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Chi decide l'orario dei docenti: tra CCNL, dirigente e collegio
Scuola

Chi decide l'orario dei docenti: tra CCNL, dirigente e collegio

Il dirigente forma l'orario, ma tra CCNL 2024, D.Lgs 165/2001 e delibere collegiali la discrezionalita' e' limitata. Cosa puo' chiedere il docente.

L'orario settimanale delle lezioni e' firmato dal dirigente scolastico, ma resta vincolato da tre fonti normative sovrapposte: contratto nazionale, decreto sul pubblico impiego, delibere degli organi collegiali. Sapere cosa puo' decidere il preside e cosa spetta al collegio e' la differenza tra chiedere un cambio orario efficace e ritrovarsi con una lezione al sabato mattina di sei ore.

Le ore d'insegnamento nel CCNL

Il testo di riferimento e' l'articolo 43, comma 5 del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021, firmato all'ARAN il 18 gennaio 2024. Fissa i tetti che il dirigente non puo' superare: 25 ore settimanali nella scuola dell'infanzia, 22 nella primaria (piu' 2 ore da destinare alla programmazione, distribuibili anche in modo plurisettimanale), 18 nelle scuole e istituti secondari e artistici. Il monte va spalmato su non meno di cinque giornate. Un punto meno noto: la vigilanza durante mensa e ricreazione rientra nell'orario di servizio, non e' tempo aggiuntivo da retribuire a parte.

Il dirigente decide, ma con tre vincoli

L'organizzazione del lavoro e' materia sottratta alla contrattazione dagli articoli 5, comma 2 e 40, comma 1 del D.Lgs 165/2001: spetta al dirigente in quanto datore di lavoro pubblico. La formulazione dell'orario, pero', deve rispettare in ordine gerarchico tre livelli: i tetti orari del CCNL, i criteri strutturali deliberati dal Consiglio di istituto, i criteri didattici proposti dal Collegio dei docenti. Un provvedimento che sfori anche solo uno di questi livelli e' impugnabile davanti al giudice del lavoro. La discrezionalita' del preside esiste ma e' tutt'altro che libera.

Cosa puo' decidere il collegio docenti

Il Consiglio di istituto ha potere deliberante sugli aspetti strutturali: settimana corta su cinque giorni, orario di ingresso e uscita giornaliero, calendario delle attivita'. Il Collegio dei docenti, ai sensi dell'articolo 7, comma 2 lettera b) del D.Lgs 297/1994, formula invece proposte didattiche: numero massimo di ore consecutive, distribuzione delle discipline nell'arco della giornata, rotazione del sabato come giorno libero, gestione delle ore buca. Sono proposte, non delibere vincolanti, ma se il dirigente si discosta deve motivare a verbale. In sede collegiale e' possibile chiedere formalmente che l'orario non superi le quattro o cinque ore di lezione al giorno per lo stesso docente e che il giorno libero sia distribuito a rotazione, non concesso sempre agli stessi.

Il carico reale: 18 ore frontali non fotografano il lavoro

Le 18 ore in classe della secondaria italiana restano sopra la media europea rilevata da Eurydice (16,3 nella secondaria superiore) e in primaria le 22 ore italiane superano le 19,6 UE. Anche il tempo scuola ricevuto dagli studenti e' piu' alto della media OCSE: 917 ore annue in primaria contro 804 OCSE, 990 nella secondaria di primo grado contro 909. Sul fronte retributivo, la fotografia di Education at a Glance 2025 - OCSE, country note Italia e' netta: gli stipendi effettivi dei docenti italiani di primaria sono il 33% piu' bassi di quelli degli altri laureati a tempo pieno (media OCSE -17%) e nel 2024 sono scesi del 4,4% in termini reali, mentre nell'area OCSE crescono in media del 14,6% dal 2015. In questa cornice, la trattativa sull'orario in collegio non e' un capriccio organizzativo: e' un pezzo delle condizioni di lavoro.

L'apertura dell'anno scolastico e' il momento tecnico per far pesare queste proposte: nel primo collegio docenti, con voto a verbale, i criteri sull'orario diventano il perimetro entro cui il dirigente formulera' il calendario individuale. Fuori da quel passaggio, la contestazione dell'orario si riduce a un ricorso individuale con esiti incerti. Sul fronte delle tutele economiche, restano attivi altri strumenti da conoscere: le agevolazioni del piano casa per i docenti e la tessera AT valida per i musei.

Domande frequenti

Chi ha il potere di decidere l'orario settimanale dei docenti?

L'orario settimanale delle lezioni è firmato dal dirigente scolastico, ma deve rispettare i vincoli stabiliti dal CCNL, dal Consiglio di istituto e dalle proposte del Collegio dei docenti.

Quali sono i limiti orari settimanali previsti dal CCNL per i docenti?

Il CCNL prevede un massimo di 25 ore settimanali per la scuola dell'infanzia, 22 ore per la primaria (più 2 ore per la programmazione) e 18 ore per le scuole secondarie e artistiche, distribuite su almeno cinque giornate.

Qual è il ruolo del Collegio dei docenti nella definizione dell'orario?

Il Collegio dei docenti può formulare proposte didattiche su aspetti come la distribuzione delle ore e la rotazione del giorno libero, ma tali proposte non sono vincolanti; il dirigente deve comunque motivare eventuali scostamenti a verbale.

Cosa succede se l'orario deciso dal dirigente non rispetta i vincoli previsti?

Se l'orario supera uno dei livelli previsti (CCNL, Consiglio di istituto, Collegio dei docenti), il provvedimento può essere impugnato davanti al giudice del lavoro.

Quando è possibile intervenire efficacemente sull'orario dei docenti?

Il momento più opportuno per avanzare proposte e criteri sull'orario è durante il primo Collegio docenti dell'anno scolastico, dove le decisioni vengono verbalizzate e diventano riferimento per il dirigente.

Le ore di vigilanza durante la mensa e la ricreazione sono considerate aggiuntive?

No, il tempo di vigilanza durante mensa e ricreazione rientra nell'orario di servizio dei docenti e non costituisce ore aggiuntive retribuite a parte.

Pubblicato il: 5 luglio 2026 alle ore 09:40

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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