Dacia Maraini è intervenuta il 17 luglio al Festival di Giffoni rispondendo alle domande dei giovani spettatori sulla violenza contro le donne. La scrittrice ha spostato il baricentro dalla repressione all'educazione: «Non si controlla la violenza con le regole, con la prigione, con i braccialetti. Purtroppo anche quelli servono, ma bisogna agire sull'educazione e quindi sulla scuola». La sollecitazione è arrivata sul palco del festival di cinema per ragazzi, davanti a una platea di adolescenti che le aveva chiesto conto proprio del fenomeno del femminicidio e di come sia possibile prevenirlo prima delle sanzioni penali.
Educazione all'altro, non solo educazione sessuale
Per Maraini il programma da introdurre non è un modulo di educazione sessuale in senso stretto, ma «un'educazione semplicemente all'altro», da rendere obbligatoria «fin proprio da piccoli». La scrittrice ha spiegato che «il sesso non è separato dai sentimenti, dalla sensibilità, dallo sguardo verso il mondo»: separare le due dimensioni significa preparare lettori impreparati alla relazione con la persona intera. La violenza, ha aggiunto, «viene sempre dalla non conoscenza dell'altro, dall'idea che l'altro sia un nemico». Colloca il femminicidio non nella natura ma nella storia, definendolo «una forma di regressione culturale», e ricorda che il delitto d'onore è stato cancellato dal codice penale italiano solo nel 1981, con la legge 442. La radice del problema, secondo la scrittrice, è la sopravvivenza di un'idea di possesso: quando un uomo identifica «la propria virilità con il possesso», l'autonomia della compagna diventa una minaccia identitaria, non un dato di realtà.
Sullo sfondo il nuovo reato e la legge Valditara
Le parole della scrittrice arrivano in un passaggio normativo denso. Dal 17 dicembre 2025 è in vigore l'articolo 577 bis del codice penale, che introduce il reato autonomo di femminicidio con la legge 181/2025 e supera l'inquadramento come aggravante dell'omicidio volontario. Il 4 giugno 2026 il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge Valditara sull'educazione sessuo-affettiva a scuola, con 78 voti favorevoli e 38 contrari: il testo vieta questi percorsi alla scuola primaria e li subordina al consenso informato dei genitori alle medie e alle superiori. Il ministero dell'Istruzione conferma comunque, in tutti i gradi di scuola, un'educazione obbligatoria al rispetto, alle relazioni e all'empatia. Il perimetro tracciato dalla legge, con opt-in scritto e limiti d'età, è più stretto di quello invocato a Giffoni, dove Maraini chiede un percorso obbligatorio e trasversale fin dalla primaria.
Nel primo trimestre 2026 il report del Ministero dell'Interno su omicidi e femminicidi ha registrato 3 femminicidi e altre 12 vittime di sesso femminile in omicidi volontari. Sono i numeri su cui, prima ancora che sullo strumento penale appena introdotto, si misurerà nei prossimi anni scolastici la scelta di quanto e come la scuola dovrà parlare del tema in aula.
Domande frequenti
Qual è la posizione di Dacia Maraini sulla prevenzione del femminicidio?
Dacia Maraini sostiene che la prevenzione del femminicidio debba partire dall'educazione, soprattutto a scuola, piuttosto che basarsi esclusivamente su repressione e sanzioni penali. Ritiene fondamentale introdurre un'educazione all'altro e ai sentimenti fin dalla prima infanzia.
In cosa consiste l'educazione proposta da Maraini rispetto a quella sessuale tradizionale?
Maraini propone un'educazione all'altro, che non si limiti all'aspetto sessuale ma includa sentimenti, sensibilità e rispetto reciproco. Secondo la scrittrice, separare sesso e sentimenti rende impreparati alla relazione autentica con gli altri.
Cosa prevede la nuova legge Valditara sull’educazione sessuo-affettiva a scuola?
La legge Valditara, approvata nel giugno 2026, vieta i percorsi di educazione sessuo-affettiva nella scuola primaria e li consente solo alle medie e superiori con il consenso informato dei genitori. Tuttavia, resta obbligatoria un'educazione al rispetto, alle relazioni e all'empatia in tutti i gradi scolastici.
Come è cambiata la normativa sul femminicidio in Italia?
Dal 17 dicembre 2025 è in vigore l'articolo 577 bis del codice penale, che introduce il reato autonomo di femminicidio con la legge 181/2025. Questo supera la precedente inquadratura del femminicidio come semplice aggravante dell’omicidio volontario.
Quali dati recenti emergono sul fenomeno dei femminicidi in Italia?
Nel primo trimestre 2026, il Ministero dell’Interno ha registrato 3 femminicidi e altre 12 vittime di sesso femminile in omicidi volontari. Questi dati saranno un parametro importante per valutare l'efficacia delle nuove misure educative e penali nei prossimi anni.
Qual è la radice culturale del femminicidio secondo Maraini?
Secondo Maraini, la radice del femminicidio è la sopravvivenza di un'idea di possesso e la confusione tra virilità e dominio sulla compagna. Considera il fenomeno una regressione culturale che va combattuta attraverso la conoscenza e il rispetto dell’altro.