La missione Artemis II è ammarata nel Pacifico l'11 aprile 2026 con quattro astronauti a bordo e un record: 407mila chilometri dalla Terra, più lontano di ogni essere umano prima. Il razzo era della Nasa, ma il modulo che ha tenuto in vita l'equipaggio e proiettato la capsula Orion attorno alla Luna è europeo. E dietro l'Europa ci sono soprattutto tre Paesi: Germania, Francia e Italia.
Il modulo di servizio europeo, cuore della missione
Orion è composta da due parti: la capsula pressurizzata americana e il Modulo di servizio europeo (Esm), che fornisce propulsione, energia e supporto vitale. Al ritorno all'Estec di Noordwijk, il comandante Reid Wiseman ha ricordato che senza il segnale di attivazione dell'Esm sarebbe scattato l'aborto automatico della missione. Il pilota Victor Glover ha detto che il modulo volava meglio delle simulazioni. Christina Koch ha aggiunto che quasi tutta la telemetria a bordo arrivava dai sensori europei.
L'accensione che ha portato Orion verso la Luna è stata così precisa da rendere inutili due correzioni di traiettoria previste. Dietro il risultato ci sono 13 Paesi Esa e oltre 100 aziende industriali. La struttura del modulo, il controllo termico e i sistemi per acqua, ossigeno e azoto arrivano da Torino, dagli stabilimenti di Thales Alenia Space. I pannelli fotovoltaici e le unità di distribuzione dell'energia li produce Leonardo a Nerviano, nel Milanese. Comunicato ESA sul contributo europeo ad Artemis II.
3,5 miliardi all'Esa e filiera cresciuta del 60% in tre anni
Il ritorno industriale del contributo italiano ha ora una cifra precisa. Alla ministeriale Esa di Brema del novembre 2025 l'Italia ha portato il proprio impegno a 3,5 miliardi di euro per il triennio 2026-2028, oltre il 13% in più rispetto alla tornata precedente. È il contributo più alto mai versato dal Paese all'Agenzia. Il budget totale sottoscritto dai 23 Stati membri Esa supera i 22 miliardi, con la Germania in testa a oltre 5 miliardi e l'Italia stabilmente tra i primi tre contributori, testa a testa con la Francia. Comunicato MIMIT sul Consiglio ESA di Brema.
Il ministro Adolfo Urso, che presiederà il Consiglio Esa fino al 2028, ha già ottenuto per l'Italia l'organizzazione della prossima ministeriale. Il principio del ritorno geografico Esa restituisce ogni euro versato in contratti industriali sul territorio nazionale, e la filiera lo mostra nei numeri: il fatturato dello spazio italiano è passato da 1,9 miliardi nel 2021 a 3,1 miliardi nel 2024, con gli occupati saliti da 5.900 a 8.900 (+50%). Nel 2025 il solo mercato dei servizi di osservazione della Terra ha toccato 340 milioni di euro, +73% sul 2022, davanti alla media europea ferma al +65%. Secondo le stime della stessa Esa, ogni euro investito nei programmi spaziali attiva fino a 4 euro di valore economico e attrae 2,8 euro di capitale privato aggiuntivo.
Parmitano pilota nel 2027 e il modulo abitativo lunare italiano
La tappa successiva è Artemis III, prevista nel 2027 con Luca Parmitano come pilota, primo astronauta Esa a pilotare una missione Artemis. La missione non porterà ancora astronauti sulla superficie, ma testerà l'attracco con i sistemi di allunaggio di SpaceX e Blue Origin. L'allunaggio vero e proprio slitta ad Artemis IV, nel 2028. Per chi vuole capire cosa significa vivere così a lungo in un ambiente confinato, la Nasa sta già selezionando volontari per un anno chiuso in simulazioni lunari e marziane: un anno tra Luna e Marte, la Nasa cerca 4 volontari per il 2027.
Il ruolo italiano diventa strutturale: Thales Alenia Space è prime contractor del Lunar I-Hab, il modulo abitativo europeo del Gateway, la stazione in orbita cislunare. È l'unico modulo abitativo permanente in costruzione fuori dai confini statunitensi. Sara Pastor, responsabile dei progetti lunari Esa, ha detto all'agenzia che l'obiettivo è portare un europeo sulla superficie lunare e che Parmitano sarà fondamentale per preparare l'allunaggio. Anche l'occupazione qualificata segue la traiettoria: le 8.900 persone della filiera sono in gran parte ingegneri e ricercatori, in un Paese che invece perde ricercatori in altri settori, come mostra il caso della Francia che chiama 25mila ricercatori mentre l'Italia ne perde 14mila.
Il prossimo appuntamento politico è il Consiglio Esa del 2028, che l'Italia ospiterà per la prima volta. Nello stesso anno dovrebbe atterrare il primo europeo sulla Luna.
Domande frequenti
Qual è stato il contributo italiano alla missione Artemis II?
L'Italia ha contribuito in modo significativo alla realizzazione del Modulo di Servizio Europeo (ESM) della capsula Orion, fornendo sistemi essenziali come struttura, controllo termico e sistemi di acqua, ossigeno e azoto tramite Thales Alenia Space a Torino, oltre ai pannelli fotovoltaici prodotti da Leonardo a Nerviano.
Qual è il ritorno economico e industriale per l’Italia grazie alla partecipazione ai programmi ESA?
Il principio del ritorno geografico ESA garantisce che ogni euro investito torni in contratti industriali nazionali. Dal 2021 al 2024, il fatturato dello spazio italiano è cresciuto da 1,9 a 3,1 miliardi di euro e gli occupati da 5.900 a 8.900, con una filiera in forte espansione.
Che ruolo avrà l’Italia nelle prossime missioni Artemis?
L'Italia sarà protagonista nelle future missioni: Luca Parmitano sarà il primo astronauta ESA a pilotare una missione Artemis nel 2027 e Thales Alenia Space è prime contractor per il modulo abitativo Lunar I-Hab del Gateway, la stazione spaziale cislunare.
Qual è l’impegno finanziario dell’Italia verso l’ESA per il programma Artemis?
Alla ministeriale ESA del 2025, l’Italia ha aumentato il proprio impegno a 3,5 miliardi di euro per il triennio 2026-2028, segnando il contributo più alto mai versato dal Paese all’Agenzia e posizionandosi tra i primi tre contributori insieme a Germania e Francia.
Come incide il programma Artemis sulle opportunità occupazionali in Italia?
Il settore spaziale italiano ha visto una crescita significativa degli occupati, che sono passati da 5.900 a 8.900 in tre anni, in larga parte ingegneri e ricercatori, offrendo opportunità qualificate in un contesto nazionale dove altri settori registrano una perdita di ricercatori.
Quando è previsto l’allunaggio del primo europeo sulla Luna e quale sarà il ruolo dell’Italia?
L’allunaggio del primo europeo sulla Luna è previsto per il 2028 con Artemis IV. L’Italia avrà un ruolo centrale grazie al coinvolgimento nella realizzazione del modulo abitativo Lunar I-Hab e alla partecipazione diretta di astronauti italiani nelle missioni preparatorie.