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Praterie sottomarine: la mappa globale rivela un gap di protezione
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Praterie sottomarine: la mappa globale rivela un gap di protezione

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148.506 km² di praterie marine mappati dall'IA: il Mediterraneo perde 50.000 ettari l'anno, l'Italia investe 40 milioni PNRR.

La prima mappa globale ad alta risoluzione delle praterie sottomarine copre 148.506 chilometri quadrati di fondali costieri, ma soltanto il 21% di questa estensione ricade dentro un'area marina protetta. Il dato arriva dallo studio coordinato da Jiwei Li (Arizona State University) pubblicato su Nature il 24 giugno 2026, ed è il primo censimento satellitare a risoluzione 10 metri di tutto il pianeta.

Cosa rivela la mappa satellitare

Il gruppo dell'ASU Center for Global Discovery and Conservation Science ha addestrato un classificatore deep-learning su 4,75 milioni di immagini Sentinel-2 raccolte in due finestre temporali, 2019-2020 e 2023-2024. Il modello riconosce le firme spettrali invisibili che le fanerogame marine lasciano sulla superficie del mare, fino a circa 30 metri di profondità. Il risultato è un mosaico globale di 142.545 km² subtidali e 5.961 km² intertidali, con la metodologia descritta nel paper Global high-resolution mapping of seagrass to support conservation - Nature.

Le praterie monitorate stoccano circa 640 teragrammi di carbonio, una quantità che gli autori paragonano alle emissioni annuali di 500 milioni di automobili. La distribuzione, però, è tutto fuorché uniforme: il 70% del totale si concentra in cinque Paesi, Stati Uniti, Bahamas, Cuba, Australia e Indonesia. Una recente scoperta sulla mappa completa del cervello di un topo ha mostrato quanto la cartografia ad alta risoluzione possa cambiare una disciplina; ora lo stesso salto arriva agli oceani, con un atlante aggiornabile ogni stagione.

Il gap di protezione: 79% delle perdite fuori dalle aree tutelate

Il confronto fra il 2019-2020 e il 2023-2024 mostra una perdita netta del 4% in soli quattro anni, pari all'1% all'anno. Il dato diventa serio quando si incrocia con la copertura delle aree marine protette: circa l'80% di quella perdita è avvenuta proprio dove la protezione manca. Più della metà delle praterie globali resta completamente fuori da qualsiasi regime di tutela formale.

È un'evidenza che ribalta il framing prevalente. Per anni la scomparsa delle praterie sottomarine è stata raccontata come fenomeno climatico diffuso; la mappa di Li mostra invece un pattern spaziale netto, dove ancoraggi, pesca a strascico e inquinamento costiero pesano molto più del riscaldamento medio del mare. La differenza fra una prateria protetta e una libera, sulla stessa isobata, può arrivare al doppio del tasso di copertura nel giro di tre stagioni di rilevamento. Lo stesso meccanismo che ha permesso di stimare in pochi anni la risposta del cervello umano alla microgravità, descritto nel ricordo della prima passeggiata spaziale, ora consente di fotografare anno per anno le dinamiche di scomparsa di un ecosistema bentonico finora seguito solo per campioni puntuali.

Italia e Mediterraneo: 50.000 ettari di posidonia persi nel 2024

Per il Mediterraneo il quadro è coerente. Il rapporto WWF stima che soltanto nel 2024 le imbarcazioni da diporto abbiano danneggiato circa 50.000 ettari di posidonia oceanica, l'endemica che ospita il 20% della biodiversità del bacino. Le acque territoriali italiane formalmente tutelate restano all'11,62%, ben sotto il target del 30% al 2030 fissato dalla strategia europea sulla biodiversità: un divario di oltre diciotto punti percentuali che pesa direttamente sulle aree dove la posidonia è più vulnerabile.

Per colmare il vuoto informativo l'Italia ha mobilitato il progetto PNRR Marine Ecosystem Restoration: 400 milioni di euro nel periodo 2022-2026, di cui circa 40 milioni dedicati alla mappatura ad alta risoluzione di 7.900 chilometri di costa con satelliti WorldView e veicoli autonomi sottomarini. La scheda completa è sul portale ISPRA dedicato al PNRR-MER. Un'innovazione tecnologica analoga, raccontata in nanomateriali in prima linea contro l'antibiotico-resistenza, mostra come la stessa logica multiscala stia entrando in molte aree della ricerca applicata.

Con risoluzione decametrica e aggiornamenti continui dei satelliti Sentinel, il prossimo passo è agganciare la mappa globale ai piani nazionali: dove l'Italia chiuderà la sua cartografia entro il 2026, i decisori potranno spostare i confini delle aree protette sulle praterie che oggi cedono un ettaro ogni cento all'anno.

Domande frequenti

Cosa mostra la nuova mappa globale delle praterie sottomarine?

La mappa globale ad alta risoluzione copre 148.506 chilometri quadrati di praterie sottomarine e rappresenta il primo censimento satellitare a risoluzione di 10 metri. Rivela che solo il 21% di queste praterie si trova all'interno di aree marine protette.

Quali sono le principali cause della perdita delle praterie sottomarine secondo lo studio?

Lo studio evidenzia che la perdita delle praterie sottomarine è dovuta principalmente ad ancoraggi, pesca a strascico e inquinamento costiero, più che al riscaldamento globale. Queste minacce sono particolarmente forti nelle aree non protette.

Quanto carbonio stoccano le praterie sottomarine mappate?

Le praterie monitorate nella mappa stoccano circa 640 teragrammi di carbonio, una quantità equivalente alle emissioni annuali di 500 milioni di automobili. Questo dato sottolinea la loro importanza per la mitigazione del cambiamento climatico.

Qual è la situazione delle praterie di posidonia in Italia e nel Mediterraneo?

Nel 2024 le imbarcazioni da diporto hanno danneggiato circa 50.000 ettari di posidonia oceanica nel Mediterraneo, con solo l'11,62% delle acque italiane formalmente protette, ben al di sotto del target europeo del 30% entro il 2030.

Come sta affrontando l'Italia il gap di protezione delle praterie sottomarine?

L'Italia ha avviato il progetto PNRR Marine Ecosystem Restoration, investendo 400 milioni di euro tra il 2022 e il 2026, di cui circa 40 milioni per la mappatura ad alta risoluzione di 7.900 chilometri di costa. Questo permetterà di aggiornare la cartografia e guidare l'espansione delle aree protette.

Quali sono le prospettive future grazie alla mappatura satellitare ad alta risoluzione?

L'aggiornamento continuo delle mappe satellitari consentirà di monitorare con precisione le dinamiche delle praterie sottomarine e di adattare rapidamente i confini delle aree protette, migliorando la conservazione degli ecosistemi marini.

Pubblicato il: 25 giugno 2026 alle ore 14:17

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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