Loading...
Caldo in aula, il 92,58% delle scuole senza climatizzazione: Lazio all'1,6%
Scuola

Caldo in aula, il 92,58% delle scuole senza climatizzazione: Lazio all'1,6%

Solo 4.457 scuole hanno impianti: Marche 26,4%, Lazio 1,6%. Il Pnrr non ha finanziato i condizionatori: la palla passa alla Legge di Bilancio.

Solo 4.457 edifici scolastici italiani hanno impianti di climatizzazione o ventilazione: il 7,42% del patrimonio censito nell'anagrafe del Ministero dell'Istruzione. La cifra è quella richiamata dalla risoluzione con cui il Partito democratico dell'Emilia-Romagna chiede al Governo un piano nazionale per raffrescare le aule. Dietro il numero aggregato però si nasconde un divario territoriale che non ricalca la classica frattura Nord-Sud: le Marche sono al 26,4%, il Lazio si ferma all'1,6%.

Il paradosso del Pnrr: 4,2 miliardi per efficienza, zero per i condizionatori

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha destinato circa 4,2 miliardi al piano di messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole, con circa 1.400 interventi previsti sulla misura M4C1 3.3. Le voci finanziabili sono adeguamento sismico, riqualificazione energetica per ridurre le emissioni e sostituzione edilizia. La climatizzazione estiva non compare fra gli obiettivi espliciti: il decreto attuativo del settembre 2025 ha ridefinito l'importo complessivo a 4,1 miliardi ma continua a escludere anche l'acquisto di caldaie a gas.

Il divario di attuazione amplifica il problema. Le regioni del Nord Ovest sfiorano il 60% delle risorse spese, mentre Campania, Puglia, Calabria e Sicilia si fermano fra il 21 e il 28% di progetti conclusi, un pattern già visto sui bandi Pnrr per i poli formativi. Solo in Sicilia le scuole non attrezzate nè per il freddo nè per il caldo sono 705. Con la scadenza del 30 giugno 2026 per l'ultimazione fisica dei lavori e quella del 31 agosto per la rendicontazione su ReGiS, i fondi europei si chiuderanno senza aver toccato il tema del raffrescamento. Una stima diffusa nel dibattito parla di circa un miliardo di euro per portare i condizionatori in tutte le classi.

La geografia del caldo non coincide con il Nord-Sud

Il divario regionale ribalta l'intuizione più diffusa. Le Marche guidano con il 26,4% di scuole climatizzate secondo il XXII Rapporto Cittadinanzattiva, seguite da Sardegna al 15,7% e Veneto al 9,7%. La Lombardia, che pesa per un ottavo del sistema scolastico nazionale, si ferma al 6,4%; Liguria e Calabria oscillano intorno al 6,6%. Il Lazio è ultimo con l'1,6%: nella regione della capitale meno di una scuola su cinquanta ha un impianto adeguato.

La differenza non dipende dalla latitudine, riflette le scelte fatte dopo il Covid, quando alcune amministrazioni regionali hanno usato le risorse straordinarie per installare impianti nelle aule e altre no. Nel confronto con la survey precedente il totale nazionale è salito di sole 490 strutture, una crescita marginale rispetto ai 55mila edifici che restano scoperti. Il dato spiega perchè a giugno 2026 la maturità è partita per 527mila studenti in aule dove più di una commissione ha dovuto sospendere le prove per un malore da caldo.

La zona grigia del Testo Unico sulla sicurezza

Il decreto legislativo 81 del 2008 impone al datore di lavoro l'obbligo generale di valutare i rischi, microclima incluso. Non fissa però soglie termiche cogenti per le aule scolastiche: i valori di riferimento 24-27 gradi in periodo estivo derivano dalla norma tecnica UNI EN ISO 7730, priva di valore normativo. Il dirigente scolastico, che è il datore di lavoro nelle scuole statali, resta esposto a una responsabilità generica senza strumenti operativi nè budget dedicato. Nelle rilevazioni del Centro Studi Tortuga sugli anni scolastici dal 2022 al 2025, le temperature in classe hanno superato i 26 gradi nel 10% dei giorni di lezione: la lacuna normativa pesa quanto la carenza di impianti.

La palla passa ora alla Legge di Bilancio 2027, l'unica finestra rimasta prima che la prossima estate ripresenti gli stessi collassi. Senza una posta di spesa dedicata al raffrescamento e una norma che fissi soglie termiche in aula, il 7,42% resterà la fotografia stabile del sistema scolastico italiano.

Domande frequenti

Quante scuole italiane sono attualmente dotate di impianti di climatizzazione o ventilazione?

Solo 4.457 edifici scolastici, pari al 7,42% del patrimonio censito dal Ministero dell'Istruzione, dispongono di impianti di climatizzazione o ventilazione.

Perché esiste un forte divario regionale nella climatizzazione delle scuole?

Il divario non segue la classica frattura Nord-Sud, ma riflette scelte amministrative post-Covid: alcune regioni hanno investito nelle aule, altre no. Ad esempio, le Marche sono al 26,4% mentre il Lazio è solo all'1,6%.

Il Pnrr prevede fondi specifici per la climatizzazione estiva nelle scuole?

No, il Piano nazionale di ripresa e resilienza destina circa 4,2 miliardi per sicurezza e riqualificazione, ma la climatizzazione estiva non è tra gli obiettivi finanziabili.

Quali sono le responsabilità dei dirigenti scolastici riguardo il microclima nelle aule?

Il dirigente scolastico deve valutare i rischi, incluso il microclima, ma non esistono soglie termiche obbligatorie per legge, lasciandolo con responsabilità generiche e senza strumenti operativi o budget specifici.

Cosa potrebbe cambiare con la prossima Legge di Bilancio 2027?

La Legge di Bilancio 2027 rappresenta l'ultima opportunità per inserire una voce di spesa dedicata al raffrescamento e fissare soglie termiche in aula, altrimenti la situazione resterà invariata.

Pubblicato il: 5 luglio 2026 alle ore 10:54

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

Articoli Correlati