L'unica startup italiana selezionata da SPRIND, l'agenzia federale tedesca per l'innovazione, si chiama Paradigma. Riceve 3 milioni di euro non diluitivi per sette mesi, primo scalino di un percorso da 125 milioni complessivi.
Chi c'è dietro la startup romana
La società nasce a Roma dall'incontro tra Francesco Pappone, Giulio Starace, in precedenza ricercatore in OpenAI, ed Emanuele Rodolà, professore ordinario di Informatica alla Sapienza. Il prodotto si chiama Flywheel: una piattaforma che punta ad automatizzare l'intero ciclo della ricerca scientifica, dalla formulazione dell'ipotesi alla validazione sperimentale, con applicazioni in farmaceutica, materiali avanzati ed energie rinnovabili. La proposta non è generare paper, ma chiudere il loop che oggi separa lo scienziato dal risultato: ipotesi, esperimento, verifica, iterazione. Le altre nove startup ammesse alla prima fase della Next Frontier AI Challenge - SPRIND arrivano da Germania (tre), Regno Unito (due), Francia (due) e Svizzera (due), su candidature giunte da oltre trenta Paesi europei. Il criterio d'ammissione dichiarato dall'agenzia tedesca è severo: un miglioramento di almeno un ordine di grandezza in uno o più indicatori fondamentali dell'intelligenza artificiale.
Talento italiano, capitale estero: il gap del venture domestico
Il finanziamento SPRIND è pubblico e non diluitivo: fino a 3 milioni per team nella fase uno di sette mesi, fino a 8 milioni per le sei squadre ammesse alla fase due, fino a 15,5 milioni per le tre finaliste della fase tre. Il pool massimo teorico per un singolo team che arrivi al fondo del percorso arriva così a 27 milioni di euro.
In parallelo, la startup ha chiuso un round privato con Emergence Capital, la venture californiana che a marzo 2025 ha annunciato un nuovo fondo B2B da 1 miliardo di dollari. Per Emergence, Paradigma è il primo pre-seed della sua storia e il primo investimento fuori dagli Stati Uniti. Nella cap table figurano anche Partech, Italian Founders Fund e Vento.
Il quadro europeo del capitale AI aiuta a leggere la notizia. Nel 2025 gli investimenti venture in intelligenza artificiale in Europa hanno raggiunto circa 17,5 miliardi di dollari, con il Regno Unito primo mercato a circa 17 miliardi complessivi di VC, Francia a 8,5 e Germania a 8,4 miliardi. L'Italia non compare tra i primi tre. Sul fronte domestico il segnale più forte è arrivato da CDP Venture Capital, che ha annunciato un fondo dedicato all'AI da 1 miliardo di euro: non poco, ma comunque meno di quanto Emergence Capital muove da sola con il suo nuovo fondo B2B. Il paradosso resta visibile: tre ricercatori romani, un professore della Sapienza, un ex OpenAI, e il capitale che li finanzia arriva da Berlino e da Menlo Park. Non è la prima volta che una firma italiana emerge in un progetto internazionale di ricerca o che un profilo italiano ricopre ruoli chiave all'estero.
Come funziona la sfida e cosa cambia se Paradigma passa
La prima fase parte a luglio 2026 e dura sette mesi: il deliverable atteso è la validazione tecnica dell'ipotesi di scaling, con report e artefatti sperimentali. Alla fine, la giuria selezionerà sei team per la fase due, che ricevono 8 milioni per otto mesi con l'obiettivo di produrre processi di engineering production-ready. Le tre superstiti entrano nella fase tre, con 15,5 milioni ciascuna e nove mesi per arrivare a un round di scale-up privato che SPRIND stima nell'ordine del miliardo di euro. L'intero percorso dura 24 mesi e si chiude nell'autunno del 2028. Se il modello Flywheel funziona, potrebbe accorciare i tempi della ricerca in aree in cui la carenza di competenze qualificate è già oggi un rischio strutturale, dalla scoperta di nuove molecole ai materiali per la transizione energetica.
La prova che aspettano gli osservatori del capitale italiano è concreta: quali laboratori pubblici e quali fondi domestici saranno pronti a partecipare quando la società romana cercherà cofinanziamento in Italia, e non solo tedesco o californiano.
Domande frequenti
Cos'è Paradigma e qual è il suo prodotto principale?
Paradigma è una startup romana che ha sviluppato Flywheel, una piattaforma che automatizza l'intero ciclo della ricerca scientifica, dalla formulazione dell'ipotesi alla validazione sperimentale, con applicazioni in settori come farmaceutica, materiali avanzati ed energie rinnovabili.
In cosa consiste il programma SPRIND e quali sono le fasi del finanziamento?
Il programma SPRIND, promosso dall'agenzia federale tedesca per l'innovazione, prevede tre fasi di finanziamento pubblico non diluitivo: fino a 3 milioni di euro per la prima fase, 8 milioni per la seconda e 15,5 milioni per la terza, per un totale potenziale di 27 milioni su 24 mesi.
Chi sono i fondatori di Paradigma e qual è la loro esperienza?
Paradigma è stata fondata da Francesco Pappone, Giulio Starace (ex ricercatore in OpenAI) ed Emanuele Rodolà, professore ordinario di Informatica alla Sapienza di Roma, tutti con una solida esperienza nel campo della ricerca e dell'intelligenza artificiale.
Qual è il ruolo degli investimenti internazionali nel percorso di Paradigma?
Paradigma ha ricevuto finanziamenti sia da SPRIND, agenzia tedesca, sia da fondi venture internazionali come Emergence Capital (USA), Partech e altri, evidenziando come il capitale per l'innovazione italiana provenga spesso dall'estero anziché da fondi domestici.
Qual è l'impatto atteso della piattaforma Flywheel sulla ricerca scientifica?
Se avrà successo, Flywheel potrebbe ridurre significativamente i tempi necessari per la ricerca scientifica, specialmente in settori dove la carenza di competenze è critica, come la scoperta di nuove molecole o materiali per la transizione energetica.
Cosa succede se Paradigma supera la prima fase della Next Frontier AI Challenge?
Se Paradigma supera la prima fase, accederà a un finanziamento maggiore e dovrà sviluppare processi di engineering pronti per la produzione; l'obiettivo finale è arrivare a un round di scale-up privato stimato nell'ordine del miliardo di euro.