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A Roma un banco è l'antifurto della scuola: due colpi in 37 giorni
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A Roma un banco è l'antifurto della scuola: due colpi in 37 giorni

A Roma una scuola difesa da un banco: due intrusioni in 37 giorni mentre chiude il bando MIM da 3 milioni per danni da furti e vandalismo.

In una scuola di Roma il sistema per bloccare la porta d'ingresso è un banco appoggiato dall'interno. Sabato 30 maggio 2026 alle 19, e di nuovo domenica 6 luglio, lo stesso 31enne senza dimora l'ha spostato con una mano ed è entrato per svuotare i distributori automatici di snack e bevande.

Il colpo del banco spostato con una mano

Il fatto, riportato da Roma Today, è stato ricostruito grazie alla videosorveglianza della zona. Nessun arnese da scasso: il ladro ha sollevato la scrivania appoggiata al muro come 'ultimo baluardo' contro l'ingresso, l'ha posata di lato, ed è entrato. Le due intrusioni sono avvenute a 37 giorni di distanza, entrambe in orario serale, tra la fine dell'anno scolastico e le vacanze estive.

I carabinieri hanno identificato l'uomo tramite comparazione fotografica con altri sistemi di sorveglianza urbana. Si tratta di un cittadino albanese di 31 anni, senza dimora e con precedenti: l'11 giugno 2026, esattamente tra la prima e la seconda intrusione romana, era stato arrestato in flagranza per un furto in un'altra scuola nella zona di Tor Sapienza. Terminate le indagini per il colpo del banco, è stato denunciato in stato di libertà. Un dettaglio che rivela la fisionomia tipica di queste incursioni: seriali, opportunistiche, indirizzate a piccoli furti di generi alimentari o materiale rivendibile.

Il bando MIM da 3 milioni si è chiuso il 24 luglio

Il caso emerge proprio nelle ore in cui si chiude il bando ministeriale per rimborsare le scuole colpite da furti e atti vandalici. Il Decreto ministeriale n. 89 del 22 maggio 2026 ha stanziato 3 milioni di euro per l'esercizio finanziario 2026, con domande da presentare via SIDI dall'8 al 24 luglio 2026 alle 23:59.

Sono ammessi eventi verificatisi tra il 5 novembre 2023 e il 30 giugno 2026: 32 mesi di danni coperti da una dotazione media di poco più di 93 mila euro al mese per l'intero territorio nazionale. Il perimetro è stretto anche sul lato temporale: il furto del 6 luglio a Roma cade fuori dal periodo ammesso, e senza un nuovo decreto non potrà entrare nel prossimo riparto.

Requisito non negoziabile: la denuncia all'autorità competente. Alle scuole che hanno subito danni durante il periodo indicato ma non hanno formalizzato la denuncia in tempo, la porta del rimborso è già chiusa. E la dotazione copre esclusivamente il ripristino di materiale didattico-laboratoriale o strumentale all'attività scolastica, non gli interventi strutturali sull'edificio o l'installazione di nuovi sistemi antintrusione.

L'estate resta la finestra critica per i plessi

Il banco davanti alla porta non è un'eccezione romana. Il XXII Rapporto di Cittadinanzattiva ha censito solo dalla stampa locale 45 casi di vandalismo e furti nelle scuole, con lavagne multimediali sottratte, materiale informatico portato via, vetri rotti e libri incendiati. Secondo lo stesso osservatorio, la videosorveglianza esterna copre appena il 10% degli asili nido; per le fasce successive non esiste un censimento nazionale.

Con le lezioni ferme, i plessi restano chiusi per otto-dieci settimane. La presenza dei collaboratori scolastici è ridotta al minimo, le centraline di allarme sono spesso disattivate per evitare falsi positivi legati alla manutenzione estiva, e le forze dell'ordine non hanno una pianificazione dedicata di controlli sui plessi non pattugliati. La privacy e cybersecurity a scuola ad agosto rientra tra gli adempimenti che i dirigenti devono presidiare, ma la protezione fisica dell'edificio resta affidata a scelte artigianali dei singoli istituti: banchi contro le porte, catenacci di fortuna, appelli ai residenti.

Il prossimo decreto sui danni da furto arriverà con il bilancio 2027. Fino ad allora, le scuole colpite dopo il 30 giugno 2026 dovranno coprire i danni con i fondi ordinari del programma annuale o rivalersi sull'ente proprietario dell'edificio, mentre il capitolo istruzione del bilancio pubblico resta fermo al 3,9% del PIL. Per l'istituto romano, la soluzione più immediata non passa da un decreto: passa da una porta blindata.

Domande frequenti

Perché nella scuola di Roma veniva usato un banco come antifurto?

Il banco veniva utilizzato come soluzione artigianale per bloccare la porta d'ingresso dall'interno, in assenza di sistemi di sicurezza più efficaci come porte blindate o allarmi attivi.

Quali sono le condizioni per accedere ai rimborsi previsti dal bando ministeriale contro furti e vandalismi?

Le scuole devono aver subito danni tra il 5 novembre 2023 e il 30 giugno 2026, presentare domanda entro i termini stabiliti dal bando e aver formalizzato la denuncia alle autorità competenti. Il rimborso copre solo il ripristino di materiale didattico-laboratoriale o strumentale, non interventi strutturali o nuovi sistemi di sicurezza.

Il furto del 6 luglio 2026 nella scuola romana potrà essere rimborsato dal bando ministeriale?

No, il furto è avvenuto fuori dal periodo di ammissibilità stabilito dal decreto ministeriale e, senza un nuovo provvedimento, non potrà essere incluso nel prossimo riparto dei fondi.

Perché l’estate è considerata un periodo critico per la sicurezza delle scuole?

Durante l’estate le scuole restano chiuse per 8-10 settimane, la presenza del personale è ridotta, molti sistemi di allarme sono disattivati per manutenzione e i controlli delle forze dell’ordine sono limitati, rendendo gli istituti più vulnerabili a furti e vandalismi.

Che tipo di danni copre il finanziamento previsto dal decreto ministeriale?

Il finanziamento copre esclusivamente il ripristino di materiale didattico, laboratoriale o strumentale essenziale per l’attività scolastica, escludendo spese per lavori strutturali sull’edificio o per l’installazione di nuovi sistemi di sicurezza.

Quali sono le principali criticità emerse dal rapporto su furti e vandalismi nelle scuole italiane?

Il rapporto evidenzia una sorveglianza insufficiente, specialmente negli asili nido, e il ricorso a soluzioni di fortuna per la sicurezza, come banchi contro le porte, a causa della mancanza di risorse e di una strategia nazionale per la protezione degli edifici scolastici.

Pubblicato il: 25 luglio 2026 alle ore 15:47

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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