Nel 2025/26 il 94,7% degli studenti delle scuole superiori italiane è stato promosso o rimandato a settembre. Solo il 5,3% ha ricevuto una bocciatura secca, in calo rispetto al 5,7% dell'anno prima.
È il contesto in cui arriva l'appello di Giorgio Dell'Arti, giornalista e fondatore de L'Espresso, ospite della rubrica Logos de La Tecnica della Scuola: i docenti, dice, dovrebbero bocciare senza pietà, perché la scuola non è un deposito per i figli. I dati ministeriali raccontano che quella severità, oggi, quasi non esiste più.
Cosa ha detto Dell'Arti e perché conta
Nell'intervista pubblicata il 7 agosto 2026 Dell'Arti critica in modo esplicito un sistema di valutazione che considera troppo generoso, denuncia lo spostamento e poi il rinvio della revisione delle Indicazioni nazionali sul canone letterario, e legge la scuola come luogo che ha smesso di selezionare.
La sua è una posizione minoritaria nel dibattito pubblico ma ricorrente tra chi guarda ai risultati OCSE-PISA e al peso reale del diploma sul mercato del lavoro. Il punto di rottura è la maturità: alla sessione appena chiusa, secondo i dati diffusi dal Ministero dell'Istruzione e del Merito sugli esiti maturità 2025-2026, il 99,8% dei candidati si è diplomato. La quota di non ammessi all'esame e di non promossi resta statisticamente irrilevante.
I numeri veri: bocciature in calo, sospesi in crescita
Il quadro degli scrutini 2025/26, rilevato dal MIM al 3 agosto 2026 su un campione pari al 97,2% degli alunni dal primo al quarto anno, dice tre cose. Primo: gli ammessi alla classe successiva sono il 77%, in leggero aumento dal 76,8% dell'anno precedente. Secondo: i non ammessi scendono dal 5,7% al 5,3%. Terzo: i giudizi sospesi salgono al 17,7% (erano il 17,5%), segno che le scuole scelgono sempre più spesso il rinvio a settembre invece della bocciatura diretta.
Il primo anno di superiore resta l'unico vero collo di bottiglia: qui i non ammessi sono l'8,7%, quasi il doppio della media, e la percentuale di promossi si ferma al 73,7%. Al quarto anno, alle porte della maturità, la selezione è già finita: l'81,9% passa e i bocciati sono il 2,8%.
Alla maturità la generosità si vede nei voti alti. I diplomati con 100 e lode sono stati 14.123, il 2,9% del totale, contro il 2,8% dell'anno prima. La quota di 100 senza lode è invece scesa dal 7,1% al 5,3%, dato che il MIM legge come un piccolo aggiustamento verso l'alto della fascia di eccellenza.
Il divario Nord-Sud e la forbice licei-tecnici
La geografia della severità è netta. La Puglia promuove l'85,7% degli studenti delle superiori, la Calabria l'85,4%, la Campania l'83,6%. Al Nord la Lombardia si ferma al 70,9% di ammessi e la Valle d'Aosta scende al 65%, con oltre un quarto di studenti che si giocheranno la promozione a settembre.
Alla maturità lo stesso divario si ribalta nei voti: in Calabria e Puglia i diplomati con 100 e lode sono il 6,1% del totale, in Campania il 4,4%, mentre in Lombardia si fermano all'1% e in Valle d'Aosta allo 0,7%. Un docente lombardo e uno calabrese, oggi, valutano lo stesso studente in modo profondamente diverso.
Il tipo di scuola pesa quanto la regione. Nei licei viene ammesso l'81,4% degli studenti e solo il 2,9% è bocciato; negli istituti tecnici gli ammessi sono il 69,5%, con il 22,6% di giudizi sospesi. La distanza fra Dell'Arti e la scuola reale è la stessa che passa fra il liceo classico e l'istituto tecnico industriale di provincia.
Cosa resta da fare a settembre
Il vero termometro della severità, per l'anno che si apre, non saranno le bocciature di giugno ma gli esiti dei corsi di recupero e degli esami di riparazione. Con quasi un ragazzo su cinque in giudizio sospeso, buona parte della selezione è stata rinviata alla fine dell'estate: se anche a settembre il tasso di promozione si conferma sopra il 90%, l'appello di Dell'Arti resterà una provocazione senza effetti sui registri.
Sullo sfondo restano i temi che la scuola italiana non riesce a incrociare davvero con la valutazione: l'introduzione dell'intelligenza artificiale in aula e la formazione dei docenti, il ruolo educativo della scuola sul contrasto ai femminicidi rilanciato dall'appello di Dacia Maraini a Giffoni e ripreso in politica dalle dichiarazioni di Luca Zaia. Bocciare di più o bocciare meno, in fondo, è solo una parte del problema.
Domande frequenti
Qual è il tasso di bocciatura nelle scuole superiori italiane nel 2025/26?
Nel 2025/26 il tasso di bocciatura nelle scuole superiori è stato del 5,3%, in calo rispetto al 5,7% dell'anno precedente.
Cosa sostiene Giorgio Dell'Arti riguardo alla severità nella scuola italiana?
Giorgio Dell'Arti critica l'attuale sistema di valutazione scolastica, ritenendolo troppo generoso, e sostiene che i docenti dovrebbero essere più severi nelle bocciature per evitare che la scuola diventi un semplice deposito per i figli.
Come si distribuiscono promozioni e bocciature tra Nord e Sud Italia?
Al Sud, regioni come Puglia, Calabria e Campania registrano tassi di promozione superiori all'83%, mentre al Nord, la Lombardia si ferma al 70,9% e la Valle d'Aosta al 65%, con una maggiore incidenza di giudizi sospesi e bocciature.
Che differenze ci sono nei tassi di promozione tra licei e istituti tecnici?
Nei licei viene ammesso l'81,4% degli studenti con una percentuale di bocciati del 2,9%, mentre negli istituti tecnici gli ammessi sono il 69,5% e il 22,6% degli studenti riceve un giudizio sospeso.
Qual è il significato del giudizio sospeso e come influisce sulla valutazione complessiva?
Il giudizio sospeso indica che lo studente dovrà sostenere esami di recupero a settembre; nel 2025/26 riguarda il 17,7% degli studenti, segnalando che molte decisioni sulla promozione vengono rimandate alla fine dell'estate.
Quali temi restano aperti nel dibattito sulla scuola italiana oltre la questione delle bocciature?
Restano aperti temi come l'introduzione dell'intelligenza artificiale in aula, la formazione dei docenti e il ruolo educativo della scuola su questioni sociali come il contrasto ai femminicidi.