Loading...
Asili nido: il 37% annunciato dal ministro mescola nidi e infanzia
Scuola

Asili nido: il 37% annunciato dal ministro mescola nidi e infanzia

Valditara annuncia il superamento del target Barcellona sugli asili. Ma il 37% include la 0-6: sulla sola 0-3 l'Istat vede il 31,6%.

Il 5 settembre 2026 il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha rivendicato il superamento di tutti i target PNRR sulla scuola entro la scadenza del 31 agosto, con un numero in particolare messo in evidenza: la copertura degli asili «oltre il 37% di media». Il dato però riferisce la copertura all'intera fascia 0-6 anni, mentre l'obiettivo europeo di Barcellona citato nello stesso comunicato riguarda solo i bambini sotto i 3 anni. Sulla fascia 0-3 il dato Istat più recente resta al 31,6%.

Cosa ha annunciato il ministero

Il comunicato del Comunicato MIM sui target PNRR scuola elenca i risultati raggiunti: 11.724 interventi autorizzati di edilizia scolastica, per un investimento complessivo superiore a 12 miliardi (di cui 3,7 miliardi di fondi nazionali aggiuntivi), pari a circa un terzo del patrimonio edilizio del sistema. Più del 55% delle risorse è stata destinata alle regioni del Mezzogiorno.

Sul versante formazione e dispersione, il ministro ha citato una dispersione scolastica al 7,3% (stima Invalsi 2026) contro il traguardo UE del 9% fissato per il 2030, il recupero di 520 mila giovani, la formazione di 980 mila tra docenti e personale scolastico e corsi per 3,4 milioni di studenti tra orientamento, STEM e multilinguismo. Sul fronte terziario professionalizzante, gli iscritti agli ITS Academy hanno toccato quota 41 mila, tre volte il target PNRR di circa 13-14 mila. I contenuti degli annunci sono coerenti con il quadro presentato in conferenza stampa, dove Valditara ha attribuito il risultato a Comuni e enti locali.

Il 37% mescola due fasce che l'Europa distingue

L'obiettivo di Barcellona fissato dal Consiglio europeo nel 2002 stabilisce due traguardi separati: il 33% dei bambini sotto i 3 anni negli asili nido e il 90% (rivisto al 96% nel 2022) dei bambini tra i 3 anni e l'inizio dell'obbligo scolastico. Il «37% di media» annunciato dal ministro riferisce la copertura alla fascia unica 0-6 anni, che include quindi la scuola dell'infanzia, in Italia già frequentata da circa il 95% dei bambini. Sommare due fasce con tassi molto diversi produce una media alta, ma il confronto con il target Barcellona citato dal ministro vale solo per la 0-3.

Il Report Istat sui nidi 2023-2024 misura per la fascia 0-3 anni 31,6 posti autorizzati ogni 100 bambini, appena sotto il target del 33% e comprensivo dei posti già finanziati dal PNRR ma non ancora attivi. Il calcolo del ministro include invece i posti PNRR «che saranno attivati»: sono cioè posti finanziati, in molti casi non ancora aperti al pubblico.

C'è poi il problema del target aggiornato. Nel settembre 2022 la Commissione europea ha rivisto al rialzo l'obiettivo: entro il 2030 servono 50 posti nido ogni 100 bambini sotto i 3 anni, non più 33. Rispetto a questo nuovo traguardo l'Italia è lontana quasi 20 punti, un divario che nessuno degli annunci di ieri richiama.

Il vero divario è al Sud

Il 55% delle risorse dirottato al Mezzogiorno ha una ragione strutturale: la copertura reale nelle regioni meridionali è drammaticamente più bassa. Nell'ultimo rilevamento Istat la Campania si ferma a 13,2 posti per 100 bambini 0-2 anni, la Sicilia al 13,9%, la Calabria al 15,7%. Contro un 31,6% nazionale, meno della metà. E il divario si vede anche dentro le stesse regioni: nei capoluoghi la media sale a 39,8 posti per 100 bambini, nei comuni non capoluogo scende a 28,2.

Per una famiglia napoletana o palermitana l'obiettivo Barcellona «superato» in media nazionale non cambia oggi la possibilità concreta di trovare un nido pubblico vicino casa. Il salto reale arriverà solo quando i posti finanziati diventeranno servizi aperti, un passaggio che dipende dalla capacità dei Comuni di assumere educatori, gestire mense e coprire i costi correnti dopo la fine dei fondi europei. È un capitolo su cui la polemica politica sulle risorse alla scuola non ha ancora prodotto risposte operative.

Il bilancio PNRR 2026 chiude i target di spesa e i cantieri autorizzati. Il cantiere che resta aperto è l'attivazione dei posti nido finanziati e la sostenibilità della gestione ordinaria, che il PNRR non copre e che ricadrà sui bilanci comunali dal 2027.

Domande frequenti

Qual è la reale copertura degli asili nido per la fascia 0-3 anni in Italia?

Secondo il report Istat 2023-2024, la copertura effettiva degli asili nido nella fascia 0-3 anni è del 31,6%, includendo anche i posti già finanziati dal PNRR ma non ancora attivi.

In cosa consiste l'annuncio del ministro riguardo la copertura del 37%?

Il ministro ha annunciato una copertura media del 37%, ma questo dato si riferisce all'intera fascia 0-6 anni, mescolando asili nido e scuola dell'infanzia e non rispecchia il target europeo specifico per i bambini sotto i 3 anni.

Come si confrontano i dati italiani con gli obiettivi europei per gli asili nido?

L'obiettivo europeo di Barcellona richiedeva il 33% di copertura per i bambini sotto i 3 anni, recentemente innalzato al 50% entro il 2030. L'Italia, con il 31,6%, è ancora lontana dal nuovo target.

Qual è la situazione della copertura degli asili nido nelle regioni del Sud Italia?

Le regioni del Mezzogiorno presentano una copertura molto più bassa rispetto alla media nazionale: Campania, Sicilia e Calabria sono tra il 13% e il 16%, meno della metà della media nazionale.

Cosa succederà dopo la fine dei finanziamenti PNRR per i nidi?

Dopo il 2026, la gestione ordinaria e i costi dei nuovi posti nido ricadranno sui bilanci comunali, rendendo la sostenibilità futura dei servizi una sfida per molte amministrazioni locali.

Cosa manca ancora per raggiungere una copertura effettiva dei posti nido finanziati?

Il passaggio decisivo sarà l’attivazione concreta dei posti nido finanziati, che richiede l’assunzione di educatori, la gestione delle mense e la copertura dei costi correnti da parte dei Comuni.

Pubblicato il: 6 settembre 2026 alle ore 11:01

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

Articoli Correlati