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Bando poli formativi PNRR: 700mila euro a scuola e 40% al Sud
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Bando poli formativi PNRR: 700mila euro a scuola e 40% al Sud

Disponibile in formato audio

Bando MIM in scadenza il 19 giugno 2026 ore 18: fino a 700.000 euro a scuola statale, con il 40% delle risorse riservato alle regioni del Sud.

Le scuole statali hanno tempo fino alle ore 18 di domani, 19 giugno 2026, per candidarsi come poli formativi PNRR sulla formazione digitale del personale. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito mette sul piatto fino a 700.000 euro per progetto, in attuazione del decreto ministeriale 248 del 10 dicembre 2025.

Le cifre che pesano sull'avviso

L'investimento 2.1 della Missione 4 PNRR, finanziato dal Next Generation EU, fissa paletti stringenti per chi vuole costituire una scuola polo. Il 40% delle risorse è riservato alle istituzioni scolastiche delle regioni del Mezzogiorno. Per ciascun progetto il tetto è 700.000 euro, ma le spese di personale tecnico-operativo non possono superare il 5% dell'importo finanziato: la voce di spesa principale resta la formazione, con compensi a docenti esperti e tutor selezionati tramite avvisi pubblici. La commissione ministeriale finanzia solo i progetti che superano la soglia minima di 60 punti, e sempre nei limiti del budget disponibile. La rendicontazione avviene a costi reali. Non sono ammessi acquisti di attrezzature o beni ammortizzabili, mentre materiali di consumo, cancelleria, piattaforme di e-learning e mobilità dei docenti partecipanti rientrano fra le spese accessorie ammissibili.

Chi può candidarsi e su quali percorsi

Possono candidarsi solo le istituzioni scolastiche statali, comprese quelle della Valle d'Aosta e delle Province autonome di Trento e Bolzano. Ogni scuola può presentare un solo progetto e resta unica responsabile amministrativa e contabile, anche quando coinvolge università, centri di ricerca o enti privati nella realizzazione. I percorsi formativi devono rivolgersi a docenti, dirigenti scolastici, DSGA, personale ATA ed educativo, articolati in modalità sincrona o asincrona, in presenza, online, in formato MOOC oppure in corsi immersivi e residenziali. L'impianto deve essere coerente con i quadri europei DigComp 3.0 del Joint Research Centre della Commissione europea e DigCompEdu per i docenti. Gli ambiti previsti coprono intelligenza artificiale applicata alla didattica e all'organizzazione scolastica, in coerenza con le linee guida adottate con il DM 166 del 9 agosto 2025, digitalizzazione delle segreterie, educazione alla cybersicurezza dalla primaria alla secondaria, metodologie STEM, pensiero computazionale, robotica e tecnologie per l'inclusione. Le scuole polo possono stipulare protocolli con altre scuole statali o paritarie e affidare attività a soggetti esterni nel rispetto del decreto legislativo 36 del 2023 sui contratti pubblici. Tutte le attività vanno gestite sulla piattaforma ministeriale Scuola Futura: i corsi che non passano dal sistema non sono ammissibili a finanziamento.

La candidatura si trasmette esclusivamente tramite la piattaforma Futura PNRR - Gestione Progetti, accessibile dall'area riservata del portale PNRR del Ministero. Servono formulario online compilato in ogni sezione, Codice Unico di Progetto, piano finanziario e firma digitale della proposta: domande tardive, incomplete o trasmesse con altre modalità non sono accettate. Per chi nel personale scolastico segue anche altre misure aperte, restano disponibili le nuove opportunità di servizio all'estero per il 2025/26, il bando per il contingente all'estero con 668 posti e le misure di welfare introdotte dal decreto PA.

Domande frequenti

Chi può candidarsi come polo formativo PNRR e quali sono i requisiti?

Possono candidarsi esclusivamente le istituzioni scolastiche statali, comprese quelle della Valle d'Aosta e delle Province autonome di Trento e Bolzano. Ogni scuola può presentare un solo progetto ed è responsabile amministrativamente e contabilmente anche se coinvolge altri enti.

Quali sono le principali spese ammissibili e i limiti di budget previsti dal bando?

Il finanziamento massimo per progetto è di 700.000 euro, con un massimo del 5% destinato al personale tecnico-operativo. Sono escluse le spese per attrezzature o beni ammortizzabili, mentre sono ammesse quelle per formazione, materiali di consumo, cancelleria, piattaforme di e-learning e mobilità dei docenti.

Quali tematiche devono essere affrontate dai percorsi formativi finanziati?

I percorsi devono riguardare la formazione digitale del personale scolastico, con focus su intelligenza artificiale applicata alla didattica, digitalizzazione delle segreterie, cybersicurezza, metodologie STEM, pensiero computazionale, robotica e tecnologie per l'inclusione, in linea con i quadri europei DigComp 3.0 e DigCompEdu.

Come avviene la candidatura e quali documenti sono richiesti?

La candidatura deve essere trasmessa esclusivamente tramite la piattaforma Futura PNRR - Gestione Progetti, compilando il formulario online, allegando il Codice Unico di Progetto, il piano finanziario e la firma digitale. Domande incomplete, tardive o inviate con altre modalità non sono accettate.

Quali criteri di selezione e ripartizione delle risorse sono previsti dal bando?

I progetti sono finanziati solo se superano la soglia minima di 60 punti e nei limiti del budget disponibile; il 40% delle risorse è riservato alle scuole del Mezzogiorno. La valutazione è effettuata da una commissione ministeriale.

Quali obblighi amministrativi e gestionali ha la scuola polo selezionata?

La scuola polo è unica responsabile amministrativa e contabile del progetto, anche in caso di coinvolgimento di partner esterni, e tutte le attività devono essere gestite tramite la piattaforma ministeriale Scuola Futura. La rendicontazione avviene a costi reali.

Pubblicato il: 18 giugno 2026 alle ore 09:18

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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