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Caldo nelle aule europee: 13.500 scuole chiuse, in classe 40°C
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Caldo nelle aule europee: 13.500 scuole chiuse, in classe 40°C

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Caldo record: 13.500 scuole chiuse in Francia, 1.000 nel Regno Unito. In aula 40°C, NASUWT segnala docenti svenuti. Risposte UE a confronto.

Il caldo nelle scuole europee ha forzato la chiusura totale o parziale di circa 1.000 istituti tra Inghilterra e Galles e di 13.500 plessi in Francia durante l'ondata di calore record sul continente. L'annuncio sui plessi francesi è arrivato giovedì 25 giugno 2026 dal ministro dell'istruzione Edouard Geffray, mentre la Francia ha registrato proprio questa settimana il giorno più caldo della sua storia. Nelle aule rimaste aperte i termometri hanno superato i 40°C, e nelle scuole inglesi i genitori preferiscono tenere i figli a casa, con un calo segnalato delle presenze.

Aule senza condizionatori, insegnanti svenuti in classe

In Europa pochi istituti sono dotati di aria condizionata e durante i picchi di temperatura le classi restano in condizioni soffocanti. Il sindacato britannico NASUWT ha riferito che martedì diversi iscritti sono svenuti durante le lezioni, con le aule esposte al sole che hanno toccato i 40 gradi. «Le scuole non sono semplicemente attrezzate per affrontare queste temperature», ha dichiarato Wayne Bates, responsabile nazionale salute e sicurezza del NASUWT.

In Francia il sindacato SNES-FSU, principale rappresentanza del personale delle scuole medie e superiori, segnala docenti che attaccano coperte termiche alle finestre, usano cacciaviti per forzare l'apertura di quelle bloccate, portano da casa ventilatori e spray rinfrescanti. Greenpeace ha installato termocamere nelle scuole spagnole e ha registrato fino a 35°C nelle aule di Madrid e 60°C nei cortili scolastici di Siviglia.

Uno studio del 2019 pubblicato sulla rivista Building and Environment ha concluso che abbassare la temperatura di un'aula da 30 a 20 gradi migliora le prestazioni degli studenti del 20%. È il dato che i ricercatori internazionali usano per quantificare l'impatto del caldo eccessivo sull'apprendimento in classe.

Francia stanzia 800 milioni, Barcellona usa la tassa di soggiorno

Parigi ha attivato 6.200 progetti di mitigazione del caldo nelle scuole, all'interno di uno stanziamento di 800 milioni di euro destinato all'adattamento climatico. Barcellona ha messo da parte 100 milioni di euro raccolti attraverso la tassa di soggiorno per dotare di aria condizionata 170 istituti e centri educativi entro il 2030.

In Spagna molte scuole passano al tempo parziale a giugno e settembre per evitare il caldo pomeridiano, mentre Spagna, Grecia e Italia iniziano le vacanze a metà giugno, prima dei Paesi dell'Europa settentrionale. Tra le alternative all'aria condizionata segnalate dai sindacati francesi figurano l'aggiunta di piante nei cortili e l'installazione di filtri alle finestre, che riducono la temperatura interna di 4 gradi.

Durante le ondate di calore alcuni sindacati propongono inoltre di limitare gli esami alle sole ore mattutine. Per Thierry Pajot, presidente del sindacato francese dei presidi, quando le condizioni diventano insostenibili la sospensione delle lezioni resta l'opzione più sicura per evitare rischi sulla salute di studenti e personale scolastico nelle aule più esposte al sole.

Domande frequenti

Quante scuole sono state chiuse in Europa a causa dell’ondata di caldo?

Durante l'ondata di calore record, circa 1.000 scuole sono state chiuse tra Inghilterra e Galles e ben 13.500 plessi in Francia hanno sospeso le attività.

Quali sono i principali rischi per studenti e insegnanti durante il caldo estremo nelle scuole?

Le temperature elevate, spesso oltre i 40°C nelle aule, mettono a rischio la salute di studenti e insegnanti, causando malesseri e svenimenti, soprattutto nelle scuole prive di aria condizionata.

Quali misure stanno adottando i Paesi europei per affrontare il caldo nelle scuole?

La Francia ha stanziato 800 milioni di euro per progetti di adattamento climatico nelle scuole, mentre Barcellona utilizza la tassa di soggiorno per installare aria condizionata in 170 istituti entro il 2030. Si usano anche soluzioni come piante nei cortili, filtri alle finestre e ventilatori portati da casa.

In che modo il caldo influisce sull'apprendimento degli studenti?

Secondo uno studio del 2019, abbassare la temperatura di un'aula da 30 a 20°C migliora le prestazioni degli studenti del 20%, evidenziando l’impatto negativo del caldo eccessivo sull’apprendimento.

Quali alternative sono state proposte per gestire le ondate di calore nelle scuole?

Tra le alternative figurano l’utilizzo di coperte termiche alle finestre, l’aggiunta di piante nei cortili, l’installazione di filtri per abbassare la temperatura interna e la proposta di limitare gli esami alle ore mattutine per ridurre l’esposizione al caldo.

Come stanno cambiando gli orari scolastici in risposta alle alte temperature?

In Spagna molte scuole adottano orari ridotti a giugno e settembre per evitare il caldo pomeridiano e in diversi Paesi mediterranei le vacanze scolastiche iniziano a metà giugno, prima che le temperature diventino eccessive.

Pubblicato il: 25 giugno 2026 alle ore 15:06

Natale Labia

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Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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