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Il sindaco Biella propone di sospendere i sussidi alle famiglie i cui figli minori commettono reati
Scuola

Il sindaco Biella propone di sospendere i sussidi alle famiglie i cui figli minori commettono reati

Marzio Olivero (FdI) studia la sospensione dei sussidi comunali non essenziali ai genitori di minori autori di reati. Modello Legnago.

La giunta di Biella, guidata dal sindaco Marzio Olivero (Fratelli d'Italia), sta studiando una misura per sospendere sussidi, contributi e agevolazioni economiche comunali non essenziali ai genitori dei minori autori di reati o atti di vandalismo. La notizia, anticipata dal quotidiano La Stampa, segna un passaggio politico: se approvata, Biella diventerebbe il primo capoluogo di provincia in Italia a introdurre uno strumento di questo tipo, portando sul piano locale un dibattito finora rimasto confinato a comuni medio-piccoli.

Il modello Legnago

L'ispirazione è Legnago, comune di circa 26mila abitanti in provincia di Verona, anch'esso amministrato da un sindaco di Fratelli d'Italia. Nel settembre 2026 il primo cittadino Paolo Longhi ha annunciato uno schema in cui l'amministrazione può sospendere benefici economici ai genitori, a chi esercita la responsabilità genitoriale, ai tutori o ai familiari affidatari quando il minore viene condannato, anche in primo grado, a una pena detentiva non inferiore a un anno. La durata della sospensione corrisponde a quella della pena irrogata. L'applicazione non è automatica: pesa la disponibilità degli adulti a collaborare con i servizi sociali in un percorso educativo con il figlio.

Le motivazioni della giunta biellese

Il progetto biellese è ancora in elaborazione: lo studio è condotto dal sindaco insieme all'assessorato ai Servizi sociali e non si è ancora tradotto in atti amministrativi. «Quando un minorenne si rende protagonista di episodi di violenza, intimidazione o danneggiamento», spiega Olivero, «non possiamo non domandarci quale sia il ruolo degli adulti, quali le responsabilità delle famiglie e in quale misura e con quali mezzi debbano collaborare con le istituzioni». L'intento, aggiunge il sindaco, non è repressivo: «Non c'è da parte nostra un'intenzione punitiva, c'è la volontà di riaffermare un patto imprescindibile tra le famiglie, con il loro dovere educativo, e le istituzioni con il loro dovere di aiutarle e sostenerle».

Sul fronte sociale l'assessora Isabella Scaramuzzi (Forza Italia) legge la misura come leva educativa più che sanzionatoria. «Sociologi e commentatori da anni insistono sull'importanza di riportare al centro il ruolo educativo delle famiglie», afferma, «non potendo questo essere completamente demandato alla scuola». Il sindaco mette in conto un confronto acceso: «Posso immaginare le argomentazioni contrarie. Ma qui si discute dei compiti delle istituzioni e del ruolo delle famiglie».

Il passaggio successivo è la traduzione dell'intenzione politica in atti amministrativi: criteri di applicazione, perimetro dei sussidi considerati non essenziali, procedure di accertamento della condotta familiare, raccordo con l'autorità giudiziaria minorile e con i servizi sociali del territorio. Il modello di Legnago offre una traccia operativa, ma per Biella si tratterà di definire in autonomia strumenti e garanzie, su un terreno privo di precedenti consolidati in un capoluogo di provincia italiano. Il nodo pratico sarà distinguere i sussidi considerati essenziali, legati a salute, istruzione o minimo vitale, da quelli discrezionali che l'amministrazione potrà effettivamente sospendere senza violare diritti fondamentali.

Domande frequenti

Qual è la misura proposta dal sindaco di Biella riguardo i sussidi alle famiglie?

La misura prevede la sospensione di sussidi, contributi e agevolazioni economiche comunali non essenziali alle famiglie i cui figli minori commettono reati o atti di vandalismo.

Su quale modello si basa la proposta di Biella e come funziona?

L'ispirazione è il modello di Legnago, dove la sospensione dei benefici economici avviene quando un minore viene condannato ad almeno un anno di reclusione, con durata della sospensione pari a quella della pena e valutando la collaborazione dei genitori con i servizi sociali.

Quali sono le motivazioni alla base della proposta della giunta biellese?

La giunta intende riaffermare il ruolo educativo delle famiglie e la loro collaborazione con le istituzioni, considerandola una misura educativa e non punitiva, mirata a responsabilizzare i genitori e rafforzare il patto tra famiglia e istituzioni.

La sospensione dei sussidi sarà automatica per tutte le famiglie coinvolte?

No, l'applicazione della misura non sarà automatica: verrà valutata anche la disponibilità degli adulti a collaborare con i servizi sociali in percorsi educativi.

Cosa resta da definire prima che la misura diventi operativa a Biella?

Devono essere stabiliti i criteri di applicazione, quali sussidi sono considerati non essenziali, le procedure di accertamento e il raccordo con l'autorità giudiziaria minorile e i servizi sociali.

Quali sussidi potrebbero essere esclusi dalla sospensione?

Saranno esclusi dalla sospensione i sussidi essenziali legati a salute, istruzione o al minimo vitale, per non violare i diritti fondamentali delle famiglie.

Pubblicato il: 18 ottobre 2026 alle ore 18:52

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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