I ministri Adolfo Urso (MIMIT) e Anna Maria Bernini (MUR) hanno firmato il 24 giugno 2026 l'Atto di indirizzo strategico 2026-2028 sulla valorizzazione delle conoscenze e il trasferimento tecnologico. Il provvedimento, formalizzato con il Decreto interministeriale n. 913 del 23 giugno 2026, costituisce la prima cornice organica nazionale che mette a sistema ricerca, innovazione e impresa, e arriva in anticipo rispetto alla scadenza del 30 giugno fissata per la milestone PNRR collegata.
Una Cabina di regia interministeriale permanente
Il cuore del documento è la nuova Cabina di regia interministeriale MIMIT-MUR, definita come struttura stabile e permanente. Avrà il compito di coordinare politiche, strumenti e risorse e di garantire l'allineamento continuo tra il livello nazionale e quello territoriale. L'Atto definisce inoltre il quadro di riferimento per l'utilizzo del Fondo per il trasferimento tecnologico: orienta i criteri di valutazione delle progettualità finanziate e coordina l'attività delle Fondazioni che operano nel settore.
Il documento traccia anche una mappatura dei punti di forza e di debolezza dell'ecosistema dell'innovazione italiana e introduce una strategia integrata lungo l'intera catena del valore. L'obiettivo è accompagnare le tecnologie dalla ricerca al mercato lungo tutte le fasi di maturità tecnologica, affrontando uno dei nodi storici del sistema: la difficoltà di trasformare i risultati della ricerca scientifica in applicazioni industriali, e quindi la conoscenza di qualità in crescita economica e occupazione qualificata. Tra gli obiettivi attesi figurano l'attrazione di investimenti, la riduzione delle sovrapposizioni tra gli interventi e un coordinamento più stretto con le Regioni e le Province autonome.
Milestone PNRR raggiunta dopo oltre 130 contributi
La strategia è il risultato di un percorso partecipativo. Sottoposta a consultazione pubblica, ha raccolto oltre 130 contributi da amministrazioni, università, enti di ricerca, imprese e altri portatori di interesse, ed è stata poi esaminata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che ne ha rafforzato la dimensione multilivello. L'adozione dell'Atto rappresenta una milestone del PNRR conseguita prima della scadenza del 30 giugno 2026.
Nelle dichiarazioni che accompagnano la firma, Urso parla di «collegamento strutturale tra ricerca e industria» e di un «uso più efficace delle risorse pubbliche, anche in coerenza con gli obiettivi del PNRR». Il ministro rivendica anche il superamento della «frammentazione degli interventi» e di «sovrapposizioni e dispersioni». Bernini sottolinea che il sistema accademico e gli enti di ricerca italiani sono «un motore strategico di conoscenza, innovazione e sviluppo» da valorizzare per affrontare «le grandi sfide economiche, industriali e tecnologiche dei prossimi anni».
Università, enti di ricerca, imprese e Fondazioni dovranno ora confrontarsi con un'unica griglia di priorità per il triennio 2026-2028, in attesa dei provvedimenti attuativi che la Cabina di regia interministeriale dovrà adottare nei prossimi mesi per orientare bandi, finanziamenti e collaborazioni industriali nella nuova architettura di governance.
Domande frequenti
Che cos'è l'Atto di indirizzo strategico MIMIT-MUR 2026-2028?
È un provvedimento firmato dai ministri Urso e Bernini che costituisce la prima cornice nazionale organica per mettere a sistema ricerca, innovazione e impresa in Italia, con particolare attenzione alla valorizzazione delle conoscenze e al trasferimento tecnologico.
Qual è il ruolo della Cabina di regia interministeriale MIMIT-MUR?
La Cabina di regia interministeriale permanente ha il compito di coordinare politiche, strumenti e risorse tra livello nazionale e territoriale, garantendo allineamento continuo e indirizzando l'utilizzo del Fondo per il trasferimento tecnologico.
Quali sono gli obiettivi principali dell'Atto di indirizzo strategico?
Gli obiettivi principali sono facilitare il passaggio dalla ricerca al mercato, attrarre investimenti, ridurre sovrapposizioni tra interventi e rafforzare il coordinamento con Regioni e Province autonome, favorendo la crescita economica e l'occupazione qualificata.
Come è stata sviluppata la strategia contenuta nell'Atto?
La strategia è frutto di un percorso partecipativo, con oltre 130 contributi da enti pubblici, università, imprese e altri stakeholders, e successivamente validata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Cosa cambia per università, enti di ricerca, imprese e Fondazioni dopo l'adozione dell'Atto?
Dovranno confrontarsi con una griglia unica di priorità per il triennio 2026-2028, in attesa dei provvedimenti attuativi che definiranno criteri e modalità per bandi, finanziamenti e collaborazioni industriali nella nuova governance.