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Un anno chiusi tra Luna e Marte: la NASA cerca 4 volontari per il 2027
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Un anno chiusi tra Luna e Marte: la NASA cerca 4 volontari per il 2027

Da agosto 2027 il primo test unito HERA+CHAPEA a Houston: 12 mesi di isolamento a ridosso di Artemis III. Requisiti stringenti, italiani esclusi.

La NASA aprirà ad agosto 2027 un nuovo esperimento di isolamento lungo dodici mesi al Johnson Space Center di Houston. Per la prima volta unisce in un'unica campagna gli habitat HERA (transito interplanetario) e CHAPEA (superficie), preparando gli equipaggi Artemis attesi tra fine 2027 e il 2028. Il bando è aperto solo a cittadini statunitensi e possessori di Green Card.

Come funziona il Moon and Mars Exploration Analog

Il programma è il primo esperimento a terra a riprodurre in una sola cornice sia la traversata verso un altro corpo celeste sia le operazioni sulla superficie. Il veicolo di transito è una struttura a due piani derivata dall'habitat HERA (Human Exploration Research Analog): quattro locali di attracco, area lavoro, zona notte e modulo per l'igiene. L'habitat di superficie è quello stampato in 3D già impiegato per CHAPEA (Crew Health and Performance Exploration Analog), oggi occupato dalla seconda missione ancora in corso presso il Johnson Space Center.

Il calendario giornaliero prevede finte passeggiate lunari e marziane, guida simulata di un rover, esperimenti scientifici, manutenzione dell'habitat, gestione di cibo e risorse, allenamento fisico e sessioni di realtà aumentata per riprodurre scenari operativi in ambienti virtuali. I ricercatori misureranno salute, prestazioni cognitive e reazioni allo stress dei quattro selezionati in condizioni di scarsità di risorse. Le stesse ricerche che portano gli scienziati a studiare in dettaglio il nostro satellite naturale, come dimostrano i lavori paralleli sulle lune originali del Sistema Solare, di cui Nereide di Nettuno è un esempio, si fondano su dati raccolti in ambienti confinati come questo.

Perché il bando arriva a ridosso di Artemis III

La partenza è fissata 'non prima di agosto 2027', negli stessi mesi in cui la NASA ha aggiornato la roadmap del programma lunare. La missione Artemis III, che dovrebbe portare il primo equipaggio in orbita cislunare dopo Apollo, è ora attesa a fine 2027; il primo sbarco resta previsto nel 2028 con Artemis IV. La richiesta di budget federale FY27 destina 8,5 miliardi di dollari all'intero programma Artemis e alle capacità marziane, con 2,8 miliardi assegnati ai contratti Human Landing System di Blue Origin e SpaceX.

La coincidenza temporale non è casuale. La simulazione serve a validare hardware, protocolli medici, requisiti nutrizionali e procedure di comunicazione degli equipaggi che voleranno pochi trimestri dopo. Ogni ora di dati raccolta nell'habitat texano entrerà nei manuali di volo prima del decollo lunare, colmando l'assenza di rilevazioni di lungo periodo su corpo e mente sottoposti a isolamento continuato. La descrizione completa del programma resta disponibile nella pagina ufficiale della missione sul sito NASA, insieme al modulo di candidatura.

Cosa insegna la CHAPEA-1 chiusa nel 2024

La prima missione CHAPEA è durata 378 giorni, dal 25 giugno 2023 al 6 luglio 2024. Quattro volontari hanno vissuto in un habitat marziano stampato in 3D coltivando parte del proprio cibo senza incidenti né conflitti significativi. Nessun ritardo di comunicazione o guasto tecnico ha compromesso la missione, un risultato che ha spianato la strada al programma più ambizioso annunciato oggi. La CHAPEA-2, ancora in corso, occupa il modulo di superficie che verrà poi integrato nel nuovo esperimento fuso con HERA.

I dati raccolti nel 2024 hanno confermato un elemento controintuitivo. L'ostacolo principale non è la tecnologia ma la gestione psicologica dei rapporti nell'equipaggio: la CHAPEA-1 aveva simulato solo la vita in superficie, mentre la nuova campagna aggiunge la fase di transito, quella che gli esperti considerano il momento più critico. Il quadro operativo poggia anche sugli studi in situ del rover Perseverance, come le centinaia di molecole organiche identificate su Cheyava Falls, che stanno definendo quali analisi dovranno saper fare gli astronauti al primo sbarco fisico sul Pianeta Rosso.

Chi può candidarsi (gli italiani sono esclusi)

Il bando è chiuso ai non americani. Possono presentare domanda cittadini statunitensi e possessori di Green Card, età compresa tra 30 e 55 anni, in possesso di una laurea magistrale STEM oppure di quattro anni di esperienza militare da ufficiale. I candidati devono essere non fumatori, parlare inglese fluente e superare un iter psicofisico di più giorni presso il Johnson Space Center di Houston, prima di entrare nella rosa dei quattro effettivi.

Chi vuole restare nel gioco senza passaporto americano ha oggi una sola porta europea comparabile: il programma astronauti analoghi dell'Österreichisches Weltraumforum. L'italiana Ludovica Valentini, ingegnere aerospaziale in forza a OHB Sweden, è appena entrata nella Class of 2026 e ad aprile 2027 parteciperà a un'esercitazione marziana a Monsaraz, in Portogallo. È l'unica rotta italiana verso una carriera in astronauta analogo con tempi comparabili a quelli statunitensi, e resta comunque uno sbocco su scala inferiore rispetto al bando texano.

Le conoscenze accumulate finiranno nello Human Research Program e da lì nei piani di volo Artemis, con applicazione operativa attesa già nella prossima missione lunare. Ogni test di lungo periodo sulla Terra chiude il divario che ancora separa l'ingegneria dei razzi, oggi capace di portare in orbita carichi Starlink V3 da 34 tonnellate con Starship, dalla resistenza dei corpi che dovranno viaggiarci sopra per mesi.

Domande frequenti

Qual è lo scopo principale dell'esperimento di isolamento della NASA previsto per il 2027?

L'esperimento mira a simulare sia il viaggio interplanetario sia la permanenza sulla superficie di Luna e Marte, per preparare gli equipaggi delle missioni Artemis. I dati raccolti serviranno a validare hardware, protocolli e strategie psicofisiche utili alle future missioni spaziali.

Chi può candidarsi per partecipare all'esperimento e quali sono i requisiti?

Possono candidarsi solo cittadini statunitensi o possessori di Green Card, di età compresa tra 30 e 55 anni, con laurea magistrale STEM o almeno quattro anni di esperienza militare da ufficiale. È richiesto inoltre essere non fumatori, parlare inglese fluentemente e superare una selezione psicofisica presso il Johnson Space Center.

Quali attività svolgeranno i partecipanti durante i dodici mesi di isolamento?

I volontari simuleranno passeggiate lunari e marziane, guideranno rover, condurranno esperimenti scientifici, si occuperanno della manutenzione dell'habitat, della gestione delle risorse e parteciperanno ad allenamenti fisici e sessioni di realtà aumentata per scenari operativi virtuali.

Quali risultati sono emersi dalle missioni analoghe precedenti come CHAPEA-1?

La missione CHAPEA-1 ha dimostrato che la principale sfida non è tecnica, ma riguarda la gestione psicologica dei rapporti nell'equipaggio. Il successo della missione, senza incidenti né gravi conflitti, ha confermato la solidità delle procedure e preparato il terreno per esperimenti più complessi.

Gli italiani o altri cittadini europei possono partecipare a questo programma della NASA?

No, il bando è riservato esclusivamente a cittadini statunitensi e possessori di Green Card. Tuttavia, esistono programmi europei come quello dell'Österreichisches Weltraumforum, a cui possono accedere anche italiani interessati a esperienze analoghe.

In che modo i risultati di questo esperimento influenzeranno le future missioni Artemis?

I dati raccolti durante l'esperimento saranno utilizzati per aggiornare i manuali di volo e ottimizzare le procedure operative delle missioni Artemis, specialmente per quanto riguarda la salute, la gestione delle risorse e la sopravvivenza in condizioni di isolamento prolungato.

Pubblicato il: 13 luglio 2026 alle ore 12:42

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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