenti

Quali sono le materie con il maggior numero di cattedre vacanti nelle scuole umbre?

Le materie con più cattedre vacanti sono principalmente le discipline scientifiche, in particolare matematica, seguita da inglese, scienze motorie, scienze naturali e informatica.

Come si distribuiscono i posti vacanti tra le province di Perugia e Terni?

La provincia di Perugia assorbe la maggior parte dei posti vacanti, sia nella scuola primaria che all'infanzia, mentre la distribuzione nelle scuole superiori e secondarie di primo grado è più equilibrata tra Perugia e Terni.

Perché la carenza di docenti nelle materie STEM è particolarmente rilevante?

La carenza di docenti STEM è significativa perché queste materie sono centrali nei licei scientifici e negli istituti tecnici e professionali, e la domanda di tali insegnamenti è aumentata con le novità introdotte per gli indirizzi tecnici dal 2026/27.

Come saranno coperte le cattedre vacanti per il prossimo anno scolastico?

Le cattedre vacanti saranno coperte attraverso immissioni in ruolo da graduatorie, concorsi, chiamate da GPS e supplenze annuali, con possibilità di ricorrere anche a interpelli inter-regionali per le materie più scoperte.

Quali sono le principali conseguenze della carenza di insegnanti di matematica in Umbria?

La mancanza di docenti di matematica comporta la necessità di coprire circa 270 ore settimanali di lezione, con ripercussioni particolarmente forti su licei, istituti tecnici e professionali, e spesso costringe gli istituti a ricorrere a supplenti provenienti da altre regioni.

Che impatto ha la situazione umbra sul contesto nazionale delle cattedre vacanti?

L'Umbria rappresenta circa lo 0,5% del totale nazionale delle cattedre vacanti, ma il fenomeno della carenza di docenti STEM, in particolare di matematica, è diffuso in molte regioni italiane e rappresenta un problema strutturale.

Pubblicato il: 12 giugno 2026 alle ore 14:50

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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