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Cratere di Pilbara: la nuova età lo conferma il più antico della Terra
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Cratere di Pilbara: la nuova età lo conferma il più antico della Terra

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Lo stesso team che nel 2025 indicava 3,47 miliardi corregge a 3,024: lo studio sul cratere di Pilbara conferma l'unico impatto dell'Archeano.

La datazione del cratere più antico della Terra cambia ancora: dai 3,47 miliardi di anni stimati nel marzo 2025 si scende ai 3,024 miliardi confermati ora dallo stesso gruppo della Curtin University guidato da Chris Kirkland. La revisione è pubblicata sulla rivista Geology e riguarda il North Pole Dome, struttura nel cuore della regione di Pilbara, in Australia Occidentale, ritenuta da decenni un possibile sito di impatto ma mai datata con questa precisione.

Cosa è cambiato rispetto al primo annuncio

Il primo studio del marzo 2025, su Nature Communications, fissava l'età a 3.470 ± 2 milioni di anni. Pochi mesi dopo, un gruppo indipendente sulla rivista Science Advances aveva contestato quella cifra, suggerendo un'età molto più giovane, compresa tra 2,7 miliardi e poche centinaia di milioni di anni. Il nuovo lavoro di Kirkland riconcilia le due posizioni con un dato intermedio: 3,024 miliardi di anni, 446 milioni in meno della prima stima ma sempre ben dentro l'eone Archeano. La differenza non è marginale: un quasi mezzo miliardo di anni cambia il quadro in cui interpretare l'evento, perché significa spostarlo da una fase in cui i primi nuclei continentali stavano emergendo a un'epoca più matura, vicina al limite con il Proterozoico. Per chi avesse seguito il primo annuncio del 2025 sulla scoperta del cratere, è proprio quella stima a essere stata ricalibrata.

I due orologi minerali che hanno fissato la nuova età

Per arrivare a 3,024 miliardi i ricercatori hanno datato due minerali distinti nello stesso affioramento. Lo zircone, descritto come una sorta di 'orologio minerale' capace di custodire il tempo geologico per miliardi di anni, ha restituito cristalli con forme ramificate e scheletriche tipiche del riscaldamento intenso da impatto: zirconi parzialmente fusi e ricresciuti quando l'onda d'urto ha attraversato la roccia. L'apatite, formatasi dai fluidi caldi che hanno percolato lungo le fratture, ha dato in modo indipendente un'età di circa 3,019 miliardi di anni. Cinque milioni di anni di scarto fra i due sistemi sono, su questa scala temporale, un margine compatibile con un singolo evento di breve durata. È proprio questa convergenza il punto di forza del nuovo studio: rende difficile attribuire il segnale a una sequenza ordinaria di metamorfismo o intrusioni magmatiche e ancora più difficile spiegarlo senza un urto da corpo celeste. Il dettaglio metodologico è riportato nel comunicato della Curtin University sul nuovo studio.

Perché 3,024 miliardi è comunque un record

Anche dopo la revisione il cratere più antico della Terra resta l'unico impatto riconosciuto nell'eone Archeano e batte di circa 800 milioni di anni il precedente detentore del record, il cratere di Yarrabubba (sempre in Australia Occidentale, datato a 2,2 miliardi di anni). La struttura del North Pole Dome si trova a circa 40 chilometri a ovest di Marble Bar ed è stata identificata grazie agli shatter cones, fratture a cono che si formano solo sotto onde d'urto da impatto e che affiorano nell'Antarctic Creek Member, uno strato sedimentario spesso una ventina di metri. Le stime iniziali parlavano di un cratere originario di oltre 100 chilometri di diametro, in gran parte cancellato dall'erosione e dai movimenti del cratone su miliardi di anni. Sulla scala esatta dell'impatto il dibattito resta aperto: alcune ricostruzioni recenti propongono una struttura molto più piccola, intorno ai 16 chilometri.

Datare con precisione gli impatti antichi serve a capire come i bombardamenti hanno fratturato la crosta arcaica, riscaldato le rocce in profondità e modificato gli ambienti idrotermali in cui si stava formando la vita primitiva. È lo stesso filo che attraversa altre ricerche recenti sulla Terra e sui pianeti vicini, dalle influenze del Sole sull'attività sismica terrestre alle tracce di un antico oceano marziano emerse dalla ferridrite. Il prossimo passo del gruppo di Kirkland è cercare nelle stesse rocce del cratone di Pilbara altre strutture coeve, per capire se la Terra dell'Archeano abbia conservato altri impatti finora invisibili.

Domande frequenti

Qual è la nuova età stimata del cratere di Pilbara?

La nuova età stimata del cratere di Pilbara è di 3,024 miliardi di anni, secondo il recente studio pubblicato sulla rivista Geology dal gruppo della Curtin University.

Come è stata determinata con precisione la datazione del cratere?

La datazione è stata ottenuta analizzando due minerali, zircone e apatite, presenti nello stesso affioramento. Entrambi hanno fornito età molto simili, confermando un singolo evento di impatto.

Perché la revisione dell'età del cratere è significativa?

La revisione sposta l'impatto da una fase primitiva della formazione dei continenti a un'epoca più matura dell'eone Archeano, influenzando la comprensione degli eventi geologici e delle condizioni che hanno favorito la vita primitiva.

Il cratere di Pilbara è ancora il più antico della Terra dopo la revisione?

Sì, anche dopo la revisione, il cratere di Pilbara rimane il più antico impatto riconosciuto sulla Terra, superando di circa 800 milioni di anni il precedente record detenuto dal cratere di Yarrabubba.

Quali sono le implicazioni scientifiche della scoperta di questo cratere?

Datare con precisione gli impatti antichi permette di comprendere come i bombardamenti abbiano influenzato la crosta terrestre, riscaldato le rocce in profondità e modificato gli ambienti favorevoli allo sviluppo della vita primitiva.

Cosa intendono fare i ricercatori come prossimo passo?

Il gruppo di Kirkland intende cercare nelle stesse rocce del cratone di Pilbara altre strutture coeve, per verificare se esistano altri impatti nascosti risalenti all'eone Archeano.

Pubblicato il: 24 giugno 2026 alle ore 15:27

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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